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Lo chef campano del ristorante Strega ha trovato la sua America e porta il suo made in Italy nel Nuovo Mondo.

“Né più mai toccherò le sacre sponde / Ove il mio corpo fanciulletto giacque, / Zacinto mia, che te specchi nell’onde del greco mar” con questi versi Ugo Foscolo, lontano dalla sua patria, celebra Zacinto, la sua isola natia. Come il poeta anche il giovane chef Marco Giugliano nel suo ristorante Strega, in Connecticut, celebra la propria terra con piatti totalmente made in Italy

Nonostante la giovane età, Marco può vantare una grande esperienza nel campo della ristorazione: ha lavorato nelle cucine di grandi ristoranti come Quattro Passi a Nerano oppure Taverna Estia a Brusciano. Quando Danilo Mongillo, attuale proprietario del locale americano, gli ha proposto di aprire in un altro Continente, lo chef ha subito accettato e in breve tempo ha raggiunto grandi obiettivi: Strega è stato il primo ristorante in tutto il Connecticut a entrare sulla guida Gambero Rosso

Perchè l’America?

“Per scommessa. Prima di trasferirmi, ero stato negli Stati Uniti esclusivamente in vacanza. Ho notato che l’idea di cucina italiana era totalmente diversa rispetto alla realtà. Dunque, mi sono trasferito qui, a Brandford per esattezza, per cercare di far conoscere il vero made in Italy, i veri sapori italiani. In breve tempo sono arrivate diverse soddisfazioni: la più grande conquistare la fiducia dei clienti. Inizialmente è stato molto difficile introdurre il concetto di gastronomia italiana, ma con il tempo e con il lavoro sono riuscito a farmi apprezzare”.

È stato complesso reperire e proporre ingredienti e piatti italiani? 

“Portare qui ingredienti italiani, sì. Il concetto degli americani di cucina è totalmente diverso rispetto al nostro. Pian piano, però, i rappresentanti hanno cominciato a credere in me, si sono lasciati convincere e hanno iniziato ad acquistare i prodotti italiani. Ogni settimana arrivano prodotti dallo Stivale: la maggior parte delle verdure e dei formaggi sono dell’area vesuviana, la mia terra d’origine”.

Nel menu sono presenti piatti del nostro tricolore?

“Esclusivamente made in Italy. Desideravo portare la classica cucina italiana con alcuni tocchi innovativi. Un piatto della tradizione che propongo è il classico rigatone alla genovese: alla costata di manzo, cotta dieci ore come vuole la tipica ricetta campana, aggiungo un tocco innovativo con una spuma di Provolone Del Monaco. L’Italia è presente anche nei dolci rappresentata dai grandi classici come il cannolo siciliano e il tiramisù”.

Strega: il nome del ristorante richiama il famoso liquore di Benevento. Questo ingrediente è presente all’interno del menu? “Non può mancare. Oltre a offrire uno “shottino” di questo liquore a fine pasto, ogni quattro mesi, quando cambio il menu, inserisco sempre un piatto che lo abbia tra gli ingredienti: per esempio, il pane al profumo di Strega, la crostata scomposta con crema chantilly allo Strega o il burger, piatto tipico di questa zona, con maionese allo Strega”.



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