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Marco Pisoni ai lettori di So Wine So Food: “Adottate una vigna”

Da quattro generazioni la famiglia Pisoni risiede nella Valle dei Laghi a nord del Garda. Una volta tornati dalla prima grande guerra, mio nonno Oreste e suo fratello Giulio ripresero l’attività vitivinicola, oggi siamo io e mio cugino Stefano a percorrere la loro strada. Coltiviamo le varietà di vite internazionali quali il Chardonnay, il Pinot Bianco, il Merlot e il Cabernet, con le quali  produciamo San Siro bianco e rosso: questi vini rappresentano la tradizione della nostra famiglia. Altrettanto importanti sono le varietà autoctone quali la Nosiola e il Teroldego. Con l’uva Nosiola, oltre ad un vino bianco classico da accompagnare al pesce di lago, produciamo anche il Vino Santo Trentino dalle uve in appassimento da settembre fino alla Settimana Santa. La nostra produzione ammonta a circa 80 /100.000 bottiglie l’anno che si stappano sulle tavole tedesche e scandinave e in minima parte degli Stati Uniti e del nord Italia.

Una simpatica novità è legata al vino Mesum, proveniente da un vigneto storico e realizzato qualche anno fa su ispirazione dell’affresco dipinto nel 1300, chiamato “Ciclo dei Mesi”, che si trova nella Torre dell’Aquila del castello del Buonconsiglio di Trento. L’anno scorso, con amici e parenti, abbiamo raccolto a mano l’uva di varietà resistenti PIWI e soprattutto del Moscato (Poluskei Muscatalis), abbiamo pigiato con i piedi e abbiamo lasciato il tutto a fermentare sulle bucce in un’anfora di terracotta. Questa primavera le bucce sono state pressate con un torchio a leva, fedelmente riprodotto dal papà di Stefano sul immagine di quello raffigurato nell’affresco di Torre Aquila.

Da qualche anno produciamo vino che ci sta molto a cuore e che si chiama Reboro. Nasce da un progetto condiviso tra i Vignaioli della Valle dei Laghi in Trentino con dal vitigno Rebo, creato negli anni 50 dal ricercatore Rebo Rigotti incrociando il fiore del Teroldego con quello del Merlot. Le uve vengono raccolte a piena maturazione e appassite sfruttando la tipica brezza del luogo chiamata “Ora del Garda”. Segue una lunga permanenza sulle bucce e un successivo passaggio in piccole botti di rovere che conferiscono al vino aromi intensi di frutta rossa matura e in confettura e una morbida tessitura di lunghissima persistenza. È un vino da piatti importanti.

Reboro è registrato a nome dell’Associazione Vignaioli del Vino Santo e le bottiglie sono marchiate nel vetro per dare importanza al prodotto che è un progetto di Valle.

La nuova tappa del progetto è la costruzione di un nuovo vigneto in un posto veramente magico, dove ogni amante del Reboro ha la possibilità di riservarsi una pianta su cui sarà applicata una targhetta con il proprio nome o quello di una persona cara. Se anche voi volete diventare vignaioli, adottate una vigna visitando il nostro sito www.pisonivini.it


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