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L’imperdibile ristorante Mondschein a Sappada (UD): un mix di tradizione, innovazione, natura e famiglia

Innanzitutto dove si trova? Il fascino della baita è anche questo. Immersa nella vallata di Sappada, ad un’altitudine di 1245m sotto le Dolomiti tra Cadore e Carnia, tra Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Un luogo del cuore, d’estate immerso nel verde splendente del golf club e d’inverno nel bianco della neve delle piste che arrivano proprio ai piedi della baita.

Un gioiello di locale, tutto in legno e dettagli della tradizione appartenente alla famiglia Kratter che da trent’anni conduce con cordialità ed estrema ospitalità questa struttura. Con una cucina gourmet fatta con ingredienti locali e materie prime purissime e il plus di avere tutta la famiglia a gestire ogni aspetto del ristorante.

Paolo Kratter, padre di famiglia a condurre l’attività e il servizio insieme alla moglie Irene Fontana e i tre figli: il più grande Stefano sommelier che ha curato la selezione delle oltre mille etichette che hanno in cantina, Federico il giovane chef talentuoso e Sofia in sala.

“Mondschein – A taste of the Dolomites” è un’esperienza

Mangiare qui è una vera food experience. La sperimentazione e la tradizione si incontrano fondendo ricercatezza e cura del dettaglio con un’accoglienza calorosa che fa sentire in famiglia.

E proprio come a casa, quando si viene qui e in seguito si torna (perchè vi garantisco che ci si torna) si ritrovano quei piatti storici inconfondibili che fanno da zoccolo duro da anni al loro menu. E ovviamente dei piatti, oserei dire delle chicche, stagionali, per diversificare l’offerta.

Come in questo caso, trucioli di cirmolo su estratto di camoscio e lamponi essiccati.  La frizzante cucina di Federico gioca con il territorio e il palato. Il truciolo a richiamare la forma del legno, il cirmolo che è un albero da cui viene estratta l’essenza, con il fondo del camoscio e frutta locale stagionale essiccata.

Non solo, il tutto accompagnato da una birra locale di Grana 40, una blanche dalle caratteristiche di una IPA, che riesce a compensare la forte sapidità del piatto. Ogni dettaglio non è lasciato al caso e l’esperienza culinaria è infatti completata dall’accostamento migliore sapientemente studiato da Stefano.

La carta dei vini e il nuovo “KAVEAU”

La carta proposta, con più di mille etichette, offre un’ampia scelta che spazia dalle cantine note ai piccoli produttori. Stefano consiglia solitamente un calice per portata per riuscire a degustare nel migliore dei modi sia il vino che la pietanza. Degno di nota il digestivo alla genziana e soprattutto il Nonna Ines, dove viene rivisitata una ricetta di famiglia tramandata da 4 generazioni.

Una carta a parte per gli spirits, con rum, whiskey, distillati, vini liquorosi, vini da dessert e da meditazione. Da segnalare anche i cocktail.

Il Kaveau è la new entry di quest’anno. Ma ci saranno nuove estensioni strutturali anche della sala principale nel 2023. Una sala privata incastonata fra due cantine vetrate al piano inferiore dove si incontrano design e stile. Uno sharing table in legno di rovere e pelle, ideato per 8 persone per degustazioni e cene intime.

Intorno una selezione di etichette internazionali e locali suddivise nelle due cantine, ovviamente a temperature differenti, rispettivamente una per i bianchi e le bollicine e una per i rossi. Un’attenzione particolare per il Friuli Venezia Giulia, Veneto e Alto-Adige e per una selezione di Champagne.

Lo staff del Mondschein

Uno staff a conduzione familiare ospitale, giovane e creativo.

In cucina  Federico Kratter e la sua brigata che con freschezza e un’eleganza contemporanea innovano le ricette tradizionali. Il giovane chef nonostante la giovane età ha avuto molte esperienze importanti: lo stellato Tivoli Cortina, la malga stellata della famiglia Donei, il Bulk di Milano di Morelli,  il Phi Beach in Sardegna, l’Alain Ducasse at The Dorchester a Londra, per poi tornare a casa Mondschein.

Affiancato da un suo compagno di scuola e da un ragazzo che è in cucina da 22 anni per dare continuità alla cucina del ristorante, la brigata è composta da 5 cuochi e 2 lavapiatti: Mirella Del Missier, Riccardo De Zordo, De Zolt Stefano, Nicola Hoffer, Gabriel Rossi, Sana Cherif e Djitte Oumar.

In sala Stefano Kratter alla stessa stregua è subentrato come sommelier affiancato inizialmente dal precedente punto di riferimento del beverage.

Le costanti di tutti i collaboratori che orbitano attorno alla famiglia Kratter sono la professionalità, la preparazione e l’ospitalità che contraddistinguono quest’esperienza nel cuore di Sappada.

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