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L’intervista a Sonia, conduttrice televisiva, cuoca, blogger e imprenditrice.Ora anche con la sua Factory

Da anni portavoce del mondo culinario, con Sonia Peronaci, fondatrice del sito Giallo Zafferano, abbiamo approfondito i temi più attuali, quali la pandemia, e l’uscita della sua quinta fatica.

Come vi siete organizzati rispetto al primo lockdown?

“Quello che abbiamo vissuto a marzo, aveva una severità maggiore. Ad oggi anche noi facciamo lavorare tutte le persone che possono da casa. Il resto della squadra, con la factory chiusa, ha la possibilità di lavorare e quindi abbiamo continuato a creare contenuti digitali. Non possiamo fare eventi, come nostra abitudine, ma il cliente piano piano ha iniziato ad apprezzare il lavoro fatto. Anche noi dello staff, rispetto alla prima volta eravamo più consapevoli di come dovevamo comportarci.

Quali sono state le reazioni dei suoi followers?

“Positive. In questo ambito questo settore ha visto un crescendo. Le persone hanno un po’ più tempo da dedicare alla cucina e si sono cimentate più che in passato a sperimentare, cucinando a casa”.

Crede che questa abitudine ad usare il mondo digital rimarrà in un futuro senza restrizioni?

“Secondo me sì. Forse non tutti ma una buona percentuale di utenti continuerà ad usare per piacere e per lavoro questi sistemi di comunicazione. Comunque più di prima. Certo il contatto umano è imprescindibile e ci manca. Così come ci manca viaggiare e muoversi liberamente, incontrarsi”.

Rispetto ai Dpcm emanati, si poteva fare qualcosa di diverso?

“Credo abbia avuto più senso quello che si è fatto la prima volta. Le restrizioni, seppure estreme, perché eravamo chiusi in casa, hanno avuto effetto. Quello che sta succedendo ultimamente è un po’ discriminatorio. Tenere alcuni negozi aperti ed altri no, sembra non avere un senso. Ad alcune categorie, come i ristoranti, e mi è dispiaciuto molto, sono stati fatti spendere diversi soldi per mettersi in sicurezza per poi farli chiudere lo stesso. Questa volta è un “finto lockdown” perché ci sono moltissime persone in giro e non ci sono controlli adeguati. Le conseguenze psicologiche, poi, credo saranno negativamente importanti in un prossimo futuro. È stato tolto alle persone qualsiasi possibilità di divertimento, di socializzare. L’impatto non sarà solo negativo per la generazione avanti con gli anni ma anche per i giovani”.

Il libro La cucina di Sonia Peronaci

In questi giorni è in uscita il suo nuovo libro di ricette, ce ne parla?

“È il mio quinto libro, e volevo che fosse diverso dai precedenti. Girando per l’Italia mi sono accorta di quante ricette regionali non conoscevo. Quindi ne ho voluto racchiudere alcune conosciute ed altre meno. Ci sono piatti fantastici che spesso gli stessi abitanti della regione non conoscono. Molti di questi, poi, sono legati a storie e personaggi del luogo o alla storia contadina. Abbiamo scoperto molte cose curiose, alcuni di loro venivano preparati, per esempio, per qualche evento in particolare o per la corte del re o del nobile del luogo”.

Come è stato trovarle e sceglierle?

“Non facile ma molto divertente. Basti pensare che nel libro ce ne sono circa ottanta ma in realtà ne ho trovate circa settecento. Sono ricette che spesso, pur avendo la stessa radice, cambiano di paese in paese o addirittura di casa in casa. Ognuno ha il suo ingrediente “segreto”. Oltre alle poche ricette ufficiali tutte variano molto, sarà interessante vedere le reazioni”.

Ci sono altri progetti che sta portando avanti?

“In questo momento stiamo registrando una trasmissione con Cairo editore per un programma televisivo, sulla 7d, che vedrà protagoniste sia le ricette del libro che anche altre. Per gli altri eventi, siamo pronti, ma attendiamo le disposizioni dei prossimi Dpcm”.

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