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Osteria Ricci – Dal 1966 porta la Puglia e i suoi sapori a Milano

Osteria Ricci – Dal 1966. A Milano arriva l’evento che inaugura un nuovo posto dove poter vivere attimi di felicità. Perché sì, la Puglia da felicità. Il sole caldo e avvolgente di quella terra brilla negli occhi di Antonella Ricci e nel Mediterraneo di Vinod Sookar. Ecco l’emozione raccontata a So Wine So Food.

Aprire a Milano e portare il sole della Puglia, perché questa scelta?

È un bel modo per unire due regioni che lo sono in realtà da sempre. Mi sarebbe sempre piaciuto avere questo piede a terra a Milano. Questo è stato il momento giusto, secondo me la pandemia ha aperto anche nuovi scenari e una possibilità di lavoro differenti da quelli di una volta.

Un arredo che richiama il calore e la rilassatezza di casa. Troveremo questa sensazione anche nei piatti?

Sì! Ho voluto fortemente una osteria. Ed è questo che mi collega non solo alla tradizione culinaria più tipica pugliese, ma mi collega anche al lavoro svolto dai miei genitori che nel ’66 aprirono la prima osteria a Ceglie Messapica. Voglio che la gente si senta a casa anche nel profumo dei piatti di stampo contemporaneo ma di matrice tradizionale.

Contemporaneo, quindi tanta ricerca e materia prima. Qual è l’ingrediente che in questo che la sta affascinando?

Ortaggi e verdure sicuramente, ma in questo momento soprattutto la semola rimacinata di grano duro e i vari grani antichi recuperati, in generale tutto quello che è panificazione.

Una pugliosità milanese, lo possiamo dire?

Sì! Ma una pugliosità anche mediterranea, io mi trovo in questo posto e voglio anche giocare e divertirmi, non voglio essere fossilizzata e osteria mi da quel senso di possibilità.

Ha detto una cosa interessante associando Mediterraneo e gioco, come gioca con il Mediterraneo?

È una cosa che faccio spesso con  Noi siamo una coppia nella vita e in cucina già da tantissimi anni. Abbiamo imparato a giocare con i sapori perché altrimenti due cuochi in una cucina è un po’ difficile. Noi mettiamo il gioco a servizio della nostra espressione.

Tanta Puglia anche nel calice…

Abbiamo voluto coinvolgere tutto il bello della Puglia in una ventata di fresco entusiasmo.

Coppia nella vita e in cucina, Chef Antonella Ricci e Vinod Sookar inaugurano Osteria Ricci – Dal 1966. La Puglia di Ceglie Messapica arriva a Milano e tutto all’ombra dello storico “fornello” di famiglia che per tanti anni è stato insignito della prestigiosa stella Michelin.

Questo desiderio è diventato realtà grazie al felice incontro con Massimiliano Paradisi e Marco Postiglione, soci fondatori di Ricci Osteria, dove Massimiliano sarà presente quale padrone di casa ad accogliere gli ospiti, mentre Marco resterà il socio dietro le quinte.

Il menù di Osteria Ricci

Una cucina concreta, eseguita con ingredienti di produttori locali, che rappresenta bene l’intesa vincente di Antonella e Vinod, coppia nella vita prima ancora che professionale. A loro e al giovane resident chef Francesco Bordone, il compito di far vivere in tavola ai milanesi i colori e sapori delle loro terre.

La scelta è stata quella di una carta agile, con un ventaglio di piatti capaci di far viaggiare in Puglia (come nelle Orecchiette di semola rimacinata fatte a mano e condite ai tre pomodori Regina, Tombolone e Fiaschetto, o nei Laganari – formato di pasta lunga – nella versione ai crostacei con datterino giallo, limone e peperoncino) ma anche di spaziare oltre e far vivere la personale cucina mediterranea dei due chef (come accade nella fresca Tartare di vitello condita con salsa Pimà, creazione di Vinod a base di peperoncino, lemon snack dalla scorza edibile e peperone rosso di Policoro).

Gli antipasti sono un inno al territorio: dal “Sole di Puglia” (antipasti misti caldi e freddi, secondo mercato: fiori di zucca fritti farciti con ricotta; capocollo e formaggi di latte vaccino; la frisella con i pomodorini; la parmigiana di melanzane, olive verdi e carciofi sott’olio, ma anche le carnose olive di Cerignola o le spaccatelle con ricotta forte e buccia di pomodoro essiccata) al Tagliere di salumi stagionati e formaggi di latte vaccino e caprino (senza dimenticare che Vinod originario delle Mauritius ma da 24 anni in Italia, è uno dei Maestri affinatori del Capocollo), sino alla classica Burrata di latte vaccino da condividere, accompagnandoli con taralli e pizza barese fatta in casa.

Pesce e carne (Misto di agnello arrosto, bombette di maiale e rotolo di salsiccia) si alternano al vegetale viaggiando dalla tradizionale Purea di fave essiccate al sole, battuto all’olio extra vergine, verdura di stagione, cipolla rossa in agrodolce e peperoni friggitelli, all’insalata idroponica coltivata dagli chef proprio a Ceglie.

E nel bellissimo sorriso di Antonella Ricci, oltre all’entusiasmo ci riempie anche della sua speranza  e aspettativa che noi di So Wine So Food le auguriamo di soddisfare.

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