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A Roma, in una traversa di via Nazionale, c’è un ristorante che da cinquant’anni custodisce i segreti della storia internazionale. In cantina, l’unica bottiglia italiana di Cristal Gold 24 carati da 3 litri del valore di 60 mila euro

“Da qui sono passati tutti: Presidenti di Stato, cariche internazionali, reali di tutto il mondo, celebrità dello star system, premi Nobel”. Ma anche gente comune: “Noi abbiamo sempre trattato tutti allo stesso modo”, afferma la seconda generazione di Rinaldi al Quirinale. Nel quartier generale della politica romana, all’interno del perimetro dei palazzi del potere e a due passi dal Teatro Eliseo, c’è un ristorante a conduzione familiare dove, a tavola, si è scritta la storia. Rinaldi al Quirinale è un affare di famiglia: a proseguire l’opera di Antonio, i figli Vincenzo e Daniele, imprenditori sul binario della classicità della cucina italiana.

Una cornice magica d’ispirazione per grandi artisti, che nei suoi 400 metri quadri con 7 diverse sale e 3 esclusivi privé ha registrato colti conversari, pause di relax e di riservata convivialità. Qui, complice un’accurata ricerca della materia prima e un servizio di sala impeccabile, si sono riuniti buongustai e amanti della buona tavola, coccolati da un menu di terra e di mare, che ha il suo fiore all’occhiello nel pescato proveniente dalle aste del litorale romano. Uno scenografico acquario all’ingresso aggiunge la possibilità di scegliere tra aragoste, astici, leoni di mare, King crab, cigale e granseole. Ottima la pasta fresca fatta in casa che, in attesa di ampliare l’offerta, riscopre molti e insoliti formati regionali come le lorighittas o i filindeu, ma si parla anche dei più noti plin proposti con burro, salvia e coniglio. Tra i cavalli di battaglia il tonno rosso del Mediterraneo alla Carlofortina, una specie di spezzatino della tradizione sarda, servito in tre cotture: prima grigliato, poi fritto e, in ultimo, terminato in padella con sugo e origano. Il fine pasto tradisce le origini campane della proprietà, per la precisione Vallo della Lucania, con il plateau di fruttini ripieni di gelato nei gusci di noci, castagne, passion fruit, fragole, banane. L’invidiabile cantina conta più di 22 mila bottiglie con 3500 referenze e può vantare l’unico esemplare italiano di Cristal Gold 24 carati da 3 litri tra i rarissimi 400 sparsi nel mondo.

Nel suo momento amarcord, Daniele, il più giovane della squadra, ricorda in particolare due incontri che hanno segnato la sua carriera. “Al ristorante ho visto la storia che stavo studiando sui libri con i miei stessi occhi. Quando venne Gorbaciov non ero ancora maggiorenne. Lui mi chiese – Ma alla tua età cosa ci fai qui? – e io, tradotto dall’interprete, risposi che davo una mano a mio padre; lo statista russo, nel darmi una pacca, mi disse di non dimenticarmi mai di farlo. Altra scena memorabile è legata a una cena con il Presidente dell’Irlanda, Michael D. Higgins, una persona molto particolare, anche un poeta e, come molti irlandesi, era magica. Regalammo dei fiori alle loro donne e, per ringraziarci del gesto, intonarono un canto in gaelico a cappella. Era un sabato sera: improvvisamente 120 coperti restarono senza parole, ascoltando in estasi questa voce magnifica”.



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