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Ricco, corposo e assolutamente delizioso: lo street food siciliano vale, da solo, una visita in questa magnifica terra che fa della gastronomia da strada il proprio fiore all’occhiello

È l’una di notte e qua in Romagna finalmente è arrivata la pioggia, benedizione per alberi, giardini e i numerosi campi coltivati che colorano questa zona. Complice un pizzico di insonnia, acuita da tuoni che non risparmiano decibel, ho ripensato alla settimana appena trascorsa in Sicilia.

Soggiornare nel Capoluogo e girare in auto la Sicilia (ve ne parlerò presto, tranquilli) implica, nella stragrande maggioranza dei casi, un rapporto di quasi totale dipendenza con il celebre street food locale. 

Dalla carne al pesce, senza dimenticare verdure di stagione e panificati: la Trinacria è un grande gioiello che racchiude una miriade di piccole e preziose gemme gastronomiche.

Ho deciso di selezionare per voi le cinque ricette di street food siciliano che mi hanno fatto perdere la testa e, al contempo, prendere svariati chili.

Anelletti al forno

Piatto tipico del palermitano, must di ristoranti e friggitorie, gli anelletti (come indica il nome) sono una piccola pasta circolare che trova nel ragù di manzo e maiale, lo sposo ideale per delle nozze all’insegna della golosità. 

Dopo una generosa aggiunta di formaggio e una lenta la cottura in forno, ci si troverà dinnanzi ad un piccolo miracolo gastronomico. Di forma e consistenza simile al timballo, gli anelletti al forno danno il loro meglio gustati a temperatura ambiente, magari in spiaggia sotto l’ombrellone, tipica usanza sicula. Mi sono sfondato di anelletti e ne vado decisamente fiero.

Arancina/o

Riso, ragù, piselli e una dorata frittura. Tutto questo è l’arancina, il simbolo dello street food salato a Palermo e nella Sicilia intera.

Una croccante e leggera pastella che custodisce, come prezioso tesoro, una sfera di di riso allo zafferano. Il cuore dell’arancina nasconde del gustoso ragù di carne e piselli, spesso arricchito da una noce di saporito formaggio.

Ugualmente celebre è l’arancina al burro: l’interno dello scrigno di riso viene, in questo caso, farcito con mozzarella, prosciutto cotto e avvolgente besciamella.

Non è raro, nei ristoranti di fine dining siciliani, trovare nuove elaborazioni di questa ricetta; importante segnale di come la tradizione possa coesistere e arricchirsi con nuovi e interessanti spunti. 

Iris

In Sicilia, come sapete meglio di me, è consuetudine fare colazione con una rinfrescante granita e la mitica brioche con il “tuppo”. Una tradizione analoga, forse ancora più gustosa, la si può ritrovare nell’iris. Ma cos’è l’iris? Un dolce cibo da strada tipico palermitano, risalente proprio agli inizi del ‘900, che vede l’utilizzo di pasta lievitata, farcita con ricotta dolce locale e cioccolato fondente. Questo delizioso cugino del bombolone viene, infine, impanato e fritto. In mattinata, le pasticcerie e friggitorie di Palermo, saranno le vostre più valide alleate al fine di gustare questa specialità gastronomica che sorprende per gusto e leggerezza di frittura.

Per chi fra voi non se la sentisse di iniziare la giornata con una frittura, posso confermare che nella stragrande maggioranza dei punti vendita, l’iris è presente anche in versione “light”, quindi cotto al forno.

Cannolo

Probabilmente il re dello street food siciliano. Il cannolo rappresenta un vanto per la Trinacria gastronomica in Italia e nel mondo. 

Una cialda croccante e dalla forma cilindrica (ottenuta mediante l’utilizzo di appositi cilindri in metallo), fritta nella sugna e farcita con un cremoso ripieno di ricotta di pecora, zuccherata e passata al setaccio, e canditi. 

L’accortezza principale per gustare un cannolo da re è quella di farselo preparare “espresso”: la farcia non deve restare troppo tempo a contatto con la cialda, pena la perdita di croccantezza di quest’ultima.

Il consiglio, tornati dal vostro viaggio, è quello di provare a fare in casa i mitici cannoli. La soddisfazione, una volta ultimati, sarà enorme e verranno sicuramente apprezzati dagli affamati ospiti.

Panino con la milza

Altro grandissimo classico dello street food palermitano. Il panino con la milza o “Pani câ

meusa” è sicuramente la preparazione più celebre del capoluogo siculo.

Per la preparazione occorrono tre diversi tagli di carne: la milza, il polmone e la trachea del vitello. Dopo una prima bollitura, le pezzature vengono tagliate in sottili striscioline e cotte lentamente nello strutto. Così come per il cannolo, anche per il panino con la milza, consigliamo una preparazione “espressa”. Il morbido pane viene parzialmente privato della mollica e riempito con il mix di carni, egregiamente scolate dal grasso in eccesso. 

Il Panino con la milza può essere consumato in due versioni: “schietto”, condito quindi con solo succo di limone, oppure “maritato” con un’abbondante dose di caciocavallo grattugiato a copertura della carne.

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