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Micro-distillerie in crescita. DISTILLO conferma: i due giorni di Milano, il 16 e 17 maggio, hanno visto appassionati e addetti ai lavori provenienti da tutte le regioni d’Italia e da altri Paesi europei

Partito dagli Stati Uniti, il craft distilling, ovvero le micro-distillerie, è un movimento in ascesa sia in Europa che in Italia.

Craft distilling in Europa

In Europa, l’Inghilterra ha superato la Scozia per numero di distillerie, con un tasso di aperture di circa una a settimana.

In Francia si sono superate le 250 unità. E l’Italia si sta iniziando a far sentire. Pur essendo ancora agli esordi, il fenomeno dimostra già un notevole dinamismo, con un tasso di crescita elevato e una stima di almeno 20 nuove distillerie nel 2022.

micro-distillerieUn numero importante  considerando che fino a 5 anni fa, esistevano 130 licenze di distillazione, ma le distillerie in produzione in Italia erano circa 70, principalmente al Nord. Di 70 distillerie l’80% erano artigianali, il restante 20% deteneva l’80% della produzione.

Distillo, la fiera

Questo fermento è dimostrato anche dal fatto che a Milano è stata organizzata la seconda edizione di Distillo, la fiera dedicata al mondo delle attrezzature per questo comparto.

Durante gli incontri in fiera, si è parlato anche dei nuovi ingressi di distillatori di frutta e produttori di grappa, e l’attività in particolare nel mondo del gin.

micro-distillerie“A giudicare dal feedback ottenuto nei due giorni di fiera tra coloro che si sono dichiarati propensi ad aprire una distilleria – spiegano Claudio Riva e Davide Terziotti organizzatori della fiera – possiamo affermare che almeno un 25% dei partecipanti (800 quest’anno in due giorni) è seriamente intenzionato a far partire un progetto, se non ha addirittura già iniziato a compiere i primi passi in questa direzione. Dopo decenni di chiusure stimiamo che in Italia possano aprire circa 200 nuove distillerie entro il 2030”.

Il mondo dei distillati è da sempre caratterizzato da pochi grandi player. La diffusione delle distillerie in Italia è nata nelle valli alpine italiane ed inizialmente è stata trasferita nelle aziende medio-grandi a scapito del piccolo produttore.

micro-distillerieOggi si assiste ad un ritorno dell’arte della micro-distillazione e si sta facendo sistema per riconoscerlo come patrimonio pubblico. Questo fenomeno è favorito anche grazie alla incredibile biodiversità di cui l’Italia è nota in tutto il mondo. Già oggi, ad esempio, nonostante il mercato dei distillati e dei liquori sia ancora limitato, esistono 34 indicazioni geografiche.

Secondo Spirito Autoctono, la prima guida nazionale dedicata agli spirits, partner di Distillo, i trends per il 2023 nel mondo delle micro-distillerie vedono l’agave come ingrediente soprattutto nella tequila, ma anche il whisky e il gin. E poi produzioni di eccellenza con focus sull’artigianalità di qualità.

Distillo è stata anche un’importante occasione per far incontrare i micro-produttori con le aziende che producono attrezzature per il comparto.

E’ un esempio Berlin Packaging che ha presentato in fiera i trend principali nella scelta del packaging innovativo più adatto per valorizzare i distillati di alta gamma. E quindi via a bottiglie dal design moderno che diano personalità ai distillati.

O ancora bottiglie carbon neutral grazie a un programma di compensazione della CO2 generata durante la produzione, sviluppata in vetro leggero e mezzo bianco con fino al 75% di vetro riciclato. Obiettivo unire la qualità del distillato ad una scelta consapevole e sostenibile.

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