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A Roma, dopo Formaticum, Vincenzo Macnino promuove la prima edizione della mostra mercato che riunisce il meglio dell’arte norcina made in Italy

Cosa hanno in comune la Cappella Sistina, il Duomo di Firenze e la carne di maiale? Apparentemente nulla. Il comune denominatore però è lo stesso: l’uomo. È l’uomo che con le sue mani ha costruito, creato, prodotto. 

Alla presentazione dell’evento Salum’È c’era Vincenzo Mancino, patron della prima mostra mercato dedicata ai salumi rari italiani e proprietario di ProLoco DOL (Di Origine Laziale). è stato lui che, con quel parallelismo che lega arte e tavola, ha svelato la bellezza del suo lavoro: ma consiglia di fare un passo indietro. 

Salum’È rappresenta lo sforzo che si sta compiendo per supportare i piccoli allevatori e i piccoli artigiani del settore in lotta contro grandi sistemi della filiera da macello. Salumi rari italiani è il contrario di tutto ciò che può essere mangiato con l’avvento della globalizzazione e dei grandi colossi industriali.

L’evento in programma i prossimi 30 novembre e 1 dicembre segue quello di Formaticum, che si era svolto nella stessa location e aveva come tema i formaggi. Cambiano prodotti sui banchi d’assaggio ma la mission è la stessa: promuovere le eccellenze e, come per l’industria dei formaggi, combatte chi ha piegato e sta piegando i piccoli e medi produttori a discapito della qualità e a vantaggio solo del proprio sistema economico. 

Mancino, anche se a fatica, crede e auspica in una inversione di tendenza: “Siamo dentro un sistema dove ci sono aziende importanti che si controllano da sole. Quando siamo di fronte a queste strutture che macellano fino a 60.000 animali a settimana non riusciamo a vedere cosa mangiano, come vengono allevati e come vengono macellati e se quindi c’è anche rispetto per l’animale stesso”.

Si deve tornare a valorizzare e a riconoscere, l’ingegno e la capacità dell’uomo di sperimentare per capire da dove arrivano i prodotti che mettiamo a tavola. Questo è uno dei punti che si vuole mettere in luce.

“Il modo per contrastare – continua Mancino – questo tipo di filiera, è supportare l’altra, quella artigianale. La domenica invece di andare al centro commerciale facciamo una passeggiata e andiamo da questi piccoli produttori per fare la spesa li. Il consumatore deve fare la sua parte e muoversi. Quando vogliamo il mercatino sotto casa di cose biologiche perché fa comodo, dobbiamo tenere presente quanto anche tutto quel mercato inquini. Ad esempio, se ci sono cinquanta produttori significa che si sono mossi cinquanta furgoni. E se questo succede, in centro città e tutti i sabati, dobbiamo capire quali sono le nostre responsabilità di fronte a queste scelte”.

Salum’È è supportata anche da La Pecora Nera Editore, casa editrice attiva nel mondo dell’enogastronomia. All’evento si potranno trovare e apprezzare una selezione importante dell’arte Made in Italy della norcineria. Tra le proposte: Capocollo di Martina Franca, Salumi di Nero Casertano, Salumi di Nero Lucano, Salumi di mangalitza, Salumi di grigio Casentino, Cinta Senese, Nero di Nebrodi, Salumi di Bufala, Ventricina vastese. 

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