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La Tenuta Artimino si estende per ben 700 ettari fra boschi, ulivi, vigneti e la famosa villa medicea “La Ferdinanda”, dichiarata patrimonio dell’Unesco

Gli oltre settecento ettari della Tenuta di Artimino fanno pensare alla vastità di elementi che si possono trovare all’interno. Boschi con animali selvatici, laghetti, fiumi, colline e 18500 piante di ulivi che circondano la villa Medicea La Ferdinanda. Il paesaggio fiabesco ha proprio ispirato lo stesso Ferdinando i de’ Medici che ha volutamente costruire la sua dimora di caccia che oggi è diventata patrimonio Unesco. I locali al tempo dedicati ai paggi di corte, subito accanto, ora sono stati trasformati in struttura ricettiva di lusso.

Grazie a Giuseppe Olmo, imprenditore di successo e grandissimo ciclista, abbiamo la possibilità di poterci vantare di una struttura del genere. Molto probabilmente, proprio per queste strade collinari con la sua bicicletta, fra una scalata e l’altra si sarà fermato ad osservare il paesaggio di cui si è innamorato. Negli anni 80 decise quindi di acquistare e restaurare la villa. Oggi Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, terza generazione della famiglia, governano tutte le vicissitudini della tenuta.

Hospitality della Tenuta di Artimino

Proprio quel dormitorio dedicato alla servitù, la paggeria medicea, oggi è diventata una struttura ricettiva di lusso gestita dal gruppo Melià. Non solo, a pochi passi è possibile rilassarsi nella spa/centro benessere o alloggiare nella case coloniche Le fagianaie, situate proprio nel borgo medievale di Artimino. immancabile il ristorante Biagio Pignatta che offre una cucina toscana rivisitata dove si ha la possibilità di usufruire di diverse sale in base alle esigenze.

Vino e nobilità

Immaginiamo una fredda serata uggiosa di Novembre in questi spazi infiniti e saloni immensi, scaldati da innumerevoli camini presenti quasi in ogni ambiente. Fuori una leggera nebbia e dentro un tepore utile ad accompagnare una cena di cacciagione.Situazione perfetta per sposare vini del territorio e pietanze locali. Quale migliore soluzione allora se non quella di degustare il vino prodotto dagli oltre 80 ettari : il Carmignano

Il Carmignano, uno vino tutto da scoprire

La Carmignano docg è una denominazione molto piccola, a base Sangiovese che si trova nella provincia di Prato, fra i comuni di Carmignano e Poggio a Caiano. Oltre ad un minimo di 50% di Sangiovese sono previsti altri uvaggi come un max di 20% di Canaiolo, fra un 10% e un 20% di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon e infine per il restante sono ammesse anche uve bianche. Il vino ha un buon potenziale per l’invecchiamento, risulta strutturato ma allo stesso tempo armonico e dotato di un bouquet fine ed intenso.

Il valore aggiunto lo da proprio l’uva francesca, quella che oggi appunto chiamiamo cabernet, che venne importata dalla Francia nel 1600 proprio da Caterina de Medici. Ci sono teorie in cui è possibile ricollegarlo ai futuri supertuscan che hanno reso celebre il Bel Paese, tuttavia è un vino di facile approccio che si sposa con arrosti, cacciagione e carne alla griglia.

I vini della tenuta Artimino

Fra i vini riconosciuti dalla denominazione Carmignano, tre sono le etichette prodotte da Tenuta Artimino : Grumarello, Poggilarca e Ser Biagio. Rispettivamente il Grumarello appartiene alla DOCG Carmignano riserva, il Poggilarca alla DOCG Carmignano e Ser Biagio rientra nella DOC Barco Reale di Carmignano. Sono vini di struttura ma allo stesso tempo dotati di un’ottima beva. Nota comune il colore rosso rubino più o meno cupo secondo il taglio dei vini all’interno e sicuramente i sentori di frutta rossa in particolare la ciliegia. Tannini avvolgenti e la persistenza rendono questi tre vini suadenti e affascinanti, tanto da essere richiesti non solo in Italia ma anche per mercati oltre oceano.

Interessante anche il rosato che rientra nella DOC Barco Reale di Carmignano rosato che proviene da uve Sangiovese, Cabernet Franc e Merlot. Il colore rosa tenue con riflessi violacei e i sentori di fragoline di bosco e di rosa rossa rendono questo vino molto piacevole ed equilibrato. Il chianti Montalbano invece rientra nell’immensa DOCG del chianti, siamo quindi fra Artimino, Bacchereto e Lampo. Un chianti semplice ma gradevole che fa sempre la sua figura.

Tutte queste etichette donano al Sangiovese un’ulteriore sfumatura di questo grandissimo vitigno che rende la Toscana una regione meravigliosa. Il Carmignano non gode sicuramente della fama del cugino Chianti ma piano piano sta guadagnando terreno. Sempre più produttori dedicano particolare attenzione al territorio portando sul mercato prodotti sempre più ricercati e apprezzati.

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