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Il food pairing con i cocktail è la strada che Lucio d’Orsi, barman del Hotel Majestic Palace di Sorrento, ha scelto di intraprendere. Ecco qualche consiglio per rendere speciali le vostre cene natalizie.

Estroso, vulcanico ed eclettico: sono solo alcuni degli aggettivi adatti a descrivere Lucio d’Orsi, classe 1979, General Manager del Hotel Majestic Palace a Sorrento. Dal suo arrivo nel 2010, lo storico hotel sorrentino si è arricchito di due veri e propri capisaldi del settore food&beverage internazionale: nel 2014 viene inaugurato il Don Geppi, ristorante gourmet stellato che fa del food pairing con i cocktail uno dei suoi cavalli di battaglia. 

Tre anni dopo, nel 2018, Lucio d’Orsi riesce a portare in Italia un brand mondiale come il Dry Martini, cocktail bar e autentico tempio della mixology, nato dal leggendario bartender Javier de Las Muelas.

Ma Lucio è prima di tutto un barman di talento. Proprio per questa ragione abbiamo deciso di farci consigliare qualche insolito abbinamento fra lievitati natalizi e cocktail, un tocco di  classe e originalità per rendere fresche e moderne le vostre cene sotto al vischio.

Com’è stata la ripresa post lockdown per le numerose attività del Majestic Palace?

“Per il Majestic Palace è stato un anno transitorio, abbiamo infatti deciso di non aprire al pubblico. Discorso diverso per quanto riguarda il Don Geppi e il cocktail bar Dry Martini: la stagione è iniziata gli ultimi giorni di giugno con qualche timore da parte della clientela, ancora inibita nel primo post lockdown. Da parte nostra c’è stato un grandissimo lavoro per quanto riguarda la sicurezza, quindi gli aspetti primari delle norme anti-covid. Avendo solo cinque tavoli e potendo  usufruire dello spazio esterno, abbiamo garantito un livello ottimale di sicurezza e di accoglienza, skills che ci hanno permesso di lavorare con ottimi risultati nei mesi di luglio e agosto.

Anche per quel che concerne il Dry Martini siamo stati bravi e fortunati: in terrazza non disponiamo di sedute composte da sedie e tavoli, ma solo divani e poltrone e questo ci ha permesso di avere un comfort non da poco soprattutto nei primi periodi dall’apertura”.

Cosa l’ha spinta a intraprendere questo nuovo percorso fatto di abbinamenti fra food e cocktail?

“Questa è una via che ho iniziato a percorrere già tantissimo tempo fa, chiedendomi, in quanto barman, il motivo per cui non si potesse pasteggiare con un cocktail al posto di un buon calice di vino. Da allora è iniziato un percorso di abbinamenti, seguendo una scala alcolica con diverse tipologie di cocktail da proporre. 

La volontà di mettere in abbinamento un cocktail al posto del vino nasce dalla voglia di essere protagonista di una cena intera e non solo di un aperitivo o di un fine pasto. Vendere vino, infatti, è commerciare un prodotto creato da una terza persona, trasmettendo emozioni, capacità e terroir di una determinata zona al cliente. Farlo con un cocktail significa invece creare delle personali sensazioni liquide da trasmettere all’avventore, riuscendo così a trasmettere sfumature difficilmente comunicabili in altro modo.

La volontà di creare un percorso diverso nasce quindi dall’esigenza di metter in mostra le capacità di un barman e di renderlo protagonista al pari dello chef”.

Ci stiamo avvicinando al periodo natalizio: quali stratagemmi pensa di utilizzare per non perdere il contatto con la clientela?

“Il Don Geppi, così come il Dry Martini hanno chiuso a fine ottobre per la pausa invernale. Proprio per evitare il completo distacco dai nostri clienti, abbiamo lanciato a partire dallo scorso anno, una linea di panettoni.

La peculiarità di questi lievitati sta nel fatto che l’abbinamento con il cocktail viene presentato in versione liquida, quindi da bere in pairing con il dolce, ma anche all’interno del panettone stesso vi è la presenza del cocktail texturizzato.

Il primo dei nostri panettoni vede come protagonista l’uva cilena, reidratata con Pisco Sour e l’aggiunta di Amaro del Chuncho. All’interno del lievitato vi è poi una crema di Pisco Sour in gel: al palato la parte grassa del panettone viene spazzata via dall’acidità del Pisco Sour e la parte dolce è data dall’Amaro del Chucho e dall’uvetta.

Proseguiamo poi il panettone ai frutti rossi abbinato ad un Wild Cosmopolitan, quindi un Cosmopolitan a cui viene aggiunto del succo di lamponi, preparato ovviamente da noi.

Infine proponiamo un panettone al cioccolato che abbiniamo a “Tesoro e Miracoli”, cocktail a base di Bourbon, liquore crema di cacao bianca, caffè, vaniglia e cardamomo, dedicato allo storico film “Operazione San Gennaro”.

Quali cocktail abbinerebbe a un classico pandoro?

“Al pandoro abbinerei un cocktail con base rum, passion fruit, sempre molto richiesto nel periodo natalizio, vaniglia, succo di limone e lime. Concluderei con una dose generosa di champagne, creando quindi un Drive Me Crazy, cocktail che ho presentato alla manifestazione “Un Mare di Champagne”. 

Il passion fruit dona aroma e al contempo mitiga la parte grassa del pandoro, le bollicine extra dry contrastano perfettamente la nota di zucchero a velo che storicamente ricopre questo lievitato”.

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