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Un consiglio per i piatti da realizzare a casa? Da nord a sud le feste pasquali rappresentano sempre un momento di allegria, di convivialità e di tradizione. Quest’anno il viaggio sarà virtuale ma i piatti di alcuni chef di CHIC-Charming Italia Chef possono arrivare sulle tavole di ciascuno di noi.

ll Marin di Eataly

Partiamo subito dalla bellissima Genova, città portuale e, proprio qui troviamo lo chef Marco Visciola al Ristorante “Il Marin di Eataly”  che cavalca le onde con la sua cucinaincentrata sul mare e i suoi prodotti .Visciola dimostra una sensibilità notevolissima, una mano raffinata.  Piatti buoni, intelligenti, moderni, che dosano con sapienza la radici territoriali con suggestioni innovative. Per Pasqua ha studiato una “ di 40 uova” al mare e al Porto Antico tutte con una sorpresa da scoprire: quattro diversi tipi di uova, realizzati in collaborazione con Buffa, storica cioccolateria artigiana di Genova, con la volontà di supportare e promuovere l’eccellenza del territorio ligure.

Sono polpo, al cioccolato fondente, Tonnarella, al cioccolato fondente con inserti dei pesci e della trama della tonnarella ai 3 cioccolati: fondente, al latte e bianco. Un omaggio alla Cooperativa Pescatori di Camogli, una piccola realtà che fa del rapporto sostenibile con il mare una ragione di vita e che possiede l’unica “tonnarella” rimasta in Liguria e una delle poche in attività nel Mediterraneo, alla quale lo chef si affida per il pescato quotidiano Vele,che riprende le vele del Porto Antico progettate da Renzo Piano: cioccolato fondente con inserti delle vele di cioccolato. Ogni uovo, dal peso di 350 grammi, ha all’interno un ticket di diverso colore che corrisponde a una diversa sorpresa:  3 pearl ticket: si vince una cena delivery firmata Il Marina casa propria, sempre per due persone  5 blue ticket: comodamente a casa, l’aperitivo delivery, per due persone, in collaborazione con Malkovich Secret Bar.

Ristorante Al Vèdel

Attraversando gli Appennini,  si arriva a Colorno (Parma) dove troviamo  lo chef Enrico Bergonzi e il suo Ristorante Al Vèdel dove impera la tradizione, in un connubio di territorio e riscoperta delle note vegetali, l’ingrediente che caratterizza il menù di Pasqua in versione delivery firmato dallo chef per offrire ai clienti la possibilità di gustare un pranzo gourmet, pur restando comodamente a casa propria. Il menù è stato costruito in un’ottica di consumo domestico, scegliendo portate capaci di soddisfare la ricerca di qualità, con il servizio di consegna a domicilio, che prevede il dover rigenerare o scaldare i piatti prima di portarli in tavola per gustarli al meglio.

La Proposta del Vèdel

Immancabile nella proposta del Vèdel è la miglior selezione di salumi artigianali realizzati dalla famiglia Bergonzi nell’attiguo Podere Cadassa, il salumificio storico attiguo al ristorante, dove le mani di esperti norcini lavorano secondo il metodo tradizionale i salumi tipici della zona e la stagionatura avviene ancora in cantina naturale. Si potranno così assaporare il rinomato Culatello e la caratteristica Spalla Cotta di San Secondo accompagnata dalla mostarda di verdura; senza dimenticare le diverse stagionature dei salami, dal delicato e giovane Strolghino allo stagionato Gentile; per arrivare alla delicata Gola di Maiale Nero, una piccola produzione sempre realizzata dal Podere Cadassa.  La scelta di valorizzare la componente vegetale si ritrova anche nel primo piatto, con una ricetta capace di esaltare gli ingredienti della cucina povera locale senza rinunciare all’eleganza e al piacere per i moderni palati. Nel primo piatto ritroviamo infatti le uova e la ricotta della crespella a cui si aggiungono zucca, radicchio tardivo e la crema di ortiche e tosone, quest’ultimo un rimando alla tradizione contadina e ai ricordi d’infanzia, quando il Parmigiano Reggiano veniva tolto dalle fascere e le rifilature, morbide e dolci, venivano spesso date ai bambini, quasi come fosse un premio.

Paolo Barrale

Al Sud troviamo la speciale  la colomba di Paolo Barrale  Lavorata con cura artigianale ed ottenuta mediante utilizzo di lievito madre viene sottoposta ad una lenta lievitazione della durata di oltre 36 ore. L’impasto acquisisce, in questo modo, tutti i sentori, le sfumature e gli aromi più delicati del lievito madre ed il giusto grado di acidità. Materie prime di elevata qualità come burro, uova e scorzetta di arancia candita, aroma naturale di vaniglia, di limone e di arancia completano ed armonizzano il tutto in un gusto veramente unico. Senza aggiunta di conservanti, emulsionanti o coloranti. Finalista per divina colomba 2020 primi 30 colombe d’Italia

Josè Restaurant

Una pasquetta speciale con la cucina di Domenico Iavarone al “Josè Restaurant della Tenuta Villa Guerra”, il gusto vesuviano e la tecnica da maestro la sua cucina legata al territorio e pulizia di sapori.

Originale e coraggiosa, due parole per definire la sua cucina Originale perché nulla è scontato: dagli ingredienti agli accostamenti. La prova è nei piatti che propone, che tracciano il suo modus operandi, composto di molteplici ingredienti messi insieme.  Il menù è fatto di giochi di verdure, di cotture veloci e di pescato. Certo non mancano in carta le carni, come l’agnello proposto con peperoni e fave di cacao.  Per Pasqua ha scelto le Fettucce fave, ricotta salata e ciccioli.

Pietro D’Agostino

Arriviamo in Sicilia nella suggestiva Taormina con lo Chef Pietro D’Agostino. Dal pescato del giorno agli ortaggi, dai presidi Slow Food al caviale di lumaca, attraverso le diverse intensità di oli siciliani d’eccellenza. Stellato Michelin e consacrato dalla critica internazionale come uno dei migliori ristoranti italiani, La Capinera propone la migliore reinterpretazione della tradizione gastronomica siciliana.

Pietro è sempre alla ricerca di prodotti di nicchia, autoctoni, naturali e biologici, su tutti la ricotta e i formaggi dei Monti Nebrodi, il salame di Brolo, le lenticchie di Ustica, i capperi di Salina, le mandorle di Noto, il cioccolato di Modica, nonché oli e vini straordinari, utilizzati anche per pietanze senza glutine e menu vegetariani. Un ritorno a casa alle radici della nostalgia: la Sicilia ritrovata sulla terrazza della Capinera, fra l’Etna, gli uliveti e il mar Ionio. Baccalà con verdure alla messinese.

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