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Sicilia e Toscana, Salvatore Cutrera e Giorgio Franci: fieri produttori e stimati ambasciatori del grande olio extravergine italiano, si raccontano a So Wine So Food

Parlare di olio extravergine oggi è abbastanza complicato. Eppure gli argomenti non mancano, anzi; dietro al “condimento” (termine totalmente improprio) più celebre d’Italia si nascondono una miriade di nicchie interessanti, capaci di far comprendere quanto l’universo “Evo” sia affascinante ed estremamente variegato.

Pensate al vino, a quanti giornalisti o appassionati riempiono quotidianamente pagine cartacee e virtuali di racconti sulle grandi cultivar nostrane e sugli illuminati produttori che ne hanno innalzato lo status a livello mondiale. 

Non starò oggi a riflettere sui motivi per cui l’importanza data al vino e all’olio sia così differente, tanto da far passare il secondo quasi alla stregua di un figlio di un dio minore.

Quello che invece intendo fare è iniziare a raccontare la la grande tradizione dell’olio italiano attraverso cultivar, territori e grandissimi produttori.

Proprio dell’ultima categoria fanno parte Giorgio Franci, patron di Frantoio Franci,di a Montenero d’Orcia, nella campagna grossetana, e Salvatore Cutrera, titolare e volto di Frantoi Cutrera a Chiaramonte Gulfi (RG).

Due volti fondamentali per il grande extravergine italiano, produttori pluripremiati, lungimiranti e appassionati che negli anni hanno saputo raggiungere livelli di eccellenza assoluta, con maestria e grazie a un deciso spirito imprenditoriale.

Salvatore Cutrera è faro dell’olivicoltura in provincia di Ragusa, legato alla terra e alla cultivar che la rappresenta: “la nostra azienda nel ragusano può contare su circa 100 ettari, altri 100 li amministriamo fra affitti e occupandoci della raccolta. Come cultivar siamo produttori di Tonda Iblea, ulteriori varietà vengono invece acquistate da altre province siciliane. Sono 6 le cultivar di cui ci occupiamo: Tonda Iblea, Moresca, Biancolilla, Nocella del Belice, Nocella Etnea e Cerasuola.

La nostra produzione, pur contando due etichette blend si concentra maggiormente sui monovarietali.”

Tra le molteplici ed eccezionali etichette di cui Frantoi Cutrera può fregiarsi, ce n’è una che si discosta da tutte le altre, sto parlando di “Mille”, prodotto di straordinaria unicità.

“Mille è nato per gioco, circa 15 anni fa – racconta Cutrera – figlio degli olivastri selvatici che popolano le colline di questa in zona. Dalle prime analisi eseguite dopo l’estrazione, abbiamo compreso come il dato relativo ai polifenoli presenti in questo prodotto fosse superiore a mille, da qui l’evocativo nome. 

Per l’azienda non è rappresentativo come numeri, ma ne racconta comunque il prestigio; mi piace inoltre pensare che si possa considerare il primo olio che l’umanità abbia iniziato a consumare.”

Cutrera però è un’azienda che evolve e si evolve, proprio di recente è stato inaugurato il nuovo frantoio, un progetto ambizioso e: “il coronamento di un sogno nato nel lontano 1978, anno in cui mio padre inizio il lavoro nel primo frantoio. Siamo molto soddisfatti del risultato – incalza Cutrera – anche perché i feedback positivi arrivano da esperti del settore.”

Ma non solo il nuovo frantoio, perché Salvatore ha da poco dato il via a un nuovo illustre progetto: “Abbiamo creato un Parco della Biodiversità dell’ulivo, un’idea del tutto spontanea. La prima pianta è stata messa a dimora da Oscar Farinetti; ora provvederemo a piantare in questo territorio le cultivar più rappresentative d’Italia, parliamo di circa 150 specie diverse.”

Una grande responsabilità quella del Parco della Biodiversità, promossa da una grande azienda anche per quel che concerne i volumi di produzione e vendita: “Annualmente produciamo un milione di bottiglie e l’80% del nostro mercato è rappresentato dall’estero con Germania, Inghilterra, Usa e Canada fra tutti. Non mancano poi l’Oriente, rappresentato soprattutto da Giappone e Corea.”

Dalla Sicilia risaliamo verso la Toscana, ad attenderci Giorgio Franci, direttamente dalla splendida cornice della Val d’Orcia. Patron di Frantoio Franci, Giorgio è persona rigorosa e competente che non fa mistero del suo lato “passionale” verso l’olio Evo.

“Penso che produrre l’eccellenza – afferma Franci – sia l’unica strada che abbiamo per portare avanti la nostra filosofia del lavoro. L’eccellenza ci stimola, gratifica; stiamo parlando di un qualcosa non solamente legato ad un risultato commerciale, noi ci teniamo a produrre qualcosa che sia identitario del nostro territorio. Questa zona risulta così affascinante non solo grazie alla natura, bensì anche attraverso il lavoro dell’uomo: le coltivazioni, la ricerca di equilibri. Il nostro è un lavoro che si porta dietro passioni e significati profondi, ecco perché ci sentiamo tanto stimolati.

Quello in cui opera Franci è un territorio di esagerata bellezza, una tavolozza di colori caldi, morbidi, risvegliati da verdi ettari di olivi.

“I nostri uliveti si trovano tutti nelle vicinanze della sede aziendale: 36 ettari (in affitto a lungo termine) nel comune di Montalcino; poi ne abbiamo altrettanti nel grossetano, prevalentemente sulle colline di Montenero d’Orcia. Non mancano anche esemplari secolari di Olivastra Seggianese, una tipica cultivar locale, che sono posizionati alle pendici del Monte Amiata.”

Frantoio, Moraiolo, Olivastra Seggianese e Maurino, sono soltanto alcune delle cultivar su cui la famiglia Franci ha deciso di puntare. Da queste autentiche “cantastorie” del terroir, prendono vita oli di qualità eccelsa, capaci di posizionarsi al vertice della produzione italiana.

Un prodotto che mi ha sinceramente incuriosito, fa parte della linea “Delicate” e porta il nome di “Bella”.

“Bella nasce dalla Bella di Cerignola, cultivar a duplice attitudine. È caratterizzato da una elevata flessibilità, trasversalità e piacevolezza. Porta in dote un grazioso sentore di pisellino, note dolci, di baccello fresco. Risulta semplice da codificare, anche per i palati meno allenati, non a caso è risultato l’olio più apprezzato nelle fiere a cui abbiamo partecipato.”

Dopo un racconto così appassionato da parte di Franci, c’è da chiedersi quale sia la mission dell’Azienda, l’obiettivo a cui tende una realtà così consolidata nel panorama gastronomico mondiale:” “Sicuramente il nostro fine è quello di rendere questo mestiere più sostenibile e produrre un olio che porti piacere in tavola. Non possiamo permetterci però di dimenticare o rinnegare quelle che sono le nostre radici, come per esempio le piante più antiche, bisognose di maggiori cure e attenzioni.”

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