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Nella Sala Clemente del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo le firme dei Presidenti e la nascita del primo Istituto d’Italia a tutela del rosé

Mettiamo una x sul calendario. È il 27 marzo 2019. Un passo importante è stato fatto per il vino italiano. Ma, riprendiamo tutto dall’inizio. Siamo a Roma e siamo stati invitati al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. La nostra press conference si svolge al terzo piano di una sala che, dal 2017, ha una nuova denominazione: Sala Clemente. L’ambiente non è troppo grande e presenta su quasi tutta la sua superficie un enorme tavolo di legno per le riunioni, circondato da moltissime sedie. Presto le stesse vengono impegnate da un nutrito numero di giornalisti e, naturalmente, dai protagonisti dell’evento.

I volti un po’ tesi tradiscono tutte le emozioni: quello che sta per accadere ha, e avrà, un’importanza non da poco nel panorama del vino italiano, in particolare per il vino rosa (come lo chiameranno poi). E’ ufficiale: da oggi esiste l’Istituto del vino rosa autoctono italiano. Le aree più importanti, per questo tipo di produzione vinicola, del nord, del centro e del sud italia, si sono riunite. Davanti a noi, infatti, il neo presidente Franco Cristoforetti (numero uno del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino), Alessandro Luzzago (Consorzio Valtènesi), Francesco Liantonio (Consorzio di tutela vini Doc Castel del Monte), Valentino Di Campli (Consorzio di tutela vini Abruzzo), Damiano Reale (Consorzio di tutela vini Doc Salice Salentino) e Raffaele Librandi (Consorzio vini Cirò e Melissa), infine il Notaio a suggellare l’intesa.

La compagine vuole far risorgere un tipo di vino che, sul mercato italiano, rappresenta solo il 6%. “Non c’è una cultura del vino rosa in Italia” afferma Cristoforetti, “il nostro obiettivo è, negli anni a venire, lavorare ed impegnarci per diffonderla anche attraverso la ricerca”. “Le quote dei nostri vicini francesi, maggiori consumatori di vino rosa, sono intorno al 40%. Questa differenza è nelle abitudini dei consumatori che ne bevono addirittura di più del rosso. Vogliamo arrivare a percentuali di tutto rispetto negli anni. Ad oggi, tutti riuniti, raggiungiamo circa 22 milioni di bottiglie l’anno”. Infine, a sottolineare l’importanza di questa partenza, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’intervento, seppur breve, del Capo Segreteria Tecnica del Ministro Dott. Luciano Nieto con gli auguri del Ministro Gian Marco Centinaio.

Bhè è uscito un po’ di sole, ma è rosa!



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