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Una tequila super premium in un locale super glamour, Roma ospita la presentazione ufficiale di Mijenta

In una giornata piovosa come quella di un lunedì di novembre, Punta Expendio de Agave è uno dei posti giusti per scaldare anima e corpo. Se poi all’interno troviamo la presentazione di una tequila super premium come la Mijenta il gioco è fatto. Pochi coperti, luci soffuse, una bottiglieria che in pochi possono disporre e… 400 conigli. 

Il giusto mood è el conejo

Il coniglio, anzi, per addentrarci nel giusto mood, el conejo, è il tema principale della serata. Lo troviamo infatti nell’etichetta della tequila, in 400 ampolle di vetro che verranno consegnate ai migliori locali di tutta Italia. Il coniglio è stato il filo conduttore della presentazione, grazie anche alle sapienti indicazioni dell’insegnate di origami che passo dopo passo, ci ha seguito per la costruzione di ogni elemento.

Ma perché proprio il coniglio? È necessario fare una piccola digressione sul culto dell’agave (pianta da cui deriva la tequila) ma nello specifico proprio sulla leggenda di Mayahuel. Dea della pianta, secondo la mitologia azteca, risulta essere la madre di 400 conigli, viene rappresentata con 400 seni per nutrire i suoi figli e al centro un fusto di agave di cui è proprio protettrice.  Cristian Bugiada, uno dei soci proprietari della Punta, ci racconta proprio come in un viaggio alla ricerca di produttori di tequila, si è imbattuto in un incontro con un coniglio bianco in un campo di agave. Sembrava quasi una visione, pochi movimenti agili per poi sparire, era solo il preludio di un percorso corretto. Come spiegato dai contadini del luogo, infatti, vedere questo animale significa, in Messico, essere sulla strada giusta. 

Mijenta, la tequila che rispetta la natura

Durante la serata è proprio Cristian a spiegare quanto vale conoscere un prodotto all’interno della bottiglia, attraverso la conoscenza e il rispetto delle persone che hanno nelle mani la tradizione di un utilizzo sostenibile dell’agave. Mijenta è la tequila che rispetta la natura, letteralmente significa “Mi Gente”, il mio popolo. Un distillato che mira alla salvaguardia dell’ambiente che lo circonda attraverso Sostenibilità, Community, Artigianalità e Autenticità. L’etichetta è prodotta proprio dalla pianta di Agave, mentre le bottiglie sono generate nel rispetto dell’utilizzo del vetro e scrupolosamente numerate. L’estrema attenzione nell’investire nelle piccole realtà artigianali del luogo attraverso fondazioni comunitarie, completano i punti di forza che rendono la Mijenta una tequila eticamente sostenibile.

Una parola, un mondo intero

Cinque – otto gli anni necessari per la maturazione della pianta, la raccolta a mano, il terreno che deve necessariamente rimanere a riposo per qualche anno dopo l’estirpazione delle radici rendono l’idea solo lontanamente del duro lavoro di un processo che non finisce qui: cottura in autoclave, macinazione della pianta e alla fine distillazione in alambicchi di acciaio. Blanco o Reposado, a seconda dell’invecchiamento in botti, scandiscono le portate di taco dorado con sgombro glassato e taco di anatra pibil, la Tostada di verdure, tajin e chipotle e ancora il Tamal di zucca al mole verde. Una serata che ci ha trasportato in Messico, quel Messico spaccato dal tropico del Cancro, dove si alternano le due cantene montuose della Sierra Occidentale e la Sierra Orientale, dove si alternano le distese di Agave Azul e i dislivelli di percorsi impraticabili: Pulque, Mezcal, Tequila … in una parola AGAVE.

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