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Cucina elegante e pulita, onesta e non aspirazionale: portate semplici e poco appariscenti ma di matrice complessa, atmosfera informale ma estremamente raffinata. La direzione del nuovo luxury hotel milanese di Ferragamo conferma la lucida visione imprenditoriale del gruppo fiorentino

Diego Roggero, direttore del Portrait milanese, in corso Venezia 11, ha le idee molto chiare in materia di ospitalità. Dopo avere condotto in modo esemplare strutture alberghiere e di ristorazione fiorentine (un esempio per tutti, il Caffé dell’Oro sul Lungarno), si è misurato con questa nuova, grande apertura.

Obiettivo (raggiunto) dei Ferragamo era quello di trasformare una location fantastica ma in disuso come era quella dell’ex Seminario Arcivescovile di Milano, in un luogo di ospitalità elegante, di charme e personalizzata grazie a un progetto di design lungimirante, connotato da uno dei valori più ricercati in questi tempi strani: la bellezza.

Intesa come concetto trasversale, la bellezza è presente in ogni dettaglio del nuovo Portrait Milano: dall’ampio quadrilatero con il grande porticato che accoglie l’ospite con effetto wow, scenico e monumentale, fino alla Lounge, agli appartamenti e alle suite del Portrait, le cui dotazioni risultano essere perfettamente allineate, in chiave ulteriormente evolutiva, alle location già consolidate della Lungarno Collection fiorentina. 

Essere nel quadrilatero della moda, poi, dà valore aggiunto a tutta l’operazione, che si configura come un tassello prezioso del rinnovamento complessivo dell’ospitalità milanese di alto profilo. A concorrere al successo dà un contributo importante il 10_11 (Ten Eleven), uno spazio che mette a disposizione dei milanesi e degli ospiti della città i suoi ambienti eclettici e versatili, pur nella imponenza monumentale dell’ex Seminario. Il nome 10_11 sta ad indicare i due numeri civici -di via Sant’Andrea e di Corso Venezia- da cui ê possibile accedere al Portrait: elegante e fashion il primo ingresso, scenografico ma più movimentato il secondo, da corso Venezia.

Il ristorante Ten Eleven si configura come un luogo che propone una cucina destinata a diventare iconica per la città, di natura prettamente lombarda, ma proposta in chiave innovativa grazie alla sapiente reinterpretazione dei piatti fatta dal talentuoso Chef Alberto Quadrio.

Il piatto-bandiera di Alberto è “La mia idea di pasta in bianco”: un piatto di estrema semplicità, nel quale nulla è lasciato al caso, zero burro ma con il Parmigiano Reggiano 36 mesi di Paolo Gennari (top) a fare da fantastico alleato ad un grande piatto, inno alla semplicità.

Oltre a questo flagship, la carta prevede il Vitello tonnato, il Riso al salto con ossobuco in gremolada, i mitici Mondeghili, le polpette di carne milanesi, insieme al Filetto di manzo in crosta e alla Zucca al forno. Tutte chiare, riconoscibili e dai sapori intriganti e golosi seppure semplici e realistici, lontani da voli pindarici e sperimentalismi di tipo aspirazionale.

In carta troviamo anche proposte vegetali come, fra i primi, la Crema di patate e porri con pane grigliato e, fra i secondi, il Broccolo romanesco con crema di olive taggiasche e peperone crusco: piatti di forte impronta territoriale, che consentono un’esperienza gastronomica autentica e caratterizzata che, parafrasando il linguaggio artistico, verrebbe da definire espressionistica.

Persino le insalate, così amate dal pubblico femminile, esprimono carattere e slancio creativo. Qualche esempio: Insalata, astice, formaggio erborinato, pancetta croccante, avocado, pomodoro secco, uova sode, Insalata verde pollo, ceci, melanzane sott’olio, Insalata mista di stagione, carote, pomodori secchi, finocchi, ravanelli. Il capitolo “pane” riserva a sua volta grandi sorprese: il Pane in cassetta tostato, prosciutto cotto e Pan di cacio e Pane integrale, salmone affumicato, avocado e ricotta.

La linea di cucina impostata da Quadrio si avvale anche della presenza di un pastry chef di razza, Cesare Murzilli, a cui si devono, fra l’altro, una Torta al cioccolato, mandorle e caramello e un memorabile Cheesecake da forno, con lampone e frutta fresca. O, ancora, il Tiramisù toscano, un signature dish del Caffè dell’Oro di Firenze, dove domina l’eccellente cucina dello Chef Antonio Minichiello.

Alberto Quadrio, classe 1990, è originario di Gattinara, in provincia di Vercelli: da lì ha preso le mosse la sua carriera, puntellata di grandi nomi della cucina internazionale, dal maestro Gualtiero Marchesi a Yoshihiro Narisawa a Pietro Leemann, Andrea Migliaccio, Andrea Torretta, Norbert Niederkofler, Alain Ducasse.

Fino al suo ritorno a Milano, dove il Direttore Diego Roggero lo ha voluto come Executive Chef del Ten Eleven, una scelta che non poteva essere più appropriata. Anche Cesare Murzilli, il Pastry Chef, vanta un curriculum d’eccezione, dove emergono i nomi di due ristoranti eccellenti, il romano Metamorfosi e il milanese Joia.

Il terzetto dei professionisti dell’offerta si chiude con la presenza del Bar Manager Andrea Maugeri: di origini siciliane, ha affinato l’arte della mixology in Inghilterra e oggi rappresenta un vertice indiscusso del bere miscelato. Una triade la cui professionalità conferma la sapiente scelta fatta dal direttore Diego Roggero e dalla famiglia Ferragamo, sempre tesa a valorizzare, con stile e attenzione ai dettagli, un’offerta di ospitalità elegante e sobria, all’insegna della bellezza e della condivisione esclusiva.

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