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La cantina trentina punta sempre più verso l’alto. E chiude il cerchio della linea Musivum con un grande rosso, presentato durante un pranzo gourmet curato dallo Chef Peter Brunel

Un progetto, quello di Musivum, che ha visto completare la propria gamma con la presentazione di un grande rosso, un Teroldego d’eccellenza, destinato a valorizzare il territorio della Piana Rotaliana, terra tradizionalmente vocata a grandi bianchi ma anche “cuore” della produzione di vini rossi iconici e dal grande carisma. 

Caratterizzato da una incredibile maturità di frutto, questo Cru è una delle massime espressioni del Teroldego, allevato nel cuore del territorio di Mezzocorona, in una delle zone più vocate del Trentino. Presentato ieri dal board del Gruppo Mezzacorona al completo, questo vino rosso (vendemmia 2016, una delle migliori degli ultimi dieci anni) va ad aggiungersi alla prestigiosa gamma della linea Musivum, che vede Pinot Grigio, Chardonnay, Marzemino, Müller Thurgau, concepiti nell’ultimo triennio, nonostante l’emergenza pandemica.

Valorizzare il territorio e la sua unicità

Musivum, che in latino significa Mosaico, è un termine che ben rappresenta la complessità e le biodiversità che caratterizzano il territorio della Piana Rotaliana; da una veduta aerofotogrammetrica si notano molto bene tutte le “parcelle” che compongono i terreni vitati del territorio di Mezzocorona: un insieme di differenze che esprimono originalità e unicità dei singoli vigneti di origine delle uve, tra i più vocali in assoluto.

 

E, come ha sottolineato il Presidente del Gruppo Mezzacorona, Luca Rigotti, insieme al Direttore generale Francesco Giovannini, l’obiettivo della linea Musivum è “quello di esaltare la ricchezza del territorio attraverso un vero e proprio mosaico di vigneti che, per posizione, terreno, potenzialità, vanno considerati come delle pietre preziose, incastonate nel tessuto viticolo gestito dai viticoltori Mezzacorona”.

Da una attenzione ai dettagli che non ha uguali, sono così nati vini caratterizzati da una qualità che, se da un lato conferma lo “stile” Mezzacorona, dall’altro offre il valore aggiunto della unicità e originalità dei prodotti, realizzati all’insegna di rispetto dell’ambiente e, per usare un termine fin troppo abusato ma in questo caso veritiero, sostenibilità. 

Noi di So Wine So Food, presenti all’evento, abbiamo accolto con attenzione questa tensione continua verso la ulteriore crescita qualitativa della produzione, che segna un ulteriore passo della Cantina verso l’eccellenza produttiva. Una sorta di continuo upgrade che pone la Cantina stessa nel novero dei produttori di chicche eccellenti, che vanno a completare la gamma esistente di prodotti più tradizionali di Mezzacorona, realizzati da sempre con un occhio attentato al price for value e alla corrispondenza assoluta fra qualità e valore.

Entrare nell’alta ristorazione con prodotti adeguati

Come ha ribadito Stefano Fambri, Direttore di Nosio, la società di cui Mezzacorona fa parte, l’obiettivo (raggiunto) di Musivum “è di avere creato una collezione di vini pensati come omaggio al territorio, al fine di esprimere in modo compiuto fino a che punto può spingersi il livello di qualità che i nostri enologi hanno voluto e saputo raggiungere.

E anche di offrire all’alta ristorazione e ai suoi clienti più esigenti, grandi vini, posizionati all’altezza delle aspettative più ricercate.

Dopo il Müller Thurgau, il Pinot Grigio, lo Chardonnay Südtirol-Alto Adige della cantina di Salorno, il Gewurztraminer di Faedo, il Marzemino di Ala, immessi sul mercato dal 2019 a oggi, il Teroldego presentato ieri rappresenta il top di gamma, la bandiera enologica del Gruppo Mezzacorona. Un prodotto destinato agli intenditori e alla ristorazione gastronomica, che non potrà mancare nelle carte dei vini dei locali del migliore e più affermato horeca”.

Il menù di Peter Brunel

E la presentazione di questa chicca (prodotta in sole 4.857 bottiglie) non poteva certo avere un protagonista culinario qualunque… Per questo, il Gruppo ha affidato l’aperitivo e il pranzo ( con i relativi abbinamenti) a un grandissimo Chef, Peter Brunel, che ha allestito un menù straordinario.

Ogni proposta culinaria è stata abbinata a un grande vino della Cantina, a cominciare dal primo piatto, Manzo e Teroldego, abbinato a Rotari Flavio Trentodoc Riserva 2013, per arrivare a un altro grande secondo di Peter.

Merluzzo, mango, mela, peperoncino Trentino, nocciole e tartufo estivo, coraggiosamente abbinato proprio al Teroldego Rotaliano DOC superiore Riserva 2016. Così come il Piccione e Oro, spugnole foie gras e rapa fermentata, in cui il Teroldego ha espresso il meglio di se stesso.

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