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Dall’attenzione di consumatori e produttori fino all’utilizzo di applicazioni come Too Good To Go: invertire il trend dello spreco alimentare è d’obbligo.

Il comparto dell’enogastronomia ha subito, negli ultimi anni, un deciso impulso. Sperimentazioni, curiosità, moda e socialità hanno rafforzato l’idea e la tendenza dell’out of home. 

A colazioni, pranzi e cene, si sono accostati brunch, apericene e tante altre occasioni in cui gustare cocktail e specialità gastronomiche in compagnia. Protagonisti di questa importante tendenza sono ovviamente bar, ristoranti, pub e bistrot, desiderosi di innalzare la qualità e la quantità dell’offerta proposta. 

Con la pandemia poi, è stato riscoperto l’homemade in cucina: sempre più persone si sono cimentate in classiche o complesse preparazioni, assediando botteghe e supermercati (indimenticabile la penuria di lievito e farina durante il primo lockdown).

All’aumento della quantità proposta cresce, però, anche il numero di prodotti invenduti o sprecati, quelli che a fine giornata vengono buttati da ristoratori, baristi, supermarket.

I dati

Secondo i dati FAO, le tonnellate di cibo che vengono gettate annualmente superano il miliardo. Considerando gli scarti alimentari come un paese, sarebbero al terzo posto come produttori di gas serra nel mondo.

Le indicazioni circa il futuro non sono sicuramente più rosee, entro il 2030, infatti, lo spreco di cibo nel pianeta toccherà quota 1.2 trilioni per anno. Naturalmente anche il nostro Paese non naviga in acque tranquille: il rapporto Waste Watcher del 2019 indica come in Italia si sprechino annualmente oltre dieci milioni di tonnellate inerenti al food, pari a circa quindici miliardi di euro l’anno.

Too Good To Go

Per cercare di evitare o perlomeno limitare gli sprechi, è attiva Too Good To Go, un app per smartphone che sta riscuotendo un ottimo successo. 

Nata nel 2015 in Danimarca, Too Good To Go consente a ristoratori e commercianti di proporre a prezzi decisamente vantaggiosi prodotti che a fine giornata risulterebbero invenduti. Comodità per i consumatori è quella di acquistare vere e proprie “Magic Box” a un terzo del precedente prezzo di vendita. 

Mission della nota applicazione è, quindi, quella di ridurre gli sprechi, impegnandosi a salvaguardare il cibo e l’ambiente sensibilizzando la popolazione circa le problematiche inerenti allo spreco alimentare.

I numeri di Too Good To Go, per evitare lo spreco

L’app si sta sviluppando in maniera repentina ed è già presente in ben quattordici paesi europei, oltre che negli States. Sono più di 30 milioni gli utenti che usufruiscono di questa intelligente soluzione adottata anche da 45 mila negozi e locali. Le box vendute fino ad ora superano invece i 50 milioni.

In Italia, Too Good To Go è presente in più di 40 città con ben 8000 negozi aderenti. Le box vendute? Già 1.7 milioni.

“Dopo il successo riscontrato nelle principali città italiane, Too Good To Go continua a diffondersi in tutta Italia. Scegliere Too Good To Go e i prodotti delle Magic Box significa sostenere i commercianti che si impegnano a limitare sprechi di cibo e risorse, ma anche sensibilizzare gli utenti sull’importanza di un consumo consapevole, oltre che a riavvicinarli agli esercizi commerciali di prossimità”. Queste le parole di Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go.

La nuova campagna “Etichetta Consapevole

Novità freschissima è quella di “Etichetta Consapevole”, campagna lanciata da Too Good To Go in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. 

Questa lodevole iniziativa, già operativa in Paesi come Danimarca, Germania, Francia, Inghilterra, Portogallo e Spagna, si prefigge il compito di sensibilizzare i consumatori circa la corretta interpretazione della differenza fra la dicitura “da consumarsi entro” (con conseguenti possibilità di rischi per la salute) e “ da consumarsi preferibilmente entro” (in questo caso il prodotto non causa danni alla salute ma potrebbe perdere una percentuale delle proprietà organolettiche come sapore e fragranza). 

È stato infatti calcolato che l’errata interpretazione di queste didascalie porta, a livello italiano ed europeo,  al 10% degli sprechi alimentari.

Nel Bel paese soltanto il 37% dei consumatori è consapevole della differenza fra le due diciture; proprio per questo l’app, in collaborazione con alcuni partner sta aggiungendo una postilla in etichetta, così da sottolineare in maniera ancora più marcata l’enorme distinzione.

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