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La scorsa settimana, all’interno del ristorante e cocktail bar Piano 35 ospitato nel grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, si è tenuto il secondo appuntamento intitolato Celebrating the Best of Every Season

Focus acceso sul rappresentare in un serie di eventi la versatilità e le caratteristiche di Roku, il gin giapponese distribuito da Suntory e arrivato in Italia da quasi un lustro

Il nome del gin, che per chi non ha dimestichezza con la lingua del Sol Levante significa 6 (è il numero di botaniche che compongono Roku e che vengono raccolte durante lo Shun, ovvero quel momento dell’anno che, secondo la tradizione, la materia prima in natura si esprime al meglio) e per rappresentare l’inverno si è scelto di creare un suggestivo connubio tra i cocktail firmati da Simone Sacco e la cucina di Marco Sacco, il cuoco bistellato del Piccolo Lago il quale, ormai da tempo, firma il menù del ristorante Piano 35 a Torino.

Una scelta vincente,  che è passata della rappresentazione della cucina di lago attraverso tre diversi signature del cuoco proposti in versione più agile e arrivando a tre drink piacevolmente freschi, tra essenze mediterranee e vermouth. Ma andiamo per ordine.

Marco Sacco ha portato all’attenzione dei presenti un piatto simbolo della sua cucina come il Lingotto del Mergozzo (correva l’anno 2004), che è composto da una trota marmorata affumicata al faggio e ginepro, con polvere di pane all’aceto balsamico (disidratato e polverizzato) e gel di aceto di lamponi, ma il cuoco del Verbano ha anche accettato la sfida dell’accostamento liquido ai cocktail con un paio di piatti più recenti e di qualche ispirazione asiatica.

E’ il caso del Ramen di Siluro, che prevede l’utilizzo di un pesce invasivo dei bacini d’acqua dolce, unito alla polvere di Combawa semicandita, all’alga e alle uova di quaglia pochè, e poi con il Buratello, un’anguilla giovane, cotta sottovuoto a vapore con il the e poi cotta in padella sulla pelle.

Ma nella composizione del piatto figurano anche anguria, liquore al basilico e un sorbetto alla rosa bruna di Ventimiglia. Sul lato mixology, invece, per rappresentare al meglio l’inverno nipponico si è puntato su decise espressioni agrumate, con il Gimlet che oltre al Roku ha visto come protagonista un Cordiale di menta e bergamotto, il bitter Peychaud e una tonica mediterranea, cui si sono aggiunti il Sa-Kura con vermouth bianco, Sakura e liquore al ciliegio, e il Sebun, piacevolissimo incrocio di Roku con orzata di nocciola (così ricorre nuovamente il Piemonte che ha ospitato la serata) e un succo di limone.

Nella cornice ad alta quota con vista sul capoluogo piemontese, tra giochi di ideogrammi e socialità non solo sabauda, la serata è scivolata in un connubio italo-giapponese che, alla luce dei risultati, può fungere da spunto soprattutto per chi vuole lavorare sul non facile abbinamento cibo/mixology, in parte ancora tutto da scoprire.

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