Popoli Pop Cult Festival: a Bagnara di Romagna, un festival che crea connessioni: l’arte e il buon cibo come strumento per abbracciare la multiculturalità

Popoli Pop Cult Festival. Far coesistere le proprie radici con il seme della diversità non è sempre un passaggio scontato; ne abbiamo quotidianamente la riprova accendendo la televisione o sfogliando le pagine di un quotidiano (sia cartaceo che online).

I tempi correnti ci raccontano di fucili, razzi, carri armati: strumenti di morte messi in mano a giovani, “bombardati” da propagande belliche da parte di tronfi personaggi intrisi di xenofobia.

Checchè se ne dica, abbracciare ciò che da noi differisce, vivere esperienze fuori dagli orizzonti abituali, risulta prezioso cibo per la mente e l’animo.

Nella bassa romagnola, tra sconfinate pianure e filari di pioppi, sorge Bagnara di Romagna (RA), paese di poco più di 2000 anime, annoverato da anni nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Una suggestiva rocca (con annesso fossato ora non più utilizzato) dal quale si diramano caratteristiche stradine che portano alla piazza centrale. Proprio queste stradine, dal 26 al 29 giugno, verranno illuminate dalla joie de vivre di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. 

Il motivo? La diciassettesima edizione di Popoli Pop Cult Festival.

Popoli: il pianeta in un borgo

Come vi accennavo poc’anzi, sono circa 2000 gli abitanti che animano la vita di Bagnara di Romagna, numero che abitualmente decuplica nell’ultimo weekend di giugno, proprio per la presenza della ormai collaudata kermesse. 

Chiamarlo festival gastronomico sarebbe estremamente riduttivo: Popoli è crogiolo di culture, un punto di incontro per popolazioni provenienti da ogni latitudine del pianeta.

Albania, Angola, Argentina, Armenia, Australia, Belgio, Brasile, Camerun, Cuba, Filippine, Francia, Giordania, Georgia, Germania, Grecia, Libano, Marocco, Messico, Perù, Romania, Spagna, Thailandia, Chaiaphum (nord-est della Thailandia), Vietnam: questi i paesi che faranno diventare Bagnara capitale del mondo per un fine settimana.

Il linguaggio di Popoli 

La peculiarità di Popoli Pop Cult Festival è quella di tuffarsi appieno nella diversità, che sia di linguaggio, di usi, di costumi, di gastronomia: un tripudio di idiomi, di coloratissimi abiti danzanti, di musiche etniche, di preparazioni culinarie a noi sconosciute.

Spesso non si parla la stessa lingua, ma si trova una connessione più immediata, ancestrale, fatta di gesti, sguardi, sorrisi. 

Qui la forza di Popoli, una vetrina che ogni Stato può utilizzare per mettere in mostra il proprio bagaglio culturale.

Il concorso gastronomico

Durante la serata di sabato 28 giugno, si svolgerà l’attesissimo concorso gastronomico, una sfida in cui ogni nazione presenterà a una giuria di esperti del settore, una preparazione capace di raccontare le radici e la cultura del proprio territorio.

Per ogni annata il focus viene incentrato su una diversa macro zona del mondo; quest’anno sarà il turno del Magreb, una vasta regione dell’Africa settentrionale che rappresenta un importante punto di connessione tra il deserto del Sahara e le acque del Mediterraneo. Un’area ricca di storia, cultura e potenziale economico, il Magreb gioca un ruolo cruciale come crocevia di scambi e opportunità.Particolare attenzione sarà riservata al Marocco, paese protagonista in questa visione.

Info utili

Per ulteriori informazioni troverete, in calce all’articolo, il sito web di Popoli Pop Cult Festival, dove, parallelamente al concorso gastronomico, potrete reperire curiosità sulla kermesse, oltre che l’elenco delle mostre e attività che animeranno questa edizione 2025.

Chi vi scrive farà parte della giuria per il concorso gastronomico, quindi… ci vediamo sabato!

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