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Top ten dei ristoranti da provare in vacanza: il suggerimento di So Wine So Food

Top ten delle mete gastronomiche in Europa. Se ci siamo promessi un viaggio in Europa, quest’estate potremmo provare forti emozioni anche a tavola. Se sarete in una di queste capitali, ecco di seguito i ristoranti che consiglio di provare.

Contrada Bricconi – Oltressenda Alta (Bg)

Il nuovo progetto del bergamasco Michele Lazzarini, ex chef del tristellato St. Hubertus a San Cassiano, tornato dopo una decina di anni verso casa, in Valle Seriana. Un delizioso borgo immerso nella natura e riportato in vista con contorno di mucche, produzione e vendita di formaggi, ristorante con focus sulla cucina alla brace e, in un futuro prossimo, anche qualche stanza. La classica gita fuoriporta con gusto.

Cosmos – Sofia

Giovane e ambizioso il cuoco Vladislav Penov, che reinterpreta la cucina bulgara in chiave contemporanea in un ambiente dai contenuti vagamente esoterici, tra riferimenti geometrici e l’osservazione dell’universo. Piatti spigliati che nascono da un’ottima materia prima, accompagnati da kombucha, juices e cocktails che arriva direttamente dal banco del bar che si incontra all’ingresso del ristorante.

Noua – Bucarest

Alex Petricean è la rising star della cucina rumena, con un approccio in stile fine dining nordico unito al piacere di scoprire molti piatti di diverse regioni (ed è compresa anche la Moldavia) attraverso numerosi finger food. Ma il menù non è solo questo, perché le preparazioni sono sempre intraprendenti, il servizio impeccabile e il giardino un angolo verde di pace urbana da vivere nei mesi estivi.

Bialy Krolik – Gdynia

In Polonia, nel Relais&Chateaux Quadrille a Gdynia (ispirato da Alice nel Paese delle Meraviglie), si trova il ristorante Bialy Krolik, che vede impegnarsi in prima persona Marcin Popielarz, già esponente dei San Pellegrino Young Chef. La sua cucina riflette lo stile di quest’angolo della Pomerania, ma sempre alleggerito e ricco di fantasia. Un indirizzo tra i più validi nel panorama gastronomico del Mar Baltico.

Alouette – Copenhagen

L’americano Nick Curtin nel suo ristorante un po’ nascosto (quasi uno speakeasy, stellato però), nel centro di Copenhagen, sorprende per l’approccio istintivo e fuori dagli schemi. Cucina a vista, piatti gustosi che passano dalle verdure alle carni con nonchalance, servizio ai tavoli frizzanti e pairing inusuali fanno di questo indirizzo un must pe chi vuole vivere una serata diversa nella capitale danese.

Anicia Table Nature – Parigi

Nel palazzo a fianco abita Gerard Depardieu, che vende i suoi vini al cuoco di Anicia, François Gagnaire (nessuna parentela con il più celebre Pierre), e ogni tanto si ferma per un caffè. Ma qui si arriva soprattutto per scoprire i prodotti della natura che offre la regione dell’Alta Loira, dalla quale proviene il cuoco. Come le lenticchie di Puy o lo zafferano di Velay, utilizzato in una gustosa bouillabaisse.

Les Brigittines – Bruxelles

Classica brasserie in stile Art Nouveau, Les Brigittines è il regno del simpatico Dirk Myny, che si destreggia ai fornelli tra una Croquette ai gamberetti e una Verza cucinata nella pregiata birra gueuze di Cantillon (Zenne Pot). Gusti flamande decisi e senza compromessi per una full immersion di tradizioni. Spesso circondati da avventori che sembrano usciti da una canzone di Brel o da un libro di Simenon.

Il Bocconcino – Tenerife

Cucina italiana, si, ma progressive, come dice il suo autore, lo chef Niki Pavanelli, che ormai bazzica Tenerife da diversi anni ed è canaro d’adozione. I piatti parlano la lingua del Bel Paese ma con un piglio molto personale (qui è stato anche Massimo Bottura qualche settimana fa per due serate a quattro mani) e si nutrono spesso di materia prima locale, dal branzino di Aquanaria al maialino nero recuperato in una farm abbarbicata sulle pendici del vulcano Teide. Si trova all’interno del Royal Hideaway Resort.

Suba – Lisbona

Fabio Alves delizia i suoi ospiti al Suba, su una terrazza ospitata all’interno dell’hotel Palacio Verride. Se la vista sul Tago e sui tetti del cento di Lisbona ripaga ampiamente lo sguardo, il palato è sollecitato da preparazioni sofisticate e che abbracciano la materia prima lusitana, come nel caso dell’ottima zuppa di pesce o del carabineiro. Per gli ospiti meno avventurosi non mancano però piatti di ispirazione francese e perfino italiana, come nel caso del tiramisù.

Pandeli – Istanbul

I profumi e i sapori del cumino, del curry e dello zenzero sono a portata di mano, perché lo storico ristorante si trova al primo piano del mercato delle spezie, ma la cucina qui è molto più varia e alla portata anche dei clienti meno avvezzi ai sapori forti.  Ci sono i classici meze, i dolma, le verdure, le ottime carni, i dolci tra miele e zucchero. Tutto quello che rappresenta la cucina turca nell’immaginario collettivo viene messo in fila in una bella sala di color blu, nella quale sono transitate molte celebrità, oggi appese ai muri in quadretti.

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