Un viaggio tra Borgogna e Bordeaux in due vini che emozionano: i miei calici del cuore per questa stagione
Un viaggio. Ogni volta, come un gioco, cerco sempre di dedicare questa rubrica allineandomi a qualche circostanza particolare: la primavera, l’estate, il Natale! Ho scelto così, di raccontarvi e magari di suggerirvi un bianco di Borgogna e un bianco di Bordeaux.
Domaine Vincent Wengier: radici profonde, visione nuova
Nel cuore del sud di Chablis, là dove il paesaggio si snoda tra colline calcaree e fossili marini affiorano nel terreno, il Domaine Vincent Wengier coltiva un’idea di vino che parla di essenzialità, rispetto e precisione. Vincent e Sophie Wengier non sono nuovi a queste terre: le loro radici affondano nella viticoltura locale da generazioni. Ma è con il loro progetto personale che le vigne di famiglia smettono di essere solo fonte di uva per altri, e diventano protagoniste di una visione più intima e consapevole.
Una viticoltura trasparente, senza scorciatoie
La filosofia che guida ogni scelta è chiara: nessuna scorciatoia, nessuna sovrastruttura. La vendemmia viene svolta con grande attenzione, la pressatura è delicata e le fermentazioni avvengono spontaneamente, senza forzature, in vasche d’acciaio inox. Il legno è assente, non per ideologia, ma per coerenza: si cerca la massima trasparenza espressiva, lasciando che il vino racconti da sé la trama minerale e la luminosità aromatica tipiche di queste colline.
Sostenibilità come gesto quotidiano
Accanto alla precisione tecnica, c’è una cura profonda per l’ambiente. Dal 2019, il domaine ha ottenuto la certificazione HVE (Haute Valeur Environnementale) e nel 2023 ha completato il percorso verso l’agricoltura biologica. Per i Wengier, però, la sostenibilità non è un’etichetta, ma una responsabilità quotidiana. La loro è una viticoltura fatta di piccoli gesti, cicli naturali rispettati, biodiversità custodita. “Avere cura della vite significa avere cura di ciò che beviamo”, affermano con semplicità.
Una gamma che riflette stile e territorio
La gamma dei vini comprende Chablis, Petit Chablis, Bourgogne Chardonnay, Bourgogne Aligoté e un elegante Pinot Noir. Ogni etichetta riflette lo stile della maison: freschezza ben calibrata, energia vibrante e una mineralità nitida che non cede mai alla rigidità. Il filo conduttore è un equilibrio dinamico, in cui l’espressività si afferma senza eccessi, ma con una sobrietà che convince.
Riconoscimenti e fedeltà a sé stessi
I riconoscimenti non mancano: medaglie a concorsi prestigiosi, punteggi elevati da parte della critica internazionale. Ma ciò che rende speciale il lavoro di Vincent e Sophie è la loro coerenza silenziosa. Non seguono le mode, non alzano la voce. Preferiscono lasciare parlare i vini e il paesaggio da cui nascono.
La potenza della semplicità
In un’epoca in cui la spettacolarizzazione è spesso di casa anche nel mondo del vino, il Domaine Vincent Wengier rappresenta una scelta di misura, profondità e autenticità. Perché a volte, nella semplicità, si cela la voce più limpida della verità.
Chablis Vincent Wengier 2023
Frutto esclusivo di uve Chardonnay, questo Chablis affonda le sue radici in vigne quarantenni coltivate nel rispetto della natura, secondo i principi dell’agricoltura biologica. Alla vista si presenta con un luminoso giallo paglierino, sfumato da riflessi verdolini.
Il naso è raffinato e intenso: fiori bianchi come il gelsomino e l’artemisia si intrecciano a note di frutta a polpa bianca, scorza di limone e pietra bagnata. Il sorso è vibrante e teso, con una freschezza marcata che sostiene una struttura fine ma appagante. Il finale, lungo e salino, lascia emergere la mineralità tipica del terroir chablisien.
Château Carbonnieux: otto secoli di eleganza nel cuore di Pessac-Léognan
Nella culla storica del Bordeaux, là dove la tradizione vitivinicola si intreccia con la nobiltà del paesaggio, sorge Château Carbonnieux. Situato nella prestigiosa denominazione di Pessac-Léognan, questo domaine affonda le sue radici nel XIII secolo, rendendolo uno dei più antichi testimoni dell’evoluzione del vino in Francia. Oggi come allora, Carbonnieux si distingue per la sua capacità di coniugare memoria e modernità, mantenendo uno stile sobrio, raffinato e profondamente legato alla propria identità territoriale.
Un’eredità di famiglia, un terroir inconfondibile
Dal XVIII secolo, la tenuta è nelle mani della famiglia Lurton, che ne ha custodito il patrimonio con dedizione e visione. I vigneti si estendono su suoli variegati — ghiaia, argilla, calcare — che conferiscono ai vini una tensione minerale e una finezza strutturale distintiva. È proprio questa combinazione tra suolo, microclima e saper fare tramandato che ha reso Château Carbonnieux un riferimento assoluto, in particolare per i suoi bianchi, noti per la loro longevità e purezza aromatica.
Tra passato e futuro: una visione sostenibile
La gestione attuale del domaine riflette un equilibrio armonioso tra radici e rinnovamento. Le pratiche agronomiche privilegiano il rispetto dell’ambiente: tecniche a basso impatto, tutela della biodiversità e attenzione costante alla salute delle vigne. L’approccio in cantina segue la stessa filosofia: vinificazioni rigorose ma rispettose, uso misurato del legno, e tecnologie all’avanguardia al servizio dell’integrità del frutto.
Vini che parlano con misura e profondità
Château Carbonnieux produce due espressioni principali: un bianco e un rosso, entrambi fedeli interpreti del terroir di Pessac-Léognan.
Il bianco, elegante e vivace, offre note di agrumi, fiori bianchi e frutta croccante, con una scia minerale lunga e cristallina. La sua texture è al tempo stesso cremosa e fresca, ideale per chi cerca finezza senza eccessi.
Il rosso, invece, nasce dall’unione equilibrata di Cabernet Sauvignon e Merlot. È un vino armonico, con tannini levigati, aromi di frutta matura, erbe, spezie e un finale delicatamente tostato. Capace di evolvere splendidamente in bottiglia, rappresenta una delle espressioni più sobrie e complesse della denominazione.
Un impegno che guarda lontano
Al di là del valore enologico, Château Carbonnieux è oggi anche un laboratorio di responsabilità ambientale. Ogni scelta — dalla vigna alla bottiglia — è orientata a preservare il paesaggio e la sua autenticità per le generazioni future. La sostenibilità qui non è una tendenza, ma un principio guida che si riflette nel carattere limpido e misurato dei vini.
Château Carbonnieux Blanc 2024
È un vino bianco che incarna la leggerezza e l’energia di una nuova stagione. Frutto di una mirabile unione di sauvignon blanc e sémillon, già al primo incontro, il suo bouquet aromatico seduce con vivaci sentori agrumati: lime e limone aprono la scena, seguiti da delicate sfumature di pesca bianca e frutta a nocciolo, come un invito a passeggiare tra alberi in fiore in una mattina luminosa di primavera.
In bocca, sorprende per il perfetto equilibrio tra struttura e vivacità. La sua trama cremosa avvolge il palato con eleganza, sostenuta da un’acidità ben calibrata che regala slancio e profondità. Persistente ma mai invadente, questo bianco sa unire precisione e armonia in ogni sorso.
Espressivo, complesso, ma sempre accessibile, il Carbonnieux Blanc 2024 è la scelta ideale per chi desidera un vino fresco ma ricco di sfumature, capace di raccontare un territorio e una stagione con voce chiara e distinta.



Un’eredità di famiglia, un terroir inconfondibile







