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Con la nuova stretta del 15 di marzo, l’Italia è di nuovo per la gran parte in zona rossa. E lo smartworking è tornato prepotentemente alla ribalta. Come già avvenuto lo scorso anno, sono in molti i lavoratori che cercano di trovare nelle seconde case o in altre località un luogo piacevole dove poter fare smartworking, e scappare dalle città.

È quanto emerge da un sondaggio di Airbnb realizzato ad ottobre 2020. In questo scenario i borghi italiani hanno molto da offrire, grazie alla bellezza dei luoghi, alla qualità della vita che da sempre li contraddistingue e che ora è diventata un richiamo più forte che mai.

Ne sono nate una serie di iniziative interessanti che offrono proprio la possibilità di trascorrere fuori dalla città questo periodo di “smartworking” forzato, gustando buon cibo locale e godendosi la vista di luoghi incantati. E perché non unire anche il sostegno a questi luoghi ed alle aziende agricole locali che come tanti altri stanno soffrendo una profonda crisi economica? Da qui l’idea di Borgo Office, lo smartworking nei più bei borghi d’Italia pensato e fondato da Federico Pisanty. Un progetto che coniuga lo smartworking con il farm-supporting, e cioè il sostegno alle aziende agricole ma anche ai borghi italiani, offrendo pacchetti di soggiorno gratuiti per lavorare smart da borghi e affascinanti aziende agricole in cambio di pacchetti di sostegno per le loro coltivazioni e produzioni.

Borgo Office, smartworking in aziende agricole friendly

Borgo Office seleziona, attraverso un accurato monitoraggio, le più affascinanti aziende agricole “smart working friendly” (quindi attrezzate con Wi-Fi, stampante, workdesk panoramico) nei borghi italiani che siano disponibili ad ospitare gratuitamente i lavoratori desiderosi di lavorare in smart working lontano dalle città. In cambio i lavoratori acquistano un “pacchetto di sostegno” dell’azienda ospitante, selezionabile tra diversi tagli, per sostenerla economicamente nella propria attività. E questo porta vantaggi anche al borgo dove si trovano le aziende agricole che possono approfittare dell’indotto generato dal turismo da smart working.

Un modello di business che è stato definito “freemium” e cioé i “pacchetti di soggiorno” sono gratuiti, i “pacchetti di sostegno” sono a pagamento, e che crea un circolo virtuoso per cui gli ospiti si sentono di voler ripagare la gentilezza delle aziende agricole che li ospitano, generando introiti aggiuntivi rispetto ai pacchetti.

Ad oggi l’iniziativa di smartworking nei più bei borghi d’Italia ha raccolto già numerose adesioni, con 390 richieste di prenotazione dei pacchetti di soggiorno / sostegno nel solo primo mese di attività, e 27 aziende agricole e borghi coinvolti. Gli italiani dunque amano lo smartworking nei più bei borghi del nostro paese!

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