L’Imposto: il nuovo Vermentino Superiore di Arillo in Terrabianca racconta la Maremma più autentica
La Maremma toscana si arricchisce di una nuova espressione enologica con L’Imposto, il nuovo DOC Maremma Toscana Vermentino Superiore prodotto da Arillo in Terrabianca e presentato per la prima volta con l’annata 2024. Un vino che nasce dall’incontro tra la forza del Mediterraneo, la ricchezza minerale del territorio e una ricerca stilistica orientata all’eleganza e alla precisione.

Il nome scelto per questa etichetta non è casuale. In architettura, infatti, l’“imposto” indica il punto in cui una struttura si apre verso l’alto, trasformando il sostegno in slancio. Un concetto che ben rappresenta l’identità del vino: profondamente legato alle sue radici territoriali ma capace di esprimersi con una visione moderna, raffinata e distintiva.
Un Vermentino nato tra mare, luce e minerali
L’Imposto prende vita nella Tenuta maremmana della famiglia Burkard, nei pressi di Massa Marittima, nel cuore delle Colline Metallifere. Qui i vigneti si trovano tra i 140 e i 160 metri sul livello del mare, in un ambiente caratterizzato da terreni ricchi di minerali, costanti influenze marine e una straordinaria luminosità che accompagna la vite durante tutto il suo ciclo vegetativo. È proprio l’equilibrio tra questi elementi a definire il profilo del vino: una struttura elegante, sostenuta da una marcata impronta salina e da una notevole freschezza espressiva.

Come sottolinea Adriana Burkard, proprietaria dell’azienda insieme al marito Urs, il progetto nasce dalla volontà di interpretare la Toscana attraverso territori diversi ma complementari:
“I nostri vini nascono da quello che definiamo il ‘Teorema Toscano Non si tratta semplicemente di produrre vino in luoghi diversi della Toscana, ma di interpretare ogni territorio come un’espressione autonoma di identità, energia e cultura paesaggistica. Radda in Chianti, Val d’Orcia e Maremma rappresentano tre anime complementari di un’unica visione: rigore, armonia ed essenzialità. Con L’Imposto volevamo raccontare la Maremma attraverso la sua luce, la sua materia minerale e il suo respiro mediterraneo”.
L’annata 2024: equilibrio e complessità
Le condizioni climatiche del 2024 hanno favorito una maturazione particolarmente armoniosa delle uve. Dopo una primavera ricca di precipitazioni e temperature miti, l’estate più calda è stata bilanciata dalle riserve idriche accumulate nel terreno, evitando fenomeni di stress per le piante. Questo andamento stagionale ha consentito di sviluppare un patrimonio aromatico ricco e sfaccettato, contribuendo a creare un vino caratterizzato da equilibrio, profondità e una progressione gustativa dinamica.

“La vinificazione” spiega l’enologo Vieri Vannoni “segue una linea di assoluta pulizia espressiva: pressatura soffice, chiarifica statica a freddo e fermentazione in acciaio a temperatura controllata. Il successivo affinamento di 6-8 mesi in ceramiche Clayver sulle fecce fini lavora sulla tessitura del vino, amplificandone precisione e dinamismo senza alterarne l’identità varietale e territoriale”.
Questa filosofia produttiva si inserisce in una visione aziendale più ampia, orientata alla sostenibilità e alla tutela del paesaggio agricolo.
“Nelle tenute di Arillo in Terrabianca, siamo molto attenti alla biodiversità, alla vitalità dei suoli e al rispetto degli ecosistemi locali” conclude Adriana “la nostra filosofia è: dare rispetto per ricevere eccellenza”.
L’Imposto rappresenta anche l’espressione di una filosofia aziendale che mette al centro il rispetto dell’ambiente e la tutela del paesaggio agricolo. Nelle diverse tenute di Arillo in Terrabianca, l’attenzione alla biodiversità, alla salute dei suoli e agli ecosistemi locali costituisce un principio fondamentale della gestione agronomica.
Filosofia dell’azienda
Prodotto in appena 1.959 bottiglie, L’Imposto si presenta con un bouquet che richiama ginestra, salvia e agrumi maturi, arricchito da sottili sfumature minerali e marine. Al palato mostra una struttura avvolgente ma al tempo stesso agile, sostenuta da una sapidità persistente che accompagna il sorso verso un finale lungo, elegante e fortemente evocativo del paesaggio costiero toscano.
Arillo in Terrabianca è una realtà che unisce cultura, innovazione e un profondo rispetto per la terra. L’azienda si estende su tre territori Toscani di gande pregio enologico – Chianti Classico, Maremma, e Val d’Orcia – formando un triangolo di bellezza, gusto e identità sintetizzato nel ‘teorema toscano’.
Raccontano i proprietari Adriana e Urs Burkard:
“Solo rispettando noi stessi e l’ambiente possiamo creare prodotti autentici e dare vita a visioni capaci di durare nel tempo.”
È questa la filosofia che guida ogni scelta dell’azienda, che inaugurerà, nel 2027, una cantina ammiraglia firmata da Mario Botta, uno spazio dedicato alla ristorazione, una galleria d’arte e un progetto di accoglienza esperienziale pensato per permettere al visitatore di immergersi nella cultura del vino e nell’armonia del territorio.









