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Terra da sempre poco considerata per la produzione di olio extravergine, la Romagna è invece patria di alcune fra le cultivar e gli oli più interessanti del panorama italiano

Nell’ampio quanto sfaccettato universo dell’olio italiano non sono molti i casi in cui alta quantità fa rima con alta qualità. Il nostro Bel paese è disseminato di piccole gemme grezze valorizzate da sapienti e visionari produttori che, con il duro lavoro, portano lustro al proprio territorio, rendendolo appetibile anche dal punto di vista turistico.

Pensate al grazioso comune siciliano di Bronte, diventato per bocca di molti capitale mondiale del pistacchio, oppure del lardo di Colonnata (MS), prodotto I.G.P che vede la sua peculiarità nella stagionatura della carne suina in vere e proprie conche scolpite nel celebre marmo di Carrara.

Come dimenticarsi poi di Taggia in Liguria, patria dell’ormai onnipresente Taggiasca che, tra olive da mensa, patè ed extravergine, arricchisce una buona fetta delle tavole italiane. 

Proprio l’olio extravergine sarà il protagonista di questo articolo, in particolare le cultivar e le etichette più significative della Romagna.

Pur essendo poco pubblicizzata e mediaticamente “divorata” dalla vicina Toscana, anche la Romagna può vantare un piccolo quanto eccellente comparto oleario: terreni ricchi, dolci e assolati pendii, condizioni pedoclimatiche ottimali e una quasi costante vicinanza alla sapida brezza adriatica sono solo alcune delle variabili che rendono l’olio extravergine romagnolo un prodotto d’eccellenza che meriterebbe senza dubbio alcuno maggior considerazione.

Partiamo dalle cultivar più diffuse, quelle che rappresentano lo zoccolo duro della produzione olearia romagnola come la Ghiacciola, appellata in tal modo per la grande resistenza alle fredde temperature invernali.

Dal faentino fino ai colli emiliani del bolognese, la Ghiacciola non spicca certo per ampia notorietà e per abbondanza nelle produzioni, si rivela però una cultivar di elevatissima qualità con un naso decisamente ampio che rimanda a erba appena falciata e un palato elegante e complesso con una persistente punta di agrumato e una piccantezza piuttosto profonda e duratura. L’azienda Terra di Brisighella (RA) propone un ottimo monovarietale “Ghiacciola”, cosi come il Claterna di Palazzo di Varignana, realtà luxury immersa fra i colli di Castel San Pietro Terme (BO).

Nella bucolica cornice della Valle del Senio e del Lamone, caratterizzata da impianti secolari, viene lavorata quella che risulta essere la regina delle cultivar romagnole, la celebre Nostrana di Brisighella. Note speziate e agrumate all’olfatto che lasciano spazio ad un palato molto intenso e strutturato, caratterizzato da carciofo, mandorla amara, erba falciata e una delicata foglia di pomodoro verde. Anche qui da sottolineare il Vagnano di Palazzo di Varignana, il Brisighello D.O.P di Terra di Brisighella, “l’Olio Evo di Brisighella D.O.P” di Tenuta Monte Mauro (RA) e la ”Selezione Alina” di Tenuta Pennita a Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC).

Varietà presente quasi in tutta Italia ma particolarmente ispirata in terra romagnola, tra la Valmarecchia e le colline del Savio è sicuramente il Leccino; un olfatto ampio, delicato ed elegante che evidenzia note di mandorla, carciofo ed erbe officinali. L’eleganza prosegue anche al palato con chiare essenze erbacee che permettono al Leccino di esaltare carni bianche e soprattutto preparazioni ittiche, tanto care a queste zone. Un monocultivar “Leccino” pluripremiato e di altissima qualità è sicuramente quello prodotto dall’Oleificio Pecci a Morciano di Romagna (RN), tre giovani e dinamici fratelli che hanno come obiettivo la qualità senza compromessi. Assolutamente degno di nota anche il Leccino di Oleificio Corazza, virtuosa realtà olivicola del riminese. 

Alla gentilezza del Leccino viene spesso contrapposta l’irruenza e la piccantezza del Frantoio. Sentori decisi sia all’olfatto che al palato ove regnano ricordi di cicioria, pepe, mandorla e carciofo. Una cultivar robusta per natura che trova sua la massima espressione nel “Frantoio” dell’Oleificio Pecci, anche questo premiato in molteplici concorsi.

Stretto parente del Frantoio è sicuramente il Correggiolo, una cultivar non troppo nota al di fuori della Romagna. Estremamente vegetale al naso, con nuance di mandorla amara, il Correggiolo si presenta decisamente strutturato al palato con note di carciofo, cardo, rucola, pepe e salicornia. 

Un monovarietale Correggiolo assolutamente da provare è la celebre selezione “Rodolfo” Etichetta Viola dell’Uliveto del Fattore a Montegridolfo (RN).

Il Correggiolo è, inoltre, alla base base del disciplinare per la D.O.P della zona, il “Colline di Romagna” caratterizzato da un vigoroso sentore di oliva al naso e un palato più ampio che fluttua tra foglia di pomodoro verde, carciofo e mandorla amara. Olio particolarmente interessante in questa categoria è il Colline di Romagna della storica azienda Lo Conte di Riccione (RN).

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