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Orco di Varese rimane, dopo più di un secolo, assoluta eccellenza nel campo delle salse. Un Made in Italy che convince, all’insegna della qualità senza compromessi.

Una storia ricca di passione, tenacia e di amore verso i propri prodotti. Un cammino ultracentenario votato alla continua evoluzione senza mai rinnegare le proprie origini, anzi, valorizzandole e proteggendole dall’imperituro scorrere del tempo. Quella di Orco è una favola che resiste ormai da 110 anni, da quel lontano 1911 in cui l’imprenditore elvetico Federico Thomy fondò l’azienda alle porte di Varese. Da li, una rapida ascesa nell’universo delle salse; una crescita esponenziale, mai affievolita nemmeno dagli eventi bellici della prima metà del ‘900.

Qualità senza compromessi e una comunicazione diretta e ruggente fin dagli albori, hanno portato l’azienda ad essere un vero e proprio monumento del comparto salse italiano.

Dal 1982 Orco passa nelle mani della famiglia Corno e proprio dalla gentilissima Claudia Corno ci siamo fatti raccontare l’evoluzione di questo storico marchio.

Come ci si sente dopo quasi quarant’anni ad essere leader di un marchio che ha scritto e scrive tuttora la storia delle salse in Italia?

“Ci si sente sicuramente molto responsabilizzati, come è giusto che sia. Ci consideriamo quasi degli highlander; un’azienda con un marchio storico ancora in mani familiari e italiane è veramente una rarità. Purtroppo siamo sempre meno ma come tutte le attività aventi le nostre caratteristiche abbiamo un grande spirito di resistenza e di resilienza. Riuscire poi a “combattere” contro alcuni colossi internazionali ci riempie di responsabilità ma anche di entusiasmo. Dopo tanto tempo ancora prosperiamo nelle cucine e nelle dispense degli italiani, ciò significa che ancora è presente una forte relazione ed empatia con il consumatore. Questo è veramente un grande orgoglio per noi.”

Come ha fatto Orco ad evolversi nel tempo e a rimanere una delle principali scelte per il consumatore?

“Sicuramente grazie alla serietà, alla coerenza e alla fedeltà che abbiamo verso il consumatore. Con noi non ci sono sorprese, non c’è doppiogiochismo, bensì dialogo e affidabilità. Proponiamo i nostri prodotti con le ricette storiche ab illo tempore. La nostra costanza nella qualità, in barba alle mode e alle oscillazioni di prezzo degli ingredienti, è una chiave decisiva affinché il consumatore ci cerchi, ci scelga, ci voglia bene.

Succede anche che Il cliente si arrabbi con noi perché non ci trova; spesso infatti il filtro della distribuzione non premia le storiche aziende italiane. Questo nostro essere di nicchia ci rende comunque molto orgogliosi. L’idea di non diventare giganteschi, di mantenere una forte identità artigianale, di riuscire a batterci, con le nostre armi, contro i grandi colossi ci stimola.”

Secondo lei sta aumentando l’attenzione del consumatore verso la qualità del prodotto?

“In alcuni segmenti si, cioè in soggetti che hanno la possibilità di informarsi e che dispongono di una forte capacità di spesa; parliamo quindi di un segmento medio alto. Vi è invece un’altra fetta di popolazione che, a causa di ridotte capacità di spesa, purtroppo non raggiunge le nicchie perché spinto verso il mondo del discount.

Noi per ora agguantiamo la nicchia maggiormente attenta alla qualità; non pratichiamo il mondo dei discount. Ci piacerebbe però che anche questa realtà dia, almeno con promozioni one shoot, un pò di spazio alle aziende italiane; per noi sarebbe un grande volano di conoscenza, una possibilità di accedere ad una porzione di pubblico che non ci vede perché non ci trova. Quotidianamente mi batto perché il nostro prezzo sia coerente con il prodotto che offriamo. Ci piace essere il più  democratici possibile, anche se nel mondo delle salse la qualità gioca su pochi centesimi in quanto la “battuta di caccia” media si aggira su 1,50-2 €, non proprio una spesa da capogiro.”

Qual è il prodotto Orco di cui va più orgogliosa?

“Ovviamente la nostra leggendaria senape, indiscussa e storica protagonista dell’azienda.

È un prodotto che ha una sua unicità sia nella ricetta che nel processo di lavorazione, proprio per questo si smarca da tutte le senapi transalpine.

La nostra senape è caratterizzata da un blend fra due tipologie di semi, risulta molto delicata e fortemente aromatica per merito di una storica e segretissima miscela di spezie. L’alto residuo secco poi, la rende estremamente cremosa. Nel 1923, quando venne ricettata, la nostra senape fu indicata dagli alimentaristi dell’epoca come la senape dal gusto italiano, quindi una salsa non protagonista dei piatti come accade in Francia. In Italia le salse giocano il ruolo delle timide ma decise co-protagoniste delle ricette; come dico sempre io sono “la piccola differenza, dei tocchi di genio”.

Il nostro obiettivo è quello di far comprendere la poliedricità di questa salsa dalla storia antica ma dalle peculiarità moderne e avveniristiche: la senape è infatti vegana, senza glutine e povera di calorie.”

Quali sono le nuove sfide che attendono la vostra azienda? Dove si spinge l’occhio dell’Orco?

“L’occhio dell’Orco è sempre proiettato verso il futuro: con l’ingresso mio e di mio fratello l’azienda ha ricevuto un forte impulso creativo. Lui coordina il ramo di ricerca e sviluppo e con grande orgoglio riesce a farci lanciare quasi due nuove ricette ogni anno.

Obiettivamente osserviamo con molta attenzione i trend di mercato per cercare di comprendere gli scenari futuri, però metabolizziamo queste mode alla maniera di Orco, quindi con gli occhi di una azienda storica. 

La nostra storia spesso riesce a farci arrivare a prodotti veramente di livello stellare, è il caso della nostra tonnata che può vantare al suo interno il celebre cappero di Pantelleria. Sono più di quarant’anni che abbiamo una relazione preferenziale con l’isola siciliana e possiamo contare su questa gourmandise che ci viene contesa dai più grandi chef stellati italiani.

Quindi un occhio al futuro ma sempre con la forza della tradizione. Altro aspetto che mi preme sottolineare è la nostra serietà verso i prodotti, al fine di evitare che il comparto salse venga banalizzato. Siamo infatti strenui sostenitori del packaging in vetro, perfetto per questi prodotti acidi e ovviamente rivelatore: il vetro infatti non nasconde il contenuto come accade con gli squeezer, anzi, ne permette la visione al cliente.”

                                                                                                                                

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