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Due passi in giro alla scoperta della sorella minore di Venezia, Murano

Murano è l’isola più grande della Laguna dopo Venezia. Famosa sia per la lavorazione del vetro, sia perché ha una delle chiese più antiche della laguna, la Basilica di Santa Maria e San Donato.

Murano è un’isola autentica, verace, meno mondana rispetto a Venezia e dal ritmo più lento e rilassato.

A sole due fermate di vaporetto da Venezia, Murano rappresenta la base ideale per partire alla scoperta delle isole della Laguna. Non prima di averla girata a piedi e aver scoperto i suoi angoli nascosti, e conosciuto i suoi artigiani intenti a lavorare il vetro e le perle nei propri laboratori, spesso adiacenti alla bottega.

Un viaggio che può essere reso ancora più memorabile, soggiornando all’Hyatt Centric Murano Venice, che si caratterizza per gli arredi arricchiti con elementi progettati appositamente dai maestri vetrai: dalle lampade in vetro create da Venini, fino ai raffinati specchi in stile veneziano di Barbini e gli altri arredi realizzati dagli artigiani dell’isola, ispirati allo stile cosmopolita del luogo.

L’hotel è il primo costruito all’interno di una fornace storica, e per questo ancora più legato all’identità dell’isola. Le camere sono infatti state ricavate all’interno del vecchio complesso delle Ex Conterie, ovvero le piccole perle in pasta vitrea ricavate dal taglio di una lunga e sottilissima canna arrotondata a caldo in particolari contenitori metallici.

Nel 1898, le 14 aziende locali che fondarono la Società Veneziana per l’Industria delle Conterie si trasferirono nell’enorme complesso di 22.000 mq situato nel cuore di Murano, tra Palazzo Giustinian e la Basilica di San Donato. Il capannone fu la sede di una delle società industriali più importanti nella storia dell’isola, tanto da raggiungere 18 forni a gas per l’arrotondamento delle conterie, 3.000 addetti totali (tra il 1940 e il 1970) e 45.000 quintali di perle prodotte.

Oggi questo complesso è stato riqualificato e destinato a uso residenziale e commerciale.

E proprio le perle sono diventate l’altro simbolo dell’isola. Ed infatti la Perla di Murano è stata riconosciuta a dicembre del 2020 Patrimonio dell’Unesco, a testimonianza dell’importanza di questa tradizione che si tramanda da oltre 700 anni. Oggi a Murano ci sono molte perlere che continuano questa arte, ormai diventata quasi esclusivamente femminile. Questa tradizione pare sia nata nel 15esimo secolo quando Marietta Barovier, figlia dei fondatori della Barovier, iniziò a lavorare le perle, creandosi una propria piccola fornace all’interno per lavorare le perle all’interno della fornace del padre Angelo Barovier, cosa per l’epoca inconsueta perché il vetro non poteva essere lavorato dalle donne.

Per gli appassionati gourmet, l’Hotel offre esperienze enogastronomiche memorabili. A partire dalle masterclass presso Spritz & Fizz, il bar della lobby, dove il barman accompagna gli ospiti in una degustazione di Spritz preparati secondo numerose ricette, dalla tradizionale con Select alla più inconsueta preparata con il P31, un liquore contenente oltre venti erbe officinali selezionate, provenienti da posti lontani giunte a Venezia secoli fa, percorrendo l’antica Via della Seta; alle erbe officinali si legano le fresche note dell’assenzio, rabarbaro, zenzero, camomilla e chiodi di garofano.

E non potevamo non parlare del ristorante Osteriva, allestito in una serra bioclimatica, ed il nuovo progetto culinario guidato dall’Executive Chef Alessandro Cocco, con la sua cucina dalle tre T, tempo, tecnica e temperatura, pilastri della sua arte, cui aggiunge una quarta T, quella del territorio. Come lo stesso chef ci racconta, “il progetto di questo menù, e più in generale la collaborazione con Hyatt Centric Murano Venice, deriva da un’idea di cucina profondamente radicata nel territorio che si pone l’obiettivo di utilizzare i prodotti della Laguna e, quando non possibile, di attingere dalle valli e dalla campagne della regione Veneto, spesso poco valorizzata”.

La cucina di Cocco rappresenta un po’ il futuro della cucina italiana: un mix di tecniche francesi, apprese e affinate durante la sua esperienza all’estero e presso la scuola Ducasse, e della sensibilità per gli ingredienti locali, le radici territoriali. Il menu del ristorante Osteriva rispecchia in pieno questa filosofia, a partire dagli ingredienti, tutti provenienti dal territorio, come la frutta e la verdura, che vengono dall’isola di Sant’Erasmo, considerata l’orto di Venezia e delle isole della Laguna, o ancora i pesci come il Cefalo, la Volpina o i Cannolicchi (capelunghe in veneziano) e le Bivaresse (i lupini)

Una nuova meta culinaria si aggiunge alla laguna veneta, ed è un po’ la ciliegina sulla torta di una destinazione che merita il viaggio.

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