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Sanremo, Festival della canzone e della gastronomia

Al tanto atteso Festival di Sanremo manca poco. Nel frattempo, vogliamo andare a scoprirne il cuore gastronomico.

Sanremo, un po’ di storia

Prima ancora che per la musica, Sanremo è conosciuta come la città dei fiori, grazie alle coltivazioni coloratissime di fiori che la caratterizzano e che adornano la città nel periodo della fioritura. La città deve il suo nome a San Romolo (un vescovo di Genova vissuto intorno al IX secolo, che trascorse gran parte della sua vita nei boschi intorno a Sanremo). Alla morte del vescovo, infatti, i cittadini vollero onorarlo dedicandogli il nome della città che da allora venne chiamata Civitas Sancti Romuli. Secondo la tesi più accreditata la trasformazione del nome della città da “Romolo” a “Remo” avvenne a causa della fonetica dialettale ligure, che rendeva la “o latina” in “ö”. Per questa caratteristica del dialetto, la parola “Romolo”, sarebbe stata pronunciata come “Rœmu” e quindi cambiata nel tempo, in “Remu”, ossia “Remo”.

Quali sono le prelibatezze gastronomiche da non perdere?

Sanremo si trova a ridosso di due dorsali montuose, che si originano nel Monte Bignone (1300 m circa) e procedono fino al mare. Questa sua caratteristica, così come per molte cittadine costiere liguri, consente di avere una tradizione culinaria che mescola sapori tipici della montagna a quelli del mare.

Vediamo quindi quali sono le prelibatezze tipiche sanremesi:

  1. Il gambero rosso di Sanremo, gioiello della pesca ligure

Considerato da molti chef il migliore del mondo, viene pescato al largo di Sanremo. Di colore rosso acceso e dalla polpa delicata e saporita viene consumato crudo o appena scottato per essere assaporato al meglio.

La pesca del gambero rosso è una tradizione che ha oltre un secolo di vita. Ogni anno ne vengono pescati non più di 200 tonnellate, rendendolo un prodotto prezioso e di eccellenza.

  1. La Sardenaira, la focaccia tipica di Sanremo

Nata intorno al 1500, dopo la scoperta dell’America, ma dalle origini più antiche la Sardenaira è la “focaccia” tipica di Sanremo il cui gusto e sapore non hanno eguali oggi.

La sardenaira è una pasta lievitata condita con un velo di pomodoro, olive taggiasche, acciughe e qualche spicchio d’aglio. L’antica preparazione prevedeva esclusivamente l’uso delle sardine (da cui prende origine il nome) dal gusto più deciso rispetto alle acciughe.

  1. Brandacujun, l’antipasto ligure

Il Brandacujun è l’antipasto tipico della Liguria ponentina. Le sue origini sono antiche e pare risalgano all’abitudine dei marinai di portarsi in mare stoccafisso e patate, ingredienti all’epoca poveri e facili da cucinare. Anche la leggenda legata al suo nome merita di essere raccontata: branda deriva dal provenzale brandare ovvero ruotare ripetutamente, un passaggio indispensabile in cottura per amalgamare gli ingredienti. Per la parola “cujun” è legata al fatto che sembra che questa operazione di brandare, venisse fatta fare dal più “sciocco” della famiglia. La ricetta prevede il merluzzo conservato (in genere è preferito lo stoccafisso al baccalà), lessato con patate in acqua salata con l’aggiunta di aglio, prezzemolo, olio e.v.o. di oliva taggiasca, succo di limone e/o zeste di limone, sale, eventuale pepe.

  1. I Baci di Sanremo

Come non concludere un pasto con i deliziosi baci di Sanremo? Nati durante la belle époque come proposta locale ai baci di dama, sono a base di nocciole e cacao uniti da una crema a base di cioccolato e panna bollita. Da leccarsi i baffi

E allora tutti pronti per ascoltare le musiche di Sanremo, degustando qualcosa di tipico locale!

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