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Il sole, il mare, le terre fertili. Sono questi gli ingredienti dei vini pugliesi, che da qualche decennio si contraddistinguono sulla scena vinicola italiana.

Vini bianchi, vini rossi, vini rosati, la scelta è ampia e la qualità è ottima.

Qui di seguito la nostra selezione per i 10 vini rossi pugliesi da assaggiare almeno una volta.

Primitivo di Manduria – Papale Oro di Varvaglione 1921

Il 2021 ha un significato simbolico importante per la famiglia Varvaglione. È l’anno del centenario dell’azienda tarantina e coincide con il decimo anniversario dalla messa in commercio della prima bottiglia di Papale Oro, il Primitivo di Manduria. Papale Oro è parte della storia del mezzogiorno d’Italia del vino, ed è fatto con passione dalle sapienti mani di quattro generazioni di vignaioli. Papale Oro è un’etichetta storica che prende il nome dalla contrada in cui hanno dimora i vigneti che già agli inizi del 1700 appartenevano a Papa Benedetto XIII, ovvero Pierfrancesco Orsini che è stato l’ultimo degli unici tre papi pugliesi. Orsini già prima della sua elezione, coltivava le viti del Primitivo di Manduria. Quando divenne Papa continuò questa tradizione e così quell’appezzamento di terra a lui appartenuto prese il suo nome e chiamato Contrada Papale.

Dal colore rosso carico con riflessi violacei, al naso si avvertono profumi molto intensi di confettura di frutti di bosco, ciliegia e cacao. Vino morbido, ricco, intenso e penetrante, con una persistenza finale lunghissima. Il Papale Oro ha il 14,5% di grado alcolico e proviene da vigne dai 50 ai 90 anni raccolte a mano. Invecchia per i primi 10 mesi in botti francese e americano e per un anno in bottiglia.

Primitivo di Salento IGP – Talquale Marzodd

Marzodd nasce a Noci, in provincia di Bari da un’idea di Donato Mottola. Dopo anni in giro per il mondo, infatti, Donato torna a Noci con un’idea chiara: portare il cuore della Puglia a tutti coloro che, come lui, ne sono lontani, anche solo per un breve periodo. Da allora Marzodd esplora i vigneti della Puglia selezionando le migliori varietà locali di uva e combinando tra loro anche vitigni quasi estinti.

Talquale è un Primitivo Salento Igp Rosso rubino. All’olfatto si delineano sentori di violetta e frutta rossa fresca. Assaggio strutturato e vellutato con buona persistenza in finale. Vino perfetto da abbinare a selvaggina, carni arrosto e grigliate, casseruole e formaggi ben stagionati. Primitivo – Salento IGP – IGP ha il 14% di grado alcolico.

Nero di Troia – VALLA 1936 Nero di Troia IGT Puglia 2018 Madri Leone

Madri Leone è un’azienda tutta al femminile che, etichetta dopo etichetta, narra le storie di alcune donne italiane che hanno fatto la storia. L’azienda sorge a Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani, a ridosso delle Saline e del fiume Ofanto, che influenzano qualitativamente la produzione vinicola di questo territorio. Una zona poco distante dalla Terra di Bari e dalla Capitanata, posizionato tra la Murgia, il Gargano e la Bassa Daunia. L’azienda è fondata da due ambiziose imprenditrici, Marilia e Linda Leone, sorelle e madri innamorate della Puglia e del mondo del vino. L’azienda acquista le uve dai migliori conferitori della zona, in particolare il Bombino Bianco e il Primitivo. Oltre a questi acquista una piccola parte di Nero di Troia, che si aggiunge ai due ettari di proprietà, siti nella zona di Cerignola.

VALLA 1936 Nero di Troia IGT Puglia è color rosso rubino impenetrabile. Al naso si apre su intensi profumi di piccoli frutti neri del sottobosco, mirtillo, amarena, bacche, con delicati rimandi di violetta. Al sorso torna il corredo fruttato, in particolare la ciliegia, con spiccata freschezza. Elegante, splendida bevibilità, a tutto pasto. Gradi alcolico 13,5%. Valla 1936 è associato alla figura di Ondina Valla. Ondina Valla è stata una ostacolista e velocista italiana. Atleta estremamente versatile, ottenne vittorie nelle gare di velocità, ostacoli e nei salti. È stata la prima donna italiana ad aver vinto una medaglia olimpica a Berlino nel 1936, con il tempo 11’’36, che le valse il record mondiale. Con quella vittoria divenne, a soli 20 anni, la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico, record rimasto imbattuto fino al 2004. È venuta a mancare nel 2006 a novant’anni.

Negroamaro Salento IPG Le Braci di Garofano Vigneti e Cantine

Il vitigno autoctono Negroamaro è la prima fonte di ispirazione delle principali etichette di Garofano Vigneti e Cantine, ognuna delle quali è custode di una storia che conquista per la semplicità con cui riesce a trasferire nel bicchiere le suggestioni di luoghi mediterranei e assolati.  Piccola ma dinamica azienda salentina, Garofano Vigneti e Cantine è fondata nel 1995 dall’enologo Severino Garofano e portata avanti dai suoi figli Stefano e Renata. Proprio all’indimenticato Severino Garofano, enologo irpino salentino di adozione scomparso nel 2019, si deve la rinascita del sud vitivinicolo cambiando in particolare le sorti del Negroamaro, erigendolo a vino nobile e non da taglio.

Le Braci (Salento IGP Rosso – Negroamaro 100%) si presenta con una struttura complessa, ottenuta dall’avvizzimento spinto degli acini. È vino da uve di Negroamaro in purezza che sviluppa le sue potenzialità già durante l’invecchiamento in piccole botti di legno: il vino acquista così un aroma fresco e una regale sontuosità. Colore intenso con riflessi purpurei, tendenti al granato. Morbido, elegante, sontuoso al palato, regala al naso un bouquet intenso e ricco ed una lunga persistenza delle sensazioni gusto-olfattive. I suoi profumi di fiori e di frutta sono in bella evidenza: la menta, la prugna, le note sottilissime di frutti, la liquirizia, la vaniglia e le spezie. La morbidezza del suo sapore lungo chiude con una piacevole vena amarognola del vitigno da cui deriva.

Copertino Doc Rosso di Cupertinum

Nel 1935 trentasei viticoltori fondarono la Cantina sociale di Copertino, con l’obiettivo di valorizzare la cooperazione e di occuparsi direttamente della vinificazione delle proprie uve e del commercio dei vini. Oggi sono 300 i soci che conferiscono il proprio raccolto. La superficie coltivata a vite è di circa 300 ettari e i vigneti sono trattati con sapienza, frutto di tradizione e innovazione, ottenendo vini eccelsi, capaci di entusiasmare.

La Cupertinum lavora soprattutto vitigni tradizionali: il Negroamaro, simbolo enoico del Salento, è quello principale, affiancato da Malvasia nera, Primitivo, Malvasia bianca e da altre varietà acclimatate in queste terre. Il territorio della DOC Copertino presenta terre a struttura argillosa, di varia composizione poste al di sopra della pietra calcarea dura o tufacea, in zona pianeggiante: dai 30 ai 60 metri sul livello del mare. In cantina, durante la vinificazione e l’affinamento, l’obiettivo è mettere in risalto il carattere del vino.

Il Copertino Doc Rosso proviene da uve Negroamaro. Vino rosso rubino con riflessi granati, dal profumo di mora e prugna, ha sapore elegante, caldo, morbido, con toni di pepe nero e il caratteristico piacevole amarognolo del vitigno principale. La vinificazione avviene per macerazione con le bucce per 7/8 giorni a 28° di temperatura; pressatura soffice e affinamento in acciaio, vasche in cemento vetrificato e una parte in barrique.

Torre Testa Susumaniello di Tenute Rubino

L’azienda Tenute Rubino trova le sue radici negli anni ‘80 del secolo scorso, fondata dal capostipite Tommaso Rubino che, per primo, recuperò le potenzialità viticole di un territorio dal passato lontano. Il figlio Luigi, affiancato dalla moglie Romina, ne ha raccolto l’eredità imprenditoriale, infondendo quella grande passione in una delle aziende che oggi rappresenta un modello della viticoltura pugliese. Nel 2000 iniziano le micro sperimentazioni del Susumaniello, vitigno autoctono a bacca nera, quasi scomparso, simbolo della tradizione viticola dell’areale di Brindisi.

Le sue origini, probabilmente, vanno rintracciate in un’antica importazione dalla vicina Dalmazia, ma gli esperti, ancora oggi, non hanno trovato una risposta definitiva. Conosciuto anche come Somarello nero, Zuzomaniello, Cozzomaniello, il Susumaniello è noto per la sua generosissima produzione iniziale, offrendo grappoli il cui peso carica la pianta “come il somaro”. Di rilievo è anche la sua grande resistenza alle avversità climatiche e agli agenti patogeni. Tuttavia, nonostante queste caratteristiche favorevoli, ha rischiato di scomparire, prima che Tenute Rubino lo recuperasse, esaltandone la versatilità e facendone il simbolo della propria produzione.

I vini ottenuti da Susumaniello si presentano all’esame visivo con un colore rosso rubino carico ed intenso dato proprio dalla carica antocianica delle bucce. Il Susumaniello favorisce vini dalla buona struttura alcolica e dalla notevole consistenza. All’esame olfattivo il Susumaniello conferisce sentori caratteristici che ricordano frutti rossi, tra cui spicca la prugna, inoltre, si percepiscono delle note erbacee con un ritorno speziato. Al palato i vini da Susumaniello si caratterizzano per complessità e struttura, con una discreta acidità e con un tannino elegante che bene si presta al lungo affinamento. In generale, il vino da Susumaniello è un vino complesso e persistente, dal sorso lungo e dalla definita trama che ne contraddistingue l’identità in modo univoco.

Torre Testa è un vino emblematico, di territorio, dove complessità ed eleganza trovano una sintesi praticamente perfetta. Rosso intenso, di gran classe ed eleganza, frutto di uve in parte appassite, è il simbolo del nuovo stile enologico salentino, distinguendosi per la poderosa spinta acida e i tannini di una finezza senza pari.

Salice Salentino Donna Lisa di Leone De Castris

Questa antichissima cantina nasce nel piccolo comune rurale di SALICE SALENTINO, nel 1665. Il suo fondatore è Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei Conti di Lemos. La cantina inizia l’imbottigliamento dei suoi prodotti con Piero e Lisetta Leone de Castris, nel 1925. Ancora oggi è portata avanti dalla famiglia, attraverso il nipote di Piero e Lisetta, Piernicola, che la dirige.

All’interno dell’azienda è presente il Museo del vino “Piero e Salvatore Leone de Castris”, dedicato dal nipote e figlio Piernicola alla memoria di due pionieri della vitivinicoltura pugliese. A Piero è, infatti, riconosciuto il ruolo di innovatore nella gestione dei vigneti ed il merito di essere stato il primo in Puglia, nel 1925, ad unire l’imbottigliamento alla trasformazione delle uve.

Il figlio Salvatore, padre di Piernicola, ha contribuito a sviluppare la conoscenza, a livello internazionale, dei quelli salentini in genere. Presidente per molto tempo della Camera di Commercio di Lecce, unico Presidente meridionale dell’Unione Italiana Vini, Salvatore ha anche il merito di aver creato nel 1954, con il padre Piero, il Rosso Salice, contribuendo in modo determinante alla nascita della DOC Salice Salentino nel 1971.

Il Donna Lisa è un Salice Salentino. Affinato in barrique dal colore rosso intenso con un’unghia granata. Al naso si sprigionano profumi di confettura di mirtilli e ribes nero, note speziate di vaniglia, liquirizia e sfumature tostate. In bocca è pieno e vellutato, ricco di eleganti tannini. Ha una gradazione alcolica di 14,5%.

Castel del Monte Aglianico DOC Bocca di Lupo di Tormaresca

L’azienda vinicola Tomaresca è dal 1998 di proprietà della Famiglia Antinori. La maggior parte dei vigneti è coltivata con uve tradizionali, alcune delle quali risalenti alla civiltà della Magna Grecia, e fortemente radicate nel territorio: il Primitivo, il Negroamaro, il Fiano pugliese, l’Aglianico, il Nero di Troia ed il Moscato Reale.

L’azienda Tormaresca è costituita da due tenute situate nelle aree più vocate alla tradizione vitivinicola della regione: Tenuta Bocca di Lupo nella DOC Castel del Monte, immersa nella selvaggia murgia barese e Masseria Maime nella zona del Salento, il cuore pulsante della Puglia.

Nella tenuta di Bocca di Lupo, i vigneti crescono a circa 300 metri s.l.m. in un’area caratterizzata da condizioni climatiche e ambientali difficili: rigidi inverni, un’importante escursione termica, “gravine” e foschia che spesso avvolge i vigneti, la vicinanza dell’antico vulcano Vulture. Questi elementi contribuiscono a rendere il suolo caratteristico e a dare frutti preziosi, come i vini.

Bocca di Lupo si presenta di un colore rosso porpora intenso. Al naso colpisce per la sua complessità e intensità: le note di frutta matura come marasca, mirtillo e prugna si fondono a dolci e speziati sentori di cacao e pepe; completa il bouquet una fresca sensazione balsamica. Al palato è ricco, con tannini vellutati e vivi; lungo e persistente il retrogusto, dove tornano le note balsamiche percepite al naso. La sua gradazione alcolica è di 14,5%.

Malvasia Nera Salento IGP Tiranno di Tinazzi

I Tinazzi, nell’antica tradizione veronese, erano recipienti simili a botti dove si metteva l’uva pigiata a fermentare. Una famiglia legata al vino sin dall’origine del nome. L’azienda è nata a Cavaion Veronese, sulle rive del Lago di Garda sul finire degli anni Sessanta ad opera di Eugenio Tinazzi. Gian Andrea Tinazzi, figlio del fondatore, ha trasformato l’azienda da realtà locale veneta nell’attuale Gruppo esteso tra Veneto e Puglia, dove è presente dal 2001. La famiglia Tinazzi nel 2011 ha fondato la cantina San Giorgio a San Giorgio Jonico, Taranto. Oggi alla guida dell’azienda ci sono i figli di Gian Andrea, Giorgio e Francesca, che lo supportano nella gestione.

Lo scorso anno i Tinazzi hanno scoperto nel terreno della nuova sede della cantina San Giorgio in Puglia, un sito archeologico composto da una necropoli e una grotticella probabilmente risalenti al periodo alto medievale. Un ritrovamento che ha emozionato la famiglia Tinazzi, che ha deciso di affidarsi all’esperienza dell’Archeoclub di Carosino. La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio ha quindi rilasciato l’autorizzazione alla pulizia e al rilievo del sito archeologico da parte dell’Archeoclub di Carosino. La cantina San Giorgio, di proprietà della famiglia Tinazzi, è diventata socia sostenitrice.

Il Tiranno, Malvasia Nera Salento IGP, ha un colore rosso impenetrabile ed il suo profumo è ricco e complesso che spazia dai frutti rossi alle note speziate con finale tostato. Sapore armonico ed equilibrato ha richiami fruttati. È prodotto con uve 100% Malvasia Nera coltivate nei vigneti posti in zona collinare in provincia di Taranto. La sua gradazione alcolica è di 15%.

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