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A Langhirano, nel parmense, va in scena la ventiquattresima edizione della kermesse incentrata sul re dei salumi italiani: il Prosciutto di Parma

Parlare di eccellenze enogastronomiche in Emilia-Romagna potrebbe sembrare banale, quasi truistico. Salumi, primi piatti, senza scordare dessert e un ottimo quanto robusto comparto enologico, fanno si che il blasone della regione dell’Artusi sia celebre in tutto il mondo. 

Dal 10 al 12 settembre, nella splendida cornice di Langhirano (PR), va in scena la ventiquattresima edizione del festival interamente dedicato a quello che può essere definito a tutti gli effetti il re dei salumi italiani, stiamo ovviamente parlando del Prosciutto di Parma Dop.

Corposo, avvolgente al palato e con una leggera nota dolce nel finale, il Prosciutto di Parma è il risultato di pregiate carni suine, miscelate con il sapiente lavoro da parte di produttori seri e scrupolosi.

Gli eventi 

Ricchissimo il carnet di eventi pronto ad animare Langhirano e le zone limitrofe: non mancano infatti degustazioni, spettacoli e laboratori per i più piccoli. Grande opportunità anche quella presentata con il nome di “Finestre Aperte”, durante la quale gli ospiti possono visitare i  prosciuttifici della zona. Lo scopo? Quello di imparare e ammirare l’intero ciclo di lavorazione dalle parole e dai gesti di chi opera e vive quotidianamente la realtà del Prosciutto di Parma. 

L’inaugurazione 

A dare il via alla tre giorni, nella serata di venerdì, ci ha pensato Francesca Barberini, storico volto di Gambero Rosso Channel. 

La conduttrice romana, con simpatia e professionalità, ha presentato i numerosi ospiti che si sono alternati sul palco nel cuore di Langhirano: da chef a campioni sportivi fino, ovviamente, al ramo istituzionale.

La parola agli esperti

“ Quello del Prosciutto di Parma – dichiara Giordano Bricoli, sindaco di Langhirano – è un circuito che interessa ben 18 comuni, oltre svariati produttori che sono riusciti a trasformare una coscia di maiale in un emblema del gusto. Lo continuano a fare ancora oggi con un metodo di lavorazione semplice e delicato che affonda le proprie radici nell’antichità e da allora si è tramandato di generazione in generazione fino al presente. 

La consolidata esperienza della tradizione unita all’esaltante sfida dell’innovazione sono il binomio vincente per un prodotto che guarda al futuro senza rinunciare alla propria storia.

Il festival, oltre a essere un momento di gioia, rappresenta anche un approfondimento per la conoscenza: avvicinare il consumatore al prodotto e al luogo di produzione evidenziandone il rapporto che costituisce un legame inscindibile e autentico.” 

Presente alla kermesse anche Federico Galloni, vice presidente del Consorzio Prosciutto di Parma.

“Oltre Cibus, un altro evento importante che segna la ripartenza dopo anni difficili. Il Consorzio è rappresentato da un gruppo di ragazzi giovani, con tanta voglia di fare. Siamo riusciti a modificare, dopo anni, un disciplinare che è stato approvato da tutti gli enti nazionali. Stiamo attendendo solo – prosegue il numero due del Consorzio –  l’autorizzazione finale da Bruxelles. Anche per quanto concerne le vendite questo è un momento di rinascita; non siamo ancora tornati al periodo pre Coronavirus. Essendo la nostra una realtà connessa al mercato ho.re.ca e all’export, sono stati mesi difficili.”

“Per l’Emilia-Romagna il cibo, oltre a essere un grandissimo patrimonio economico è anche cultura. Rappresenta un territorio, la storia; generazioni che tramandano con passione e qualità: questo è il motivo per cui siamo la regione che vanta il maggior numero di Dop e IGP, ben 44. Il Prosciutto di Parma incarna una filiera capace di far registrare 1 miliardo e mezzo di fatturato, di dar occupazione a 60 mila persone e che può contare su 140 prosciuttifici.” Conclude Alessio Mammi, assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna.

Le ricette

Durante l’inaugurazione del festival, gli chef Simone Finetti e Federico Fusca hanno presentato due ricette con protagonista il Prosciutto di Parma.

Finetti ha proposto un risotto con crudo, rucola, squacquerone e pepe di Sichuan. Il gambuccio del Prosciutto di Parma e le croste di Parmigiano Reggiano hanno dato sapore e profondità al fondo del risotto.

Federico Fusca si è cimentato nella preparazione di un crostone arricchito con Prosciutto di Parma e eccellenze della sua regione, la Toscana. 

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