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ProWein di Dusseldorf, fiera del vino tra le più importanti del mondo, racconta il vino

Nell’anno del 25° anniversario della kermesse si tirano le somme che il direttore della ProWein Marius Berlemann espone con sentimento di orgoglio e di fiducia verso il futuro. La prima edizione della fiera risale al 1994, quando contava solo 321 espositori da 8 Paesi limitrofi. Il suo format, tuttavia, che vede coinvolti soprattutto gli operatori del settore commerciale, è risultato fin dalle prime edizioni molto convincente, facendo partecipare sempre più produttori, così che, nell’ultima edizione, la fiera ha contato 6.800 stand da 64 paesi del mondo, con l’Italia cresciuta di quasi 60 volte diventando il principale paese partecipante. La maggior parte dei 60000 visitatori, prevalentemente del settore di ristorazione, distribuzione e vendita, vengono dall’Europa, anche se nei Top 10 ci sono anche visitatori americani, russi e canadesi. Ma ProWein salta i confini europei e vola a conquistare i nuovi mercati attraverso ProWine China e ProWine Asia, adocchiando il subcontinente indiano come nuovo potenziale obiettivo del futuro prossimo. E a proposito del futuro, è stata svolta un’indagine sulla base di un sondaggio tra 2300 esperti del vino, riguardante mercati internazionali del vino, tendenze di mercato e sviluppo delle vendite on-line. Il più interessante mercato del mondo risulta essere la Cina, seguita da Giappone, Hong Kong, Scandinavia, USA e Canada. Tuttavia, nell’ultimo anno si è registrato un crescente interesse verso la Russia ed il Brasile, mentre il più alto potenziale di crescita nei prossimi cinque anni si aspetta da Singapore, Repubblica Ceca e Taiwan. Stabili sono la Francia e l’Italia, mentre la Gran Bretagna perde la sua attrattività a causa sia della sempre crescente imposta sull’alcol e delle forme di vendita al dettaglio locali con i discount, sia delle incertezze economiche e legali legate alla Brexit.

Per quel che riguarda le vendite online, sia i produttori che i commercianti prevedono un suo ulteriore incremento, anche se gli esperti riconoscono che la vendita online di un prodotto sofisticato quale è il vino richiede soluzioni più adatte dal punto di vista emotivo che sono diverse da quelle degli altri prodotti. I commercianti specializzati del vino concordano sul fatto che il funzionamento di un negozio online sia molto costoso e che la comparabilità dei prezzi su internet porterà ad un’ulteriore calo dei profitti, mentre i produttori non sono ancora veramente altrettanto consapevoli delle spese del marketing online.

Diverse le tendenze e le novità al centro dell’edizione 2019, che vedrà tra i partecipanti anche 400 produttori di liquori e 40 maison dello Champagne presenti con oltre 150 etichette nella Lounge dedicata. Vengono introdotte anche la nuova cultura dell’aperitivo “No Waste” e interessantissime iniziative come “Vini d’altura”, “Same but different” sulle bevande artigianali (birre, liquori e sidri), ProWein Forum con diversi tasting, Organic Lounge dedicato ai vini biologici e tanti eventi serali targati ProWein goes City che si svolgeranno in 60 location sparse per la città ospitante.

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