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Sublime, da Pipero si celebra una tradizione lunga 150 anni. Matusalem onora così il suo grande rum

Fave di cacao, tabacco, vaniglia, frutti rossi e miele… chiudiamo gli occhi e lasciamoci trasportare da questi sapori verso una terra lontana e splendente, bagnata da un mare cristallino e baciata da un sole lucente. Una distesa di sabbia bianca contornata da una vegetazione rigogliosa e in sottofondo una musica salsera che ci fa muovere sinuosamente in un ballo sublime. Sublime è l’aggettivo giusto per esprimere tutte queste sensazioni. Sublime è la parola giusta per descrivere questo rum. Sublime è il nome scelto da Matusalem per celebrare 150 anni di tradizione.

Da Santiago De Cuba a Pipero

La storia di Matusalem parte da Santiago de Cuba nel 1872 dalla famiglia Alvarez, pioniera dell’industria del rum e del sistema Solera. A Cuba era una vera istituzione ma negli anni ’50, durante la rivoluzione e la salita al potere di Fidel Castro, la famiglia fu costretta a lasciare l’isola e a trasferirsi a Miami. 

Negli anni ’90, Claudio Alvarez, quarta generazione della famiglia, decise di rilanciare il marchio e di trasferire l’azienda nella Repubblica Dominicana dove il clima, il suolo e la latitudine sono le stesse di Cuba.

Per celebrare i 150 anni del marchio, Matusalem ha creato una linea di rum in edizione limitata, Sublime per l’appunto. 450 bottiglie in un decanter creato artigianalmente dai vetrai portoghesi Vista Alegre, che numerano e personalizzano ogni bottiglia a mano. Appena uscito è diventato subito un prodotto iconico, presentato durante una cena stellata al ristorante ‘Pipero’, nel cuore di Roma. 

Lara Pac, Global Marketing e Communications Manager di Matusalem, ha condotto una degustazione cibo/cocktail gustosa e interessante, supportata da Angelo Simonetta, Manager del Gruppo Montenegro (distributore italiano del brand Matusalem), dalla creatività dei piatti dello Chef Ciro Scamardella e dall’eleganza dei cocktails ideati da Leonardo Zanini, Bar Manager del Bulgari Hotel Parigi. 

Quello di abbinare i cibi e i cocktail è un nuovo processo, azzardato ma creativo, audace ma che non fa rimpiangere per nulla il classico abbinamento cibo/vino.

Matusalem infatti, si è appoggiato a un laboratorio di chimica in Belgio che ha analizzato, in maniera eccellente, le molecole del rum per poterlo poi abbinare ad altre bevande e a pietanze, per creare infine un connubio perfetto. 

Degustazione

Quattro sono stai i cocktail, abbinati ad altrettanti piatti e appetizer, presentati durante questa insolita degustazione.

Come aperitivo, viene servito Golondrina, ovvero la Rondine, il simbolo di Matusalem composto da rum Insolito, Bollicine al Pompelmo, Lime e Tajin, che accompagna diversi finger food.

La cena parte con Delizia, un cocktail a base di rum Matusalem Insolito; è un rum innovativo, invecchiato in botti di vino rosso spagnolo Tempranillo, il quale dona al prodotto un carattere più secco ma al contempo fruttato e delicato. Insolito è un rum moderno che ricorda, nel colore e nel sapore, un vino rosè. Il cocktail che ne deriva è leggero, con un liquore al Lampone della distilleria Quaglia, Bergamotto, Acqua Tonica, una riduzione di Rabarbaro, Pepe e Arancia. Cocktail delicato e facile da bere, all’inizio è fruttato e dolce ma il finale è armonico grazie al gusto deciso della tonica. Il piatto abbinato è una Ceviche di Cocomero. 

La seconda portata è un Raviolo al Ciauscolo e Brodo di Manzo, abbinato per contrasto con il cocktail Fresco. La grassezza del ciauscolo e del manzo, si scontrano con la freschezza del Lime, del Liquore alla Menta e dello Sciroppo riduzione di Liquirizia, il tutto mescolato con Matusalem Gran Riserva 15. Questo rum è l’emblema della famiglia Alvarez, è la ricetta segreta del 1872 che affina in botte per ben 15 anni. 

Poi arriva l’ultimo abbinamento salato della serata, il Manzo e Prugne, un accostamento esotico che rimanda al Nord Africa e al Maghreb, nelle cui cucine si associano carni saporite con frutta secca.

Per un piatto così importante è d’obbligo l’utilizzo del pioniere dei Solera: il Matusalem 23 anni. Considerato un prodotto di lusso per il suo invecchiamento, nel cocktail Ambroise è miscelato con altri prodotti prestigiosi come il Latte di Mandorla, lo Zafferano (che rimandano ad antiche ricette magrebine) e il Bitter all’Arancia. L’abbinamento è per concordanza, una nota dolce e rotonda e che accompagna la salsa del manzo e l’agrodolce della prugna.

 Matusalem Sublime, la guest star della serata

Presentato come una divinità dell’Olimpo, per il quale tutti i commensali si prostrano a pregare, Sublime non ha bisogno di essere miscelato con altri ingredienti perché lui, da solo, porta con sé dolci profumi e sapori avvolgenti. Si presenta all’interno di bottiglie di cristallo create a mano da mastri vetrai portoghesi che le numerano e le personalizzano una ad una. 

Viene servito in abbinamento con un dolce di Mandorla, Lychee e Rosa, gli stessi gusti che si possono percepire all’assaggio del rum.

Il colore è maturo e ambrato scuro, è limpido e non presenta impurità ma ha riflessi dorati e dalle lacrime che scendono, se ne deduce un’ottima consistenza alcolica. 

Al naso si percepiscono il caramello, il tabacco, le fave di cacao, il miele, una punta di zafferano e agrumi confit.

Già con un piccolo sorso, il sapore esplode nel palato grazie ad una consistenza avvolgente che permane a lungo in bocca.

Si tratta di un vero e proprio prodotto esclusivo che ben rappresenta i 150 anni di storia dell’azienda Matusalem e degli Alvarez. Rispettando le origini spagnole della famiglia, Sublime è invecchiato con il metodo Solera, metodo che viene utilizzato soprattutto nella penisola Iberica per lo sherry e che consiste nel creare una piramide di botti che vengono ciclicamente travasate e rabboccate. 

Con Sublime, Matusalem ha voluto creare con passione, un rum che si ricorderà nel tempo e che racconta una storia, celebrandola con questo liquido incredibile.

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