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Podere Forte, grandi vini iconici, ma non solo, nella tenuta dell’imprenditore

Dal 1997 Pasquale Forte ha scelto le sinuose colline di questo lembo di Toscana per realizzare il suo sogno, Podere Forte che è esempio di sostenibilità ambientale.

L’incontro con i vini di Podere Forte è avvenuto presso l’Enoteca da 8tto a Senago, in provincia di Milano. Qui Giovanni Mazzoni, direttore commerciale, dopo un’introduzione sulle origini, sulle importanti figure che hanno supportato il suo fondatore, ci ha coinvolti in un racconto avvincente, seguito dalla degustazione dei vini più rappresentativi.

“Il giorno – afferma Forte a chi visita il Podere per la prima volta – in cui misi piede in questo luogo, il primo passo mi fece vedere la meraviglia per la bellezza disarmante del posto, il secondo la visione del divenire. Così questo Podere divenne la base per il mio ritorno alle radici, ristabilendo le fondamenta delle origini della mia famiglia che coltivava la terra in Calabria sin dalla fine del 1700. In onore alla tradizione ho dato, a questo luogo, il nome di Podere Forte”.

Nella sua scelta è stato confortato da un team costituito da Luigi Veronelli, Attilio Scienza e Donato Lanati, quest’ultimo tutt’ora enologo consulente. Un altro riferimento importante del Podere sono le figure di Lydia e Claude Bourguignon, lei biologa, lui ingegnere agronomo, studiosi del suolo e fondamentali nelle loro analisi dei terreni di tutto Podere Forte, stabilendo così quale fosse il più adatto per la vite e quali varietà piantare, quale lo fosse invece per l’ulivo.

Sin dall’inizio Forte ha voluto fare del Podere un sistema, una fattoria polivalente, un connubio integrato tra tanti sistemi. Il vino è il prodotto principale, seguito dall’olio, dal miele, con circa 270 ettari di seminativi, dove si coltivano antichi grani come Senatore Cappelli, il farro.

Fattore complementare è l’allevamento con 40 capi di Cinta Senese, 20 capi di Chianina, tutti nutriti con prodotti biodinamici concimati con il compost utilizzato per tutte le coltivazioni agricole e trasformati dalla famiglia Spigaroli in pregiati salumi.

Podere Forte è pertanto un sistema integrato ecosostenibile: il 60% dell’energia è autoprodotta, oltre al recupero pressoché totale di tutte le acque grazie a un impianto idrogeologico che fa confluire anche l’acqua dei tetti e delle strade in tre laghi artificiali che permettono di abbeverare gli animali, annaffiare il giardino e le barbatelle nei primi anni qualora fosse necessario.

L’ambiente dove crescono le uve rispetta la biodiversità grazie alla coltura prossimale di uliveti, cereali, la presenza di boschi, pascoli e arnie per l’apicoltura che garantiscono l’impollinazione dei fiori e la migrazione dei lieviti autoctoni sulle bucce degli acini.

Al Podere, sviluppato oggi su 500 ettari, dal 2004 è stato avviato il processo di certificazione biologica, completato nel 2008, anno in cui è iniziata la conversione alla biodinamica che ha richiesto altri 3 anni e ha portato la certificazione Demeter. Lo sono i vini, l’olio extra vergine, la semola integrale, mentre sono BIO il miele e la pasta. Una parte di 250 ettari si trova tra Pienza e San Quirico, dedicata al seminativo.

L’altro lotto di 250 ettari si trova a Petrucci, davanti a Montalcino, dove il fiume Orcia separa le denominazioni Orcia appunto e Montalcino. I terreni sono posti ad altitudini che variano da 350 a 600 metri, dove spira una brezza continua, con escursioni termiche di 20 °C tra dì e notte.

La ricerca di dove posizionare i vigneti, la preparazione dei suoli sono state impostate secondo un recupero dell’essenza toscana, valorizzando le millenarie pratiche enoiche della regione e portando all’eccellenza il vitigno autoctono della Val d’Orcia: il Sangiovese, da cui viene realizzato anche un Metodo Classico Blanc de Noir, seguito dal Cabernet Franc. Sono poi importanti il Cabernet Sauvignon, il Merlot, mentre gli ettari più recenti sono impiantati con varie varietà a bacca bianca.

Dei 24 ettari vitati solo 13 sono in produzione. È stata identificata un’altra dozzina di ettari vocati e l’intenzione è di arrivare a 35 di vigneto in 10 anni. In campagna sono utilizzati i migliori mezzi tecnici, i più avanzati, performanti, a volte quasi sperimentali nel rispetto più totale della natura per aumentare la vita nel suolo.

A Podere Forte la vendemmia avviene soprattutto per i vini più importanti in tre passaggi: dai primi grappoli raccolti in anticipo, al 60% della massa, per finire con i restanti finalmente maturi.

A oggi sono prodotte circa 40-50 mila bottiglia all’anno. Si tratta di produzioni limitate con rese molto basse, frutto di una grandissima selezione.

I Bourguignon hanno fatto un’ulteriore classificazione dei suoli in base alla composizione dividendoli in Grand Cru e Premier Cru. Nei primi le rese sono bassissime, e i vini qui prodotti sono profondi, complessi, strutturati. I vini Premier Cru, ossia Petruccino e Villaggio, sono più pronti. 

A Petrucci si trova la cantina edificata nel 2002 composta di 5 piani, di cui solo due in superficie, gli altri ipogei. Le uve, dopo la vendemmia selettiva, giungono al piano più alto della cantina per essere attentamente selezionate su nastri scorrevoli. La prima cernita avviene sui grappoli per osservazione e comparazione.

Se il grappolo non risponde ai requisiti, viene scartato, divenendo così un goloso pasto per le cinte senesi. Tutti i nastri di selezione sono dotati di un sistema di lavaggio ed asciugatura continuo, per eliminare le impurità e impedire la proliferazione di microrganismi.

Il passaggio successivo della fermentazione avviene in modo spontaneo, in tini tronco-conici e nei tempi che ogni vino richiede. La svinatura avviene per gravità e il vino è trasferito in barrique, tonneau e botti di legno di vario taglio scelti in base a ogni vino prodotto. 

Dopo tutte queste specifiche, importanti per evidenziare l’estrema cura sia in campagna che nei vari processi di vinificazione, oltre al racconto di Giovanni Mazzoni, la degustazione dei tre Grand Cru è stata davvero emozionante e in cui assolutamente si percepisce la cura maniacale in ogni passaggio riuscendo al tempo stesso a trasmettere la realizzazione del sogno di Pasquale Forte!

I tre Gran Cru di Podere Forte: presentazione e degustazione

Petrucci Anfiteatro Orcia DOC 2016

Nel 2008 nasce Vigna Anfiteatro, da vigne ad alberello, a 460 metri d’altitudine, in un contesto di caratteristiche uniche sia pedologiche che microclimatiche. Il vigneto di Sangiovese è lavorato con pratiche biodinamiche. Vinificato come unico Cru in un tino di rovere francese da 110 quintali appositamente studiato per Vigna Anfiteatro dove il mosto macera sulle bucce per 32 giorni, seguiti da una fermentazione malolattica spontanea.

Affina poi in barrique di rovere francesi da 228 litri e tonneau da 600, di primo e secondo passaggio per 18 – 20 mesi L’affinamento in barrique di rovere francesi da 228 lt e tonneau da 600 lt, di primo e secondo passaggio per 20 – 24 mesi. Matura poi in bottiglia minimo per altri 24.

A un rubino profondo segue un naso complesso e intenso di arancia rossa, poi un soffio balsamico, un tocco di rosa seguito da frutti piccoli e a chiudere spezie in secondo piano. All’assaggio svela la sua struttura seguita da tannini levigati equilibrati dalla freschezza, un ottimo equilibrio, intensità, con un retrogusto venato da note di arancia rossa, frutta piccola e a chiudere un tocco balsamico.

Petrucci Melo Orcia DOC 2016

Nel 2003 nasce Vigna Melo, che dall’alto dei suoi 525 – 541 metri, domina l’intera proprietà. Il vigneto di solo Sangiovese con viti ad alberello, su suoli con scisto fessurabile affiorante, con presenza di argille – che donano al vino più opulenza – gode di un suolo e di un microclima unico.

Distante solo 200 metri da Anfiteatro è lavorato biologicamente e con pratiche biodinamiche. Vinificato come unico Cru in un tino di rovere francese con fermentazione spontanea, con tempi di contatto sulle bucce sino a 35 giorni. Matura in botti di rovere francese, per 22 – 24 mesi, a cui seguono minimo un affinamento per altri 24 in bottiglia. 

A un rubino profondo, come il vino precedente, segue un naso complesso, intenso che apre sulla frutta piccola, poi il tocco di arancia rossa, poi un soffio minerale di pietra focaia, poi di rosa e a chiudere spezie in secondo piano.

In bocca svela la sua struttura, la sua suprema eleganza, con tannini levigati equilibrati da una decisa freschezza, un ottimo equilibrio, con un retrogusto venato da note di arancia rossa, frutta piccola, di balsamicità avendo un finale davvero molto molto lungo e restando così davvero emozionante!

Guardiavigna Toscana IGT 2014

Dal nome della piccola torre di guardia posta nel punto più panoramico del Podere, Guardiavigna è un vino biologico e biodinamico, certificato Demeter dall’annata 2011, diventato dal 2016 espressione unica di Cabernet Franc. In questo millesimo è composto da Cabernet Franc 45%, Merlot 44% e Petit Verdot 11%.

Il vigneto è piantato ad alberello, lavorato biologicamente e con pratiche biodinamiche. Le fermentazioni avvengono spontanee in tini di rovere francese con macerazioni differenziate per ogni vitigno con tempi di contatto sulle bucce sino a 35 giorni.

Dopo la malolattica in botti di rovere francese quindi il vino matura in barrique di rovere francese di primo e secondo passaggio da 225 e 228 lt, dove il vino matura per circa 20mesi prima dell’assemblaggio finale. L’affinamento in bottiglia dura altri 15 mesi. All’esordio ha un rosso granato

per poi passare a un naso di rara intensità che prima ha note di tabacco alternate al sottobosco, con note di eucalipto, ginepro, resina per sfumare sui frutti piccoli maturi tra cui ribes nero, mirtillo, marasca, su un finale speziato ebalsamico.

All’assaggio è intenso, elegantissimo con tannini setosi, equilibrati sia dalla freschezza che da un tocco salino, per poi chiudere molto lungo con un ritorno balsamico.

In paragone l’annata 2016, da solo Cabernet Franc, aveva nella degustazione olfattiva oltre alla frutta piccola note di radice di liquirizia, erbe aromatiche, cenni di sottobosco,

erbe aromatiche, spezie e sfumature balsamiche. Strutturato, con una trama tannica ben integrata equilibrata dalla freschezza, per poi arrivare a un finale molto persistente.

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