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Un incontro milanese, con abbinamenti e chef d’eccezione, mette in luce i valori dell’azienda siciliana, all’insegna di innovazione, imprenditorialità, amore e rispetto del territorio

Un’ottima occasione d’incontro fra vino e cibo: una tavola gourmet, allestita a quattro mani dagli chef siciliani Pino Cuttaia, due stelle Michelin e Angelo Pumilia, executive alla Foresteria di Casa Planeta.

L’appuntamento, svoltosi presso il ristorante Uovo di seppia, ci ha consentito di conoscere (e ri-conoscere) le nuove scelte di Planeta, in un contesto di alta cucina che ha regalato non poche emozioni.

L’azienda vitivinicola siciliana, il cui nome è legato al grande Diego Planeta, che dedicò tutta la sua vita alla valorizzazione e all’emancipazione della produzione della viticoltura siciliana di eccellenza, ha chiamato a raccolta la stampa di settore più autorevole.

Obiettivo: raccontare nel dettaglio -attraverso una degustazione mirata di diverse etichette -lo stato dell’arte che contraddistingue oggi la grande cantina di Menfi. Una realtà che vede confluire in un unico progetto diverse identità produttive, differenti stili produttivi e territori.

I vini degustati a Milano, presentati da Santi e Alessio Planeta, insieme a Francesca, figlia di Diego, raccontano la visione innovativa dell’azienda, accompagnata a una sapiente differenziazione produttiva che caratterizza la visione della famiglia.

Il Serra Ferdinandea Rosé 2021 Sicilia Doc ha accompagnato, con la sua, intensa, fine eleganza, il Tiepido di mare di Pino Cuttaia: un vino dallo stile delicato e forte allo stesso tempo (caratteristica non così comune per i vini rosati), il cui colore tenue, l’attacco gentile, i contorni stilistici netti hanno accompagnato il piatto del bistellato Pino Cuttaia.

Le due portate successive, la iconica, magica, Pasta con le sarde di Pino e il Croccante di spatola di Angelo Pumilia, due portate che hanno goduto di un pairing eccellente, con lo Chardonnay Didacus 2020 Menfi Doc, dove Didacus (nome medioevale di Diego, con cui talvolta veniva chiamato il patron, mancato due anni fa) ha regalato emozioni senza fine: iconico, elegante, dallo stile netto e rigoroso, con un’impronta olfattiva che ben esprime il vitigno e con, al palato, sensazione piena e rotonda di estrema gradevolezza.

I piatti successivi hanno visto protagonista il Didacus, stavolta in versione rossa: un Cabernet Franc 2018, il vitigno “più mediterraneo dei bordolesi”, per usare le parole di Diego Planeta: un grande vino, destinato a un lungo invecchiamento, in cui tannini freschi e vellutati garantiscono ampia e strutturata beva.

Il pairing è proseguito con il Santa Cecilia 2011 Noto Doc, vino di punta di Planeta, 100% Nero d’Avola: un concentrato di potenza, equilibrio, sicilianità pura. I formaggi, il Fiore Sicano e la Tuma persa sono stati poi abbinati al Solicchiata 2014 Sicilia Igt, uvaggio bordolese in piena regola, Cabernet Franc 60%, Cabernet Sauvignon 20%, Merlot 20%. Un vino dal profumo intenso, speziato, fruttato, con spiccate note balsamiche. Pieno e potente, con tannini maturi che lo rendono armonico e con un finale lungo e persistente.

Che dire? Un vino meglio dell’altro, a conferma di un lavoro meticoloso su terreni, vitigni, varietà, zone produttive. Con i suoi 386 ettari vitati e 2,4 milioni di bottiglie prodotte in sette cantine dislocate in cinque territori (Menfi, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo), oltre 150 ettari di oliveto, ben cinque strutture dedite all’ospitalità e ai wine tour, Planeta è oggi uno dei più importanti player della scena vitivinicola siciliana.

Una storia di diciassette generazioni, una filosofia imprenditoriale, spontaneamente e storicamente orientata al rispetto dell’ambiente. Una cantina che considera il mondo agricolo come espressione massima della generosità e della bellezza della natura, trattata con una profonda conoscenza delle tecniche di coltivazione e di valorizzazione della biodiversità che si tramandano da secoli e che sono state sintetizzate nel protocollo Planeta Terra, un insieme di pratiche agronomiche e comportamentali votate alla tutela dell’ambiente e alla promozione di un concetto olistico di agricoltura.

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