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L’esperimento di Luca Maroni: la resa del vigneto Italia nell’Orto Botanico di Roma

Innanzitutto chi è Luca Maroni. Un vero e proprio analista sensoriale del vino. Nel settore dal 1988, esamina circa 15000 vini l’anno e pubblica dal 1993 l’annuario dei migliori vini italiani. L’ultima sfida, l’esperimento della microvinificazione, ossia il raggiungimento di un vino di qualità con una piccola quantità di vino. Non solo. La microvinificazione riguarda un blend particolare, direi unico. Si tratta di oltre 70 varietà differenti, sia per il bianco, sia per il rosso. Le 153 varietà di uve provengono da tutta Italia e sono state piantate nel 2018 nel cuore dell’Orto Botanico di Roma, situato in zona Trastevere. Il vigneto, definito appunto vigneto Italia, è stato vendemmiato lo scorso anno, nel settembre 2022 ed ha portato alla raccolta di circa 200 kg di uva.

L’etichetta ha preso il nome di Somma Sapienza vino rosso d’Italia e Somma Sapienza vino bianco d’Italia in onore all’Università Sapienza di Roma proprietaria dell’Orto Botanico e collaboratrice nel progetto.

Sono state prodotte 300 bottiglie da mezzo litro per tipo, degustate e descritte da Luca Maroni durante le giornate dedicate aperte al pubblico all’interno dell’Orto Botanico di Roma, proprio accanto al Vigneto Italia.

76 le varietà che compongono il rosso e 79 quelle che compongono il bianco, ognuna in percentuali diverse ovviamente, a seconda della resa.

Qual è stata la lavorazione?

Il vino è stato lavorato dall’azienda Federici abbassando immediatamente la temperatura di fermentazione. Questo perchè? Tanto più è bassa la temperatura tanto minore è il danno olfattivo e la volatilizzazione delle particelle che ne danno il profumo. La fermentazione è avvenuta in damigiane di vetro e poi in barrique di rovere che hanno rilasciato una dosata quantità di acido vanillico. Il vino è stato poi chiarificato con prodotti rigorosamente naturali.

Il risultato, per quanto riguarda il bianco, è un vino profumato al naso ed equilibrato al palato, tanto morbido quanto acido. Viscoso al tatto.

Per quanto riguarda il rosso, ottenuto anche esso con le stesse modalità del bianco, al naso risaltano le note di ciliegia e marasca in perfetto equilibrio con le spezie e l’effetto balsamico del legno. Al palato è morbido ma bilanciato tra l’acido e il tannino.

Afferma Luca Maroni: “Mi affascina molto vedere come genere uva ha tra i propri consimili una capacità di coesione e afflato incredibile. Già è difficile unire due o tre varietà di uva in un blend, unirne così tanto pensavo fosse difficilissimo. Pensandoci però è una delle grandezze di questo frutto che è come un caleidoscopio con tante facce che compongono un’unica pietra principale. Sentire come queste varietà si sono andate a congiungere è affascinante. Già dal profumo di questo vino si possono percepire le note di tutte queste varietà”.

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