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Rallo e la sostenibilità dei vini Sicilia DOC

Rallo. Un incoming nell’isola più a sud della nostra penisola, ospiti del suo Consorzio di Tutela Vini, ci ha permesso di approfondire la conoscenza delle varietà Grillo e Nero dAvola grazie a seminari dedicati, oltre a scoprire la poco nota vocazione biologica del suo comparto vinicolo.

L’intervista

Un viaggio alla scoperta di come un territorio intensamente vitato ha identificato, nella sostenibilità e nel rispetto per l’ambiente, i punti fondanti del suo sistema vitivinicolo. Personaggio chiave è senza dubbio Antonio Rallo, presidente della DOC Sicilia e noto produttore, a cui abbiamo chiesto da quanto tempo guida come Presidente il Consorzio Tutela Vini.

Esordisce : “Ho promosso e seguito la nascita di questo Consorzio – insieme ad altri produttori che hanno creduto fin dal principio in questo progetto – fin da quando la Denominazione di Origine Controllata Sicilia è stata ufficialmente riconosciuta nel 2011, con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

L’anno dopo ha segnato l’anno di fondazione del Consorzio e la mia elezione a Presidente del CdA. Nel 2022 festeggeremo i 10 anni di attività, 10 anni durante i quali lo scopo essenziale del Consorzio è stato quello di mettere in atto iniziative volte a tutelare, promuovere e valorizzare la nostra DOC, informando il consumatore e garantendo che le disposizioni indicate nel Disciplinare di Produzione siano rispettate”.

Può raccontarci quali obiettivi ritiene di avere raggiunto e quali sono invece i vostri ancora da sviluppare? 

“In primis va ricordata la lungimiranza di chi ha contribuito alla nascita della Doc Sicilia, dei produttori della generazione precedente alla mia che hanno ritenuto la Doc lo strumento necessario per poter riuscire concretamente a valorizzare e salvaguardare la produzione vitivinicola dell’isola. Da allora si è fatta molta strada. Sono state tante le scommesse vinte in questo decennio”. Prosegue sorridendo “Quella che ci ha dato tante soddisfazioni è quella di aver puntato sul Grillo ed il Nero d’Avola, che stanno diventando sempre più ambasciatori riconosciuti della nostra isola. Altro elemento di soddisfazione, il Consorzio è riuscito a dare maggior valore al nome della nostra isola Sicilia fondamentale anche per la Denominazione che possono utilizzarla come menzione dalla DOCG Cerasuolo di Vittoria alle altre DOC Vittoria, Menfi, Noto, Contea di Sclafani o Valledolmo, Eloro, Contessa Entellina. Alcune delle sfide per il futuro riguardano la conservazione della biodiversità, il recupero dei vitigni reliquia e la loro a valorizzazione”.

Nel corso del convegno ‘Sicilia sostenibile per natura’ promosso dalla Fondazione SOStain, nata con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo etico e sostenibile nel settore vitivinicolo siciliano in particolare, molti sono stati agli approfondimenti con seminari dedicati sulle varietà Grillo e Nero d’Avola.

Nella presentazione del contesto ci sono stati forniti alcuni dati tra cui quello che con quasi 98 mila ettari, il vigneto siciliano in generale è il più grande d’Italia, in Europa ha la stessa estensione del vigneto tedesco e nel mondo misura tre volte quello della Nuova Zelanda, superando addirittura quello sudafricano. Inoltre attualmente l’isola è la prima regione in Italia per superficie vitata in biologico in cui lo scorso anno sono state prodotte oltre 90 milioni di bottiglie DOC Sicilia, ben 64 milioni nei primi 8 mesi di quest’anno che rappresentano il grande lavoro dei quasi 8 mila produttori a cui il Consorzio offre supporto.

Antonio commenta: “La nostra regione è prima in Italia per area agricola dedicata alla produzione biologica, pari a 30.084 ettari. Una superficie che corrisponde a tre volte il vigneto biologico del Veneto, a quasi il doppio di quello pugliese e al doppio di quello toscano, pari al 34% della superficie coltivata biologica italiana. Di questo, ne siamo orgogliosi”. Esclama poi “Oggi più che mai, la sostenibilità è la lente attraverso cui guardare al futuro del vino siciliano, e in particolare a quello del brand Sicilia, in costante crescita. Grazie anche a Fondazione SOStain Sicilia, siamo la prima Regione che ha sviluppato in modo unitario e condiviso, un protocollo integrato di sostenibilità”. 

Abbiamo trovato i vini dei panel di degustazione dedicati sia al Grillo sia al Nero d’Avola, imbottigliati come Sicilia DOC, di una qualità media elevata, con alcune punte per entrambe le varietà, volti a trasmettere senza dubbio il messaggio di un vino fresco, moderno, ad alto tasso di sostenibilità, che non richiede occasioni speciali per il consumo. Pensa ci sia spazio per ulteriori miglioramenti e nel caso in che ambiti?

Prima di salutarci Antonio afferma “Sicuramente dal punto di vista della produzione e dell’offerta c’è tanta attenzione alla cura dei nostri variegati territori. Siamo sempre impegnati nella ricerca per un miglioramento dei processi sia in vigna che in cantina. Siamo certi di ottenere ulteriori risultati grazie alla collaborazione del Consorzio con le aziende, le Università e le Istituzioni”.

Questa visita ci ha lasciato una sensazione che il vino di quest’isola, in particolare quello tutelato da Sicilia DOC, sia davvero ad alto tasso di sostenibilità, con una qualità media dall’ottima piacevolezza.

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