Un nuovo format social che porterà chef stellati al confronto con l’arte

Bisogno di bellezza

Arriva il progetto “Uffizi da mangiare” e arte e cibo si ispirano a vicenda. Che gusto c’è nell’arte? Spesso velato da nature morte, spesso dimenticato in ricette sospese nel tempo, gli artisti nel corso delle epoche hanno dedicato a questo tema diverse opere. In alcuni casi queste opere sono valse loro come passaggio all’ eterna gloria. Ma cosa c’è all’origine della necessità di rappresentare il cibo e il vino? Di certo, oltre a quello fisico, un bisogno estetico, un bisogno che rimanda alla contemplazione della bellezza, a un assaggio che possa essere gustato prima dagli occhi. È un po’ quello che succede nei piatti dei grandi chef che, non a caso, sempre più spesso sono associati ai grandi peintres. Il cibo diventa qualcosa da percepire attraverso tutti i sensi, in una prospettiva che va oltre il suo scopo primordiale. Uffizi da mangiare: arte e cibo

Arte e cibo: un legame oltre il tempo

Quella tra arte e cibo è un legame forte che ha generato un vero e proprio cliché d’arte: immediatamente vengono alla mente le lattine di zuppa Campbell di Andy Warhol o la sua banana disegnata per la copertina dell’album dei Velvet Underground & Nico, ma ancora da ricordare sono le mostre dedicate al tema Art&Food del 2015 in occasione dell’Expo di Milano. Viceversa, succede che gli chef diventino interpreti dell’arte, un esempio? Enrico Crippa in occasione della fiera internazionale del tartufo ad Alba nell’edizione 2017, ideò una cena in onore a Marina Abramović rivisitando e interpretando, sottoforma di piatti, alcune delle performance più note dell’artista. 

Uffizi da mangiare: progetto di fruibilità dell’arte

Questo nesso è alla base dell’iniziativa di Eike Shmidt, Direttore degli Uffizi: Uffizi da mangiare, un format social che a partire dal 17 gennaio fino a primavera, ogni domenica sulla pagina Facebook, vedrà la condivisione di un video in cui i protagonisti saranno noti chef e protagonisti della gastronomia italiana  alle prese con un’opera d’arte in cui il soggetto è proprio il cibo: tutti inventeranno e prepareranno una ricetta a partire proprio dal confronto con l’opera d’arte assegnata e quindi con l’ingrediente illustrato.

Uffizi da mangiare: i protagonisti

Vediamo nello specifico chi saranno i protagonisti del progetto. Fabio Picchi, chef e patron del Cibreo trarrà ispirazione dal Ragazzo con pesce di Giacomo Ceruti; Dario Cecchini, il macellaio più famoso d’Italia, si confronterà (e come poteva essere altrimenti) con il quadro Dispensa con botte, selvaggina, carni e vasellame di Jacopo Chimenti, meglio conosciuto come l’Empoli; lo stesso quadro tocca anche a Valeria Piccini, chef e proprietaria del ristorante Da Caino; Marco Stabile, chef de L’Ora d’Aria, dovrà ispirarsi a Peperoni e Uva di De Chirico.

Curiosità ancora insoddisfatta resta quella di conoscere chi si confronterà con il Bacco di Caravaggio e le sue mele andate a male. Nel frattempo, idea geniale o semplicemente adattata ai tempi, questa degli Uffizi è la riprova che il Tempio dell’Arte possa essere fruibile anche in piena pandemia, anche in un’altra forma. 

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