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Verona, 7-10 aprile. Due le novità per il 2019: L’Organic Hall e il Vinitaly Design

Poche manifestazioni possono vantare uno storico di 53 edizioni: Vinitaly quest’anno prevede di muovere circa 100 milioni di euro di investimenti con due nuove piattaforme permanenti di promozione in Asia e negli Stati Uniti.

Quattro giorni, dal 7 al 10 aprile, dedicati al mondo del vino che vedranno Verona  sommersa da 32mila top buyer provenienti da 143 nazioni, senza contare i partecipanti nostrani. Maurizio Danese, presidente di Verona Fiere, rivela: “Nonostante l’aumento della superficie disponibile, quest’anno Vinitaly era sold out già a novembre 2018. Abbiamo raggiunto quota 100.000 metri quadrati di esposizione, mentre sono oltre 130 i nuovi espositori diretti, a cui si aggiungono gli indiretti e i rappresentati, che portano il numero totale di aziende a quota 4.600 da 35 nazioni e ad oltre 16 mila le etichette a catalogo”.

Per il terzo anno di fila, si riconferma la decisione di tenere separate  la parte business e quella destinata al consumatore finale: ai wine lover gli eventi dedicati fuori salone Vinitaly and the City (https://www.vinitalyandthecity.com/it/home-2019/). Due le principali novità per il 2019: l’Organic Hall  organizzato in collaborazione con Federbio e dedicato ai vini biologici che, con la collettiva dell’associazione Vi.Te – Vignaioli e Territori e i vignaioli indipendenti di Fivi, sono in costante crescita; il Vinitaly Design, dove trovare tutti quei prodotti e accessori che completano l’offerta legata alla promozione del vino, all’esperienza sensoriale e all’accoglienza: oggettistica per la degustazione e il servizio, arredi, packaging. La nuova iniziativa permette di mantenere all’interno di Enolitech unicamente le tecnologie e le attrezzature per la produzione di vino, olio di oliva e birra.

Un mercato, quello italiano, tra i più importanti del mondo con un complessivo di 6,149 miliardi di euro sulle esportazioni 2018 (esclusi i mosti), in crescita del 3,3% dal 2017 secondo i dati Federvini. “E’ un risultato importante, considerando che il settore vanta una proiezione export oriented, ovvero una incidenza del fatturato export sul fatturato totale, di tutto rispetto, pari al 60%, di gran lunga superiore a quella del “food and beverage” nazionale, che rincorre da lontano, con una incidenza del 23,7%”, racconta Sandro Boscaini, presidente di Federvini, nonché Patron di Masi Agricola. “ Ma siamo orgogliosi di poter dire che il nostro è un export di qualità: il +3,4% dell’export in valuta si è confrontato infatti con una quota export pari a 20,9 milioni di ettolitri, che vuol dire una contrazione in quantità del -7,6% sull’anno precedente e, quindi, apprezzamento del valore unitario del venduto oltre frontiera superiore a 10 punti percentuali”.

E quest’anno l’edizione celebra i 500 anni dalla morte del genio italiano più conosciuto al mondo: Leonardo da Vinci. “Immersive show dinner: omaggio all’ingegno e all’italianità” è il titolo della serata di gala finalizzata a esaltare i valori di innovazione, tecnologia e made in Italy: il menu, ispirato alla commistione tra passato, presente e futuro, porta la firma dello chef Enrico Bartolini. Nel corso della serata la consegna del Premio Internazionale Vinitaly, assegnato a personalità, aziende o istituzioni italiane ed estere che si sono distinte per il loro impegno nel campo enologico. Altra proclamazione con il Premio Communicator of the year,  a chi ha dimostrato capacità di comunicazione contribuendo in modo eccezionale alla promozione del vino.



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