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Uno dei meravigliosi tesori del nostro paese, anche per bere bene

Incastonata tra la Valdichiana e la Val d’Orcia, Montepulciano è una cittadina medievale che merita di essere visitata per la vista che spazia su tutto il senese dalle sue mura fortificate.La sua origine è etrusca e risale al IV sec. a.C. Ricca di storia, fa del suo centro la Piazza Grande, dove si trova il Palazzo Comunale del XIV secolo, che ricorda nella torre e nel coronamento merlato il Palazzo della Signoria di Firenze. Camminando per le vie si ripercorre la sua storia a partire dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, quella del Gesù, di San Biagio, di Santa Lucia, Santa Maria de Servi, Sant’Agnese, Sant’Agostino oppure il convento di San Francesco, a lungo contesa tra Firenze e Siena per la ricchezza dei suoi scambi commerciali.

Ci si imbatte poi nei numerosi palazzi storici padronali di diverse epoche. Il paese però è ancora più famoso per la sua terra. Dai vigneti della zona infatti, si produce il Vino Nobile di Montepulciano DOCG. Famoso a livello internazionale per i suoi premi ma anche per essere uno dei vini più antichi d’Italia. Detiene un primato nazionale: la prima fascetta del DOCG è sua con la sigla AA000001.

Il vino è di colore rosso rubino e con il passar del tempo tende al colore granato, il profumo è intenso e ricco di sentori floreali. La sua produzione esclusiva, come da disciplinare, può essere ottenuta solo da uve della zona utilizzando per il 70% il vitigno Sangiovese, autoctono della zona. Da queste uve si produce anche il Rosso di Montepulciano DOC, il Chianti e il Vin Santo, il classico vino da fine pasto da accompagnare con i cantucci. Sono vini nati per essere accompagnati dalle prelibatezze del luogo, piatti della cultura contadina, semplici, ma consistenti. Partiamo dal “primo”: i pici, spaghettoni di acqua e farina di forma irregolare fatto a mano e conditi dal ragù di carne al sugo di pomodoro e aglio (abbondante!) oppure, come da tradizione, con il pane saltato in padella con l’olio. I pici, a Montepulciano, sono anche celebrati con una sagra, che si svolge ogni anno nell’ultima settimana di Agosto, il Bravìo delle Botti.

Si tratta di una tradizione molto antica dove si sfidano le otto principali contrade poliziane che spingono enormi botti piene su per i vorticosi pendii della città, rischiando spesso gravi incidenti. A questo evento si accompagna anche A Tavola con il Nobile, evento ideato nel 2003 dal giornalista Rai Bruno Gambacorta, conosciuto per la sua Eat Parade su Rai2. La disfida in questo caso è ai fornelli: le otto contrade devono interpretare un tema che cambia ogni anno per cucinare dei piatti che si abbinino al Nobile di Montepulciano. Nonostante i numerosi piatti che hanno come base il pane e che sono considerati piatti di riciclo, come, appunto, la minestra di pane, la ribollita e la panzanella, Montepulciano è famoso per i suoi piatti di carne come la sua Cinta Senese, razza allevata allo stato brado, la Chianina e la carne di cinghiale, spesso proposta come stufata o come sugo per i pici.

 

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