Skip to main content

Lo chef dell’Accademia di Cucina Vegetale Ghita propone una cucina ayurvedica che mira a nutrire il corpo, la mente e lo spirito

Negli ultimi anni si sta affermando sempre di più la ricerca di una cucina salutista che non punti a nutrire esclusivamente il fisico, ma anche la mente. Principio che è alla base della cucina ayurvedica. Tra i principali pionieri di questa filosofia culinaria in Italia spicca il nome dello chef Simone Salvini, fondatore dell’Accademia di Cucina Vegetale Ghita. Fondamentali per la sua cucina sono state l’esperienza al Joia, unico ristorante vegetariano stellato in Italia, e quella presso i templi indiani di tradizione induista caratterizzati da una cucina vegetariana declinata spiritualmente. Quest’ultima esperienza gli ha permesso di sviluppare una concezione che vede il cibo non solo come un nutrimento per il corpo, ma anche per la mente.

La filosofia ayurvedica si basa su tre piani antropologici: il corpo, la mente e lo spirito. L’alimentazione rappresenta il fulcro attraverso il quale si può raggiungere un equilibrio tra queste tre sfere. Quando si mangia non si deve pensare soltanto al piacere e all’appagamento corporeo, ma si deve riuscire a trasmettere gioia e benessere anche sul piano mentale e spirituale.

“Per tradurre i principi in piatti, mi rifaccio principalmente alla concezione indiana della tripartizione ontologica degli alimenti”, afferma lo chef. Infatti, esistono tre tipi di cibi. Freschi e biologici; energizzanti e passionali, come cioccolato, spezie e alimenti piccanti; infine, quelli negativi. “Definiti dagli indiani come alimenti che nascono sotto il segno dell’ignoranza perché abbassano l’umore e affaticano l’uomo”.

Gli ingredienti negativi sono tutti gli alimenti provenienti dall’uccisione degli animali e quei prodotti raffinati e industriali che proprio nella loro lavorazione perdono freschezza e salubrità. La cucina ayurvedica utilizza quegli alimenti “Che conservano una memoria. Con ciò, mi riferisco a tutti quegli ingredienti come cereali, legumi e verdure con un importante valore nutritivo, che spesso si perde a causa dell’intervento troppo invasivo dell’industria”. Il totale equilibrio dei valori nutritivi di cui parla lo chef e l’adesione alla tradizione ayurvedica e indiana si manifestano soprattutto con i “Torroncini di cioccolato fondente”. Qui, ogni ingrediente si lega a uno dei sei tipici gusti dell’ayurveda: l’acido della crema di cachi, l’amaro del cacao, l’astringente del tè verde, il dolce con la mandorla, il piccante dell’olio, e il salato ritrovato nei cristalli di sale.

Questo tipo di cucina per consolidarsi oltre a mostrarsi “Golosa, non dovrà porsi come aliena alla nostra tradizione, ma rispettarla”.

Leave a Reply

7 + 1 =

Close Menu

So Wine So Food

I più grandi chef, le tendenze internazionali, gli eventi più trendy e le cantine migliori in territorio nazionale e internazionale.

Project by K-Lab Project

© 2015 SOWINESOFOOD
Iscrizione al registro stampa del
tribunale di Velletri (Roma) N. 15/2016 del 18/08/2016

T: 0691516050
E: [email protected]