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Vinitaly 2022. L’entusiasmo, il ritorno, la presenza. Un’edizione ricca di sfumature

Senza dubbio è stato per molti il segno che ne stiamo venendo fuori. Il segno che il mondo del vino, vuole farcela a ogni costo. E se gli eventi in presenza si sono fermati per più di due anni, il vino no, non lo ha fatto. Questo Vinitaly, più di ogni edizione, sembra aver voluto dichiarare proprio questo.

Vinitaly, il mercato straniero

La 54esima edizione della fiera del vino ha visto la presenza di un’alta percentuale di buyer stranieri, centrando uno dei record indimenticabili per il mercato del vino italiano. Certo, l’assenza di una fetta importante di questo mercato costituita da Cina e Russia, si è fatta sentire, ma in cambio forte è stata la presenza del mercato italiano stesso.

Vinitaly rilancia il centro e il sud di Italia

Una delle importanti novità del 2022, è stata la grande presenza del centro: il Lazio e il suo padiglione hanno fatto mostra di quanto questa regione stia lottando per venire fuori da una mediocrità qualitativa per troppo tempo cucitale addosso. La presenza di cantine laziali ha confermato l’eccellenza a cui questa regione stia puntando.

Stesso discorso per il Sud: la Calabria e la Basilicata hanno rappresentato bene il cammino e il lavoro che da anni stanno svolgendo a favore della ricerca e della sostenibilità.

La Campania ha fatto mostra del suo cuore pulsante. E permetteteci di affermare che al Consorzio Vini del Vesuvio va il merito di sostenere il coraggio di quella fetta della produzione vitivinicola autoctona che merita la ri-scoperta.

Vinitaly, un racconto emozionale

Fuori dai dati, lontani dai numeri, quello che resta di questa edizione è di certo una emozione al ricordo.

“Un Vinitaly educato”, così Alessandro Rossi, Ceo di Partesa, lo ha definito in una intervista con il nostro Direttore. Quello che si è voluto marcare è di certo il tempo dedicato che una cantina è riuscita a regalare al visitatore. Ovvero la possibilità di lasciarsi andare nel racconto più vivo del vino.

“Un Vinitaly elegante”, così noi di So Wine So Food l’abbiamo percepito. Quello che abbiamo sentito è stata davvero la volontà da parte dei visitatori di voler conoscere le realtà di questa Italia che seppur piegata sta guardando a un futuro nemmeno tanto lontano.

Vinitaly, i nostri assaggi del cuore

Premesso, ciò, premesso che abbiamo scoperto e confermato l’eccellenza dei nostri assaggi, vogliamo fermare qui il i nostri assaggi del cuore. Non potendoli mettere tutti, ne lasciamo qui solo una piccola, piccolissima parte.

FM333 Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut – Millesimato 2020 Montelvini

Il suo fine e cremoso perlage conquista al primo sguardo. Un naso complesso che richiama la tipicità del vino, ma che viaggia anche verso orizzonti insoliti per “un prosecco”. Espressione e spessore confermato dal palato. Minerale e vibrante, è forte di una spinta acida interessante che significa longevità e possibilità.

Qual è la particolarità di questo vino?

Innanzitutto nelle sue uve. Le uve Glera provengono da pochi ettari del vigneto Fontana Masorin che si trova sulla collina del Montello, a 333 m s.l.m. Di fatto si tratta della prima e unica Cru della Docg Asolo Prosecco Superiore.

Altra particolarità è nella vinificazione: la spumantizzazione avviene attraverso un’unica fermentazione da mosto in autoclave.

Franciacorta Riserva Pas Dosè DOCG Girolamo Bosio 2013 – Bosio

Difficile dimenticare questo Franciacorta! Dedicato al nonno, il fondatore dell’azienda è la riserva di famiglia. Una resa bassa e uve provenienti da pochi vigneti, a fermentare è solo il mosto e affina sui lieviti per 60 mesi. È la cuvée di maggior prestigio della cantina composta da Pinot Nero e Chardonnay. Struttura, potenza, finezza ed eleganza sono le note indimenticabili di questo vino.

Il calice brilla di un giallo chiaro che si nobilita con riflessi dorati. Un perlage infinito sottile ed elegante, rivela un naso complesso, crosta di pane, frutta gialla matura, agrumi, note di pasticceria e di spezie delicate. Il palato si innamora della sua intensità: bella cremosità e importante freschezza confermano l’equibrio di questo vino in un finale lungo e persistente.

Redigaffi 2019 -Tua Rita

Flag wine di questa cantina d’autore, è un merlot al 100% che viene da un singolo vigneto con vinificazione tradizionale. Il ’19 è stata un’annata di grande freschezza, la stessa che si ritrova nel calice. Potenza e struttura non mancano, anzi confermano la caparbietà di questo vino. Vino d’autore, il Redigaffi è la più grande espressione territoriale della cantina.

Un rubino incanta gli occhi, il naso si sorprende in note di spezie orientali, tabacco e cacao lasciano poi spazio a note balsamiche; frutta e fiori rossi, cuoio e una nuance ferrosa fanno da sottofondo. Il sorso è caldo e il tannino ancora ambizioso. Ma il palato conferma un grande equilibrio in un interminabile finale.

 

 

 

 

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