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Il ristorante The Coat Club nella frazione di Cepagatti racconta e propone un viaggio enogastronomico in Oriente: contaminazioni abruzzesi lo rendono unico

La via della seta arriva al The Coat Club, dritta dritta a Cepagatti in Abruzzo. Porta con sé un’esperienza culinaria unica immersa in un ambiente di design e cucina che unisce tradizioni abruzzesi e orientali.

I proprietari Gianni ed Elena Tonon hanno creato un luogo dove raccontano i propri viaggi attraverso l’Oriente. Gli interni combinano arredi, tessuti e suppellettili provenienti da Giappone, Cina, Indonesia, Malesia, Vietnam, India e Persia con oggetti di design, creando un’atmosfera avvolgente. La proposta culinaria è basata su ingredienti rigorosamente abruzzesi, lavorati con tecniche orientali, per offrire sapori confortevoli.

Il ristorante si trova al di sopra dell’azienda di famiglia manifatturiera, al quale si accede attraverso una scala elicoidale che va a ricordare un nastro. La moda e la cucina sono infatti legate da un fil rouge, come questo nastro, che è l’arte. Ed è proprio l’estro di Gianni ed Elena che ha permesso loro di credere ed investire in questo progetto ambizioso. Estetica al piano terra e il viaggio al primo piano, tutto in un edificio.

Intorno alla struttura del ristorante si trovano alberi, opere d’arte, vasi, tavole e sedie colorate che popolano la grande terrazza che circonda questo cubo vetrato.

Uno scrigno prezioso che racchiude il ristorante guidato da Mirco D’Amico e un mixology bar gestito da Tommaso Mauro. Al centro della foto il responsabile di sala Manuel Di Michele.

La cucina

Il locale dal design accurato e avanguardistico non poteva non avere un menù realizzato in alga carta ottenuta dalle alghe della Laguna di Venezia. Non solo ecologica e sostenibile ma spessa al tatto e dalle stampe e font meravigliosi. La ricerca della perfezione in ogni dettaglio avvicina ancora di più spiritualmente al mondo orientale.

La cucina è l’anima del The Coat Club, perfettamente rappresentata dallo chef di talento Mirco D’Amico, la cui esperienza professionale ha permesso di sposare la stessa filosofia di questo locale. L’amore per l’Oriente testimoniato dal viaggio in Giappone dove ha imparato tecniche e segreti della tradizione locale da una parte e la sua origine abruzzese dall’altra.

Un viaggio enogastronomico senza confini che parte dal territorio e si traduce in una meticolosa ricerca di prodotto e vicinanza ai coltivatori e allevatori locali. È stato fatto un minuzioso studio sulle carni, tra le quali sono state predilette il maialino nero e la manzetta abruzzese della macelleria Britti, realizzata da una selezione delle più pregiate razze bovine nate e allevate in Abruzzo. Lo stesso vale per la frutta e per le farine rigorosamente autoctone abruzzesi con grani antichi impiegate per la realizzazione del tipico bao cinese, dell’Okkaido milk bread e dei grissini. Si unisce la semplicità e il meglio di entrambe le tradizioni, giocando con la contaminazione di culture, tecniche all’avanguardia e sapori inediti.

Il menù

Sono tre i percorsi degustazione: uno di pesce, uno di carne e uno vegano. Qui il menù aggiornato. Per ogni percorso sono scritti i cocktail consigliati per l’abbinamento.

Il primo, Scirocco, definito vento d’autore. Solo pescato dell’Adriatico. Troviamo Gunkan di pescato dell’Adriatico e granoturco; calamaro e puntarelle; pad thai e cime di rapa; raviolo di nasello, stracciatella, porro fermentato e coriandolo; pescatrice, mayonese al wasabi e agretti allo yuzu; triglia kabayaki, datemaki e insalata di daikon; fragole e cioccolato bianco. Possibile un menù degustazione al costo di 60€ con un antipasto, un primo, un secondo e un dolce.

Il secondo menù degustazione, Carnale. Troviamo: lingua grigliata, cavolo cinese, salsa yakitori e chips di kale; ramen di chitarrina teramana, pancetta scottata di maialino e uova marinate; biancostato, kabayaki e carciofo; sise al mandarino. Menù degustazione al costo di 50€ con un antipasto, un primo, un secondo e un dolce.

L’ultimo vegano Shojin Ryori, definito il cibo della devozione. Falafel, hummus di ceci neri e yuzu; zucca delica, cavolfiore viola e polvere di tartufo; il “misostrone”; tofu sandwich con funghi shiitake; cioccolato, passion fruit, cocco e wasabi. Menù degustazione al costo di 40€ con un antipasto, un primo, un secondo e un dolce. 

Il cocktail bar

Tommaso Mauro viene definito un alchimista. Perchè? Capitato nel mondo della mixology per caso facendo un corso di pasticceria, ha approfondito la sua emergente passione e conoscenza approdando nel 2015 presso l’Accademia del Jerry Thomas di Roma dove ha perfezionato le sue abilità e studiato la storia dei cocktail e delle combinazioni organolettiche.

Qui al The Coat Club elabora cocktail signature pensati per esaltare il sapore di ogni piatto per creare connessioni o contrasti con le portate. Ogni ricetta è complessa e studiata per accompagnare i vari menù degustazione.

In carta ricette tradizionali e internazionali, drink interattivi e punch, ideali per concludere il pasto. Inoltre, è presente una carta dedicata ai sakè con sei tipologie diverse, perfetti per accompagnare il dolce grazie al loro naturale sapore di umami. La carta dei vini comprende 167 referenze tra bollicine, vini fermi, champagne e vini a etichetta The Coat Club prodotti da rinomate case vinicole francesi e italiane.

Se volete fare un viaggio enogastronomico, siete nel posto giusto. 

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