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Gli elementi di cucina contemporanea di Davide Modesti

Talento dei fornelli, Davide Modesti da poco più di un mese è alla guida del nuovo indirizzo che rischia di scombinare le carte del sonnolento, gastronomicamente parlando, centro di Brescia. Il giovane chef ha già dato prova di sé qualche anno fa al ristorante Or – Cucina d’arte, ma è al Vivace, che sta dimostrando le sue grandi potenzialità.

Vivace di nome e di… piatti

Il ristorante, accolto in un antico palazzo, è a un tiro di schioppo da Piazza della Loggia. La sua filosofia unisce la volontà di crescita di un team giovane e ambizioso, alla rappresentazione di una cucina piacevolmente intrigante.

Una cucina che da un lato ha tutto il tempo per spiegare le sue ali verso piatti e menù più vicini al sentire creativo del cuoco, dall’altra già in queste prime battute rivela una forte appartenenza territoriale (Modesti è di Brescia) come la passione per le preparazioni alla brace e il gusto di muoversi verso uno stile tra il confidenziale e il riconoscibile, per cercare di entrare nel cuore di una clientela cittadina che qui non si lascia spesso guidare verso  le sperimentazioni.

Per farci qualche idea

Per intenderci, il menù racconta di Cappelletti di storione made in Calvisius, di uno spiedo rivisitato, dove chiaramente mancano i prelibati e vietati uccelli da cacciagione, rimpiazzati dalla Mora romagnola che viene accompagnata da patatine e ketchup ai peperoni.

Oppure si trova il Manzo all’olio, vanto della cucina del paese di Rovato, che parte dal cappello del prete, certo, ma poi si reinventa con un estratto di prezzemolo, la polenta fritta e la polvere di capperi. E perfino il pesce del vicino lago d’Iseo viene nobilitato nella Cotoletta di persico con spuma di finocchio e finocchio in carpione o nel Coregone con crema di zucchine, midollo e basilico.

La sala

Ottime idee con inserimenti di affumicature, fermentazioni ed estrazioni dove l’elemento vegetale non manca quasi mai. In sala, si muovono con grazia  e competenza Stefania Licata e il sommelier Federico Frattini, impegnati ad abbinare ai piatti i vini di una carta che riserva gustose sorprese, anche per gli amanti delle etichette biodinamiche.

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