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Un cammino in 7 tappe tra borghi storici della Valtellina: tra pizzoccheri e Sciatt e vini e soprattutto…formaggi da assaporare in alpeggio e in latteria

Dai terrazzamenti storici ai borghi fuori dalle consuete rotte turistiche, come Chiuro o Morbegno, alla scoperta dei luoghi di produzione del Valtellina Casera, il re dei formaggi valtellinesi di latteria, e del Bitto, il re dei formaggi di alpeggio estivo, prodotto con latte appena munto e lavorato nelle baite a 1400 metri di altezza: parte da Chiavenna il tour della Valtellina. Un modo per apprezzare cucina e tradizioni tramandate dalle genti che della Valtellina hanno fatto, da generazioni, la loro terra: uomini e donne, casari e pastori che, ancora oggi, col loro amore e la loro esperienza, restituiscono formaggi unici al mondo.

Il cammino “Sentieri di gusto” realizzato in occasione del periodo estivo dal Consorzio di tutela dei formaggi Valtellina Casera e Bitto Dop, prevede sette percorsi enogastronomici e culturali tra i borghi e gli alpeggi più caratteristici delle due produzioni casearie simbolo della Valtellina. Sette tappe che saranno raccontate attraverso il booklet a disposizione dei turisti nei punti informativi e negli enti turismo locali e scaricabile dal sito del consorzio.

Da dove di parte?

Si parte da Chiavenna con i suoi crotti, gallerie rocciose naturali in cui la temperatura costante (tra i 4° e gli 8° per tutto l’anno) garantisce il clima ideale per la stagionatura dei vini ma anche dei formaggi, per arrivare a Morbegno, che da oltre 100 anni ospita la mostra del Bitto e una delle sue più antiche botteghe. Qui ha sede anche la fattoria La Fiorida, dove la filosofia della filiera corta si sposa con albergo di charme, centro benessere e stella Michelin (ristorante la Presef), o la Latteria Sociale della Valtellina, dove ammirare antichi strumenti in legno e la coldera, la grande marmitta in rame dove si preparavano formaggi, e fare scorta di prodotti caseari.

Si prosegue per Albaredo, nel Parco delle Orobie

Immancabile la sosta in alpeggio al rifugio Alpe Piazza, per assaggiare il Bitto e sperimentare un volo in elicottero verso il ghiacciaio perenne del Monte Disgrazia. Si prosegue con il borgo antico di Chiuro per una visita all’omonima latteria sociale pluripremiata al concorso del Bitto (per il Bitto 2020, per il Valtellina Casera giovane e per quello con una stagionatura fino a dieci mesi).

Nelle vicinanze, Teglio: uno dei borghi più belli d’Italia e patria indiscussa del pizzocchero, sede dell’Accademia del Pizzocchero oggi conosciuta in tutta Italia.

A Tirano, fa tappa il mitico trenino rosso del Bernina, la tratta ferroviaria più alta delle Alpi e una delle ferrovie ad aderenza naturale più ripide del mondo. Imperdibile la via dei terrazzamenti che modellano la montagna in un cammino di 70 chilometri sorprendente per i suoi spettacoli naturali: un itinerario dove ci si perde tra vigneti e muretti a secco e lungo il quale assaggiare vini identitari come il Sassellal’Inferno e lo Sforzato in abbinamento alla bresaola, altra eccellenza locale o ai due formaggi Dop.

Per l’archeologia

Per chi ama l’archeologia, c’è il Parco delle Incisioni Rupestri con la Rupe Magna di Grosio, tra le più grandi rocce incise nell’arco alpino: con oltre 5.000 figure di lottatori e animali che risalgono al Neolitico, è uno dei luoghi più visitati in Valtellina. Infine, Bormio con le sue terme, i profumi e colori delle 2.500 specie vegetali raccolte nel giardino botanico alpino Rezia e il suo Braulio, il liquore tipico della zona, e Livigno. Incastonata nell’angolo più settentrionale della regione, è una località perfetta per escursioni in mountain bike, trekking (ad esempio in Val Saliente, Val di Viera, Sorgente Solforosa) e arrampicate, tanto da essere soprannominata in Lombardia, il “Piccolo Tibet”.  I più pigri, potranno arrivare al Crap de la Parè un balcone naturale a 2.400 metri che offre la vista panoramica più bella del paese.

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