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Tuscia Viterbese: alla volta della sua forza identitaria

Tuscia. Il 29 luglio, presso i vigneti de la Carcaia, situati a Gradoli (in provincia di Viterbo), si è svolta una degustazione di vini, accompagnati dai brani dei Mandalamarra, nuovo progetto folk – rock del leader della Tresca Stefano Belardi.

Agricola La Carcaia, una realtà da scoprire

Una vigna che si prostra verso il lago di Bolsena e con l’isola Bisentina a fare da dirimpettaia… questa è Agricola La Carcaia, cantina situata nella campagna di Gradoli in provincia di Viterbo.

Un prato sconfinato che discende verso le acque cristalline, adornato da filari di viti di aleatico, greghetto rosso e procanico: è questa la veduta che trasmette un battito accelerato al cuore e che lascia senza parole.

Parole che, venerdì 29 luglio, hanno fatto spazio alle canzoni e alla musica dei Mandalamarra, nuovo progetto folk – rock di Stefano Billy Belardi e composta da Michele Canavacciolo, Davide Fusi e Davide Pezzato; il frontman della Tresca compone le melodie sulle parole dell’autore e poeta Domenico Pesci (Picas).

Parole e canzoni che, durante la degustazione, si sono fuse con il gusto inebriante del vino. E allora si prenda un bicchiere in mano, si chiudano gli occhi e ci si lasci trasportare dalle melodie!

Sapori e territorialità

La Carcaia è un’azienda vitivinicola che opera nel territorio dell’Alta Tuscia e i cui vitigni, (procanico, aleatico e greghetto rosso), ne sono l’identitaria espressione.

Il Procanico è una di quelle e alla Carcaia si manifesta nell’Alma Rei e in Tre Quintali (senza aggiunta di lieviti selezionati, non filtrato, non chiarificato).

Da questo vitigno, che si trova principalmente nei Colli Etruschi Viterbesi, nasce un vino dal colore giallo paglierino scarico, l’odore è leggermente fruttato e ricorda la prugna gialla mentre il sapore è secco ma al contempo armonico. 

È un vino che racconta il territorio, quando lo si assaggia “puoi vedere labbra d’infanti così risorti non più furtivi che s’apriranno poco distanti a mille spazi che immaginavi”. (Via dell’Orologio).

Ma è anche un vino puro e senza fronzoli, proprio come Sor Gasperino, protagonista dell’omonima canzone, che “Sempre cantava per il paese pago per due spiccioli al mese, in tasca aveva anche un sorriso e lo donava sopra ogni viso”.

Sua Maestà il Greghetto rosso!

Il Greghetto rosso è un vitigno raro e poco diffuso e viene coltivato solo nella Tuscia Viterbese; nei terreni della Carcaia esplode la propria vigoria e nasce ‘Maestà delle Vigne’, un vino che “è cibo di speranza basta poco anche un grammo per sentirne la fragranza”. (Se non è rivoluzione).

Intenso ed elegante, profuma di erbe aromatiche e violette. Al palato si sente la pienezza e la tannicità di un rosso potente, con sfumature di visciole e more. È un rosso come il sangue, rosso come le bandiere, rosso di protesta, rosso “fino a quando va la barca danno fieri la lezione ma se il caos arriverà via le mani dal timone”. (Testo della canzone “Dio Comando”).

Sfumature di aleatico 

L’aleatico è un vitigno a bacca nera che predilige l’esposizione dei vigneti in collina. Miglior collocazione non poteva avere alla Carcaia dove il vitigno sul poggio, che discende verso il lago vulcanico, apporta mineralità, clima mite e morbidezza.

La cantina presenta quattro tipi di aleatico: vinificato in bianco, secco, vendemmia tardiva e rosato.

  • Biancatico 1.0

È un aleatico vinificato in bianco. Si presenta come un vino dorato, al naso arrivano gli aromi delle spezie mediterranee quali salvia e rosmarino ma presenta anche note balsamiche. In bocca esplodono la rotondità e la mineralità della terra vulcanica. È un vino fresco e brioso “sempre pronto a far guai fuori e dentro gl’occhi miei”. (Mandalamarra). È il vino di “chi trova l’orizzonte e riscrive l’infinito e chi sale su di un monte e lo sfiora con un dito”. (Testo della canzone “Balla adesso se ti va”).

  • Tramando

Si tratta di un aleatico secco, di colore rosso brillante e presenta note floreali di rosa, di viola e di geranio con un leggero sentore di frutti rossi. In bocca si percepisce la mineralità vulcanica e la leggera tannicità. Un solo bicchiere di questo vino mostra tutti i sapori e gli odori della terra perché, per crescere al meglio, a questo vitigno “basta un sole e un cielo blu”. (Basta un sole e un cielo Blu).

  • Livaticum 484

Il maggior utilizzo dell’Aleatico però è sicuramente quello del vino dolce, da accompagnare al dessert a fine pasto, come il Livaticum 484.

Di colore rosso rubino brillante, al naso si sentono i frutti di bosco e le erbe aromatiche. Già dal primo sorso esplode una dolcezza che coccola il palato, “solo un bacio come dolce poesia”. (Voci dall’emozioni).

  • Osmosi

Poi arriva un sussurro, fine e leggiadro che con grande delicatezza, si trasforma in un grido di ribellione. Si tratta di Osmosi, un aleatico rosato, una scommessa di Pier Francesco Galassi, patron dell’azienda.

Osmosi è uno degli ultimi esperimenti vinicoli in cantina. È la prova che ha avuto un buon esito, in quanto ne è uscito un vino fresco che sa di fragole e lamponi. La percezione tocca anche la mentuccia e il timo.

Un mix di dolcezza fruttata e di freschezza tipica della macchia mediterranea, come “Un ritmo claro va primero, un ritmo claro va seguro”. (Nuestra Rebelion).

Il folk – rock d’autore dei Mandalamarra ha fatto da traghettatore nell’esperienza in vigna, in un luogo dove si respirano armonia e tranquillità, affacciati sulle acque terse del lago. E all’Agricola la Carcaia, tutta questa bellezza, si ritrova nei vini.

credit foto copertina: Stefano Marigliano Photography

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