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Possibile abbinare il vino rosso con il pesce? Gli esperti dicono di sì

Un abbinamento sdoganato da anni, quello tra vini rossi e piatti a base di pesce, molluschi e crostacei, ma non sempre facile da realizzare. Occorre conoscere le regole del gioco, scegliendo rossi giovani e immediati, serviti alla giusta temperatura. Ecco qualche dritta su come sceglierli.

Occhio al tannino

La prima regola è quella di scegliere rossi poco tannici. Cosa significa? Se dopo il primo sorso il rosso vi asciuga lingua e palato, siete di fronte a un vino dotato di un buon tannino. Se un vino è molto astringente, non è mai un buon segno, perché significa che ha bisogno di altro tempo per affinarsi, sempre che vitigno e tipologia lo consentano. Col pesce e i crostacei meglio andare su rossi dai tannini setosi o poco accennati, che siano arricchiti piuttosto dalla freschezza. Con una ricca zuppa di pesce si può gustare un sangiovese piuttosto giovane, o un Ruché del Piemonte dalla splendida acidità.

Giovane Vs Evoluto

In linea di massima meglio scegliere un rosso immediato, agile e giovane, che possa giocarsela meglio col pesce e i molluschi. Una Lacrima di Morro d’Alba è perfetta, così come un Nerello Mascalese. Non è però scontato che i vini estremamente evoluti non vadano bene, tutt’altro, proprio per la prima regola legata al tannino. Se voleste a tutti i costi accompagnare un Brunello col pesce, quindi, meglio che abbia qualche anno, proprio per godere di un tannino elegante e levigato, grazie al passare del tempo.

Temperatura più bassa

Anche la temperatura leggermente più bassa può aiutare nell’abbinamento coi rossi, specie d’estate. In generale l’abbassamento dei gradi accentua sia i tannini del vino, le bollicine, che l’acidità, caratteristica quest’ultima che aiuta l’abbinamento col pesce. Se preferite i rossi vivaci, come un brioso Lambrusco, potete servirlo fresco abbinandolo al baccalà fritto, mentre se preferite una ricca zuppa di calamari potreste scegliere un Pinot Nero o una Schiava.

10 rossi col pesce

Schiava

Gamberoni, polpetti in umido e frutti di mare hanno bisogno di un rosso morbido, poco tannico con sentori fruttati. Tutte caratteristiche della Schiava gentile altoatesina, un vitigno autoctono il cui nome deriva dai pali a cui si sostiene nel vigneto. Ottima la versione che ne dà Girlan col suo FASS NR. 9 Vernatsch, fresco e delicato, che affina per un breve periodo in botti di rovere senza snaturarne le caratteristiche, arricchendolo di lievi spezie. Schiava gentile, di nome e di fatto.

Pinot Nero

Il Pinot Nero Fuchsleiten di Pfitscher è un rosso segnato da bellissima freschezza, profumi di frutta e fiori rossi, tannino croccante e splendida bevibilità. Servito a qualche grado in meno, dai 12 ai 14 gradi, potete abbinarlo a una gustosa zuppa di pesce o ai moscardini in guazzetto.  

Sangiovese

Se gli appassionati del Sangiovese non possono farne a meno persino col pesce, no panic, il modo per abbinarlo correttamente c’è! Basta sceglierne uno dal tannino levigato, segnato da buona freschezza, servendolo un po’ più fresco (14°C) rispetto al solito. Il Maremma Toscana Doc di Tenuta Moraia, dal piacevole bouquet di more, lamponi e lievi sentori floreali, sapore morbido e tannini delicati, vince la sfida col classico Caciucco alla livornese.

Freisa

Tra la versione ferma e frizzante del Freisa, meglio quest’ultima col pesce, specie se fritto. Il Freisa di Chieri Doc Frizzante di Cantine Balbiano si presta ad accompagnare anche la cucina orientale, come un ricca tempura di gamberi o gli uramaki ebiten.

Lagrein

E’ tra i vitigni autoctoni più famosi dell’Alto Adige, un vero campione di profumi, corpo e freschezza, tutte caratteristiche che lo rendono un ideale compagno per ricche zuppe di pesce, specie se servito a una temperatura di 14°C. Col Lagrein Vom Boden di Pfannenstielhof, un grande rosso di corpo e tempra, occorre che il piatto abbia una certa complessità. Un esempio? Provatelo con una zuppa di scorfano e gallinella, non ve ne pentirete!

Lambrusco

Inserito nel 2018 nella Top 100 di Wine Spectator, il Lambrusco del Fondatore Cleto Chiarli si abbina splendidamente col baccalà fritto o con la rana pescatrice in umido. Dalla classica spuma violacea emergono piacevoli soffi di fragoline di bosco e qualche ricordo aromatico. Il sorso è diretto e immediato.

Credits foto Franco Fontana.

Rossese di Dolceacqua

Tra i vini più rappresentativi della riviera di Ponente, tra la val Nervia e la valle Crosia, il Rossese di Dolceacqua si presta magnificamente ad accompagnare i piatti di pesce e crostacei. Un rosso dal naso di frutti di bosco e rosa, sorso morbido, con tannino delicato e buona spalla acida. Tra i migliori produttori del territorio vi segnaliamo la cantina Maccario Dringenberg. Il suo Rossese etichetta verde, proveniente da diversi appezzamenti nelle zone storiche del Rossese di Dolceacqua (i cru Berna, Sesselli, Nouvilla e Crovairora), è perfetto col baccalà. Servitelo a 15°C.

Credits Andrea Moretti

Dolcetto

Il Dolcetto d’Alba di Taliano Michele, dagli intriganti profumi di viola e ricordi di mandorle, sorso ricco e tannini dolci, si può abbinare molto bene con le seppie al sugo e un trancio di tonno quasi crudo. Noi vi consigliamo di servirlo a 14°C.

Credits @giandomenicopapellophoto

Frappato

Il Frappato, specie se in purezza, è tra i vini che meglio di abbinano ai piatti a base di pesce, grazie alla sua freschezza pronunciata, ai tannini lievi e agli accattivanti profumi floreali. La versione che ne dà Valle dell’Acate, il Vittoria Frappato Doc, dalla chiusura particolarmente aromatica e fragrante, si abbina splendidamente al cous cous di pesce e al tonno in crosta di pistacchi.

Credits Valle dell’Acate

Lacrima di Morro d’Alba

Tra i vini rossi delle Marche migliori col pesce, la Lacrima di Morro d’Alba deve il suo nome alle piccole goccioline di succo che spesso fuoriescono dai grappoli maturi. Si sposa molto bene coi piatti del territorio, come le sarde all’anconetana o la rana pescatrice in umido. Molto interessante la versione che ne danno i Conti di Buscareto, che affina in vasche d’acciaio mantenendo inalterate le peculiarità del vitigno.

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