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Salotto del gusto e Osteria: i nuovi due animi di Giulia Restaurant

Sicuramente avete già sentito parlare di Giulia Restaurant per la cucina dello chef Alessandro Borgo, per la cura dei dettagli, l’armonia degli spazi e per il suo affaccio sul Tevere e via Giulia.

Ricerca, qualità e innovazione si fondono, sotto l’occhio attento e vigile del patron Carlo Maddalena, il quale fortemente crede nel progetto di Giulia e che ha deciso dunque di espandere.

Gli animi di Giulia diventano due, uno gourmet al piano superiore e uno tradizionalista al piano inferiore. Un vero e proprio palazzetto del gusto che accontenta da una parte i più esigenti amanti del fine dining e dall’altra i più conservatori legati al comfort food e ai sapori di casa.

Il salotto si sposta al piano superiore con Alessandro Borgo 

Un contesto più riservato, intimo. Una cena che diventa un’esperienza. Il territorio insieme alla tecnica e all’estro dello chef diventano piatti sempre nuovi, equilibri delicati e continue proposte interessanti.

Due percorsi degustazione: uno più lungo e a “sorpresa”, l’altro di cinque portate più amouse bouche e petit four. Richiamando qualche piatto esemplificativo, un gioco di colori e forme rendono armonioso l’antipasto di anatra, foie gras e funghi porcini. 

Passando direttamente al dolce, merita assolutamente un accenno la proposta culinaria curata sempre dallo stesso chef. Dolci estrosi che richiamano ingredienti della cucina, come il cioccolato bianco, sedano ed erba cedrina, un dolce rinfrescante con la sorpresa al palato di consistenze varie tra cui il sedano e il nascosto brioschi.

Il tutto accompagnato dalla selezioni di vini del sommelier Fabio Romolo Buratti o dai cocktail del bar manager Gianluca Storchi. Aperto tutti i giorni a cena (tranne il martedì) dalle 18 alle 2 di notte.

La nuova apertura di Osteria Giulia

Palazzo Piacentini si fregia di questa nuovo apertura. L’ex sala di Giulia diventa il regno di Osteria Giulia. Da San Valentino 2023 è ufficialmente aperta al pubblico con il suo menù di cucina tradizionale. Convivialità, tradizione, sapori di casa, ne saranno il leitmotiv.

Il menù non tocca solo la cucina romanesca (come in foto con un carciofo cacio e pepe) ma mediterranea e italiana in generale.

Un’eccezione per un’osteria: sarà previsto sia il benvenuto dello chef che la piccola pasticceria. Altra nota simpatica e accattivante è “il piatto in prestito” che avranno i due ristoranti. L’uno manterrà sempre in carta un piatto dell’altro per far avvicinare i clienti all’una o l’altra cucina.

Lodevole la filosofia zero-waste che sarà tesa a sfruttare i prodotti al 100%. Le parti più e meno nobili saranno divise tra le due cucine evitando sprechi inutili.

A rappresentare i sapori di casa, della nonna, per dessert non mancherà mai lo zabaione caldo montato a mano servito in tazza con dei cantucci d’accompagnamento.

La carta dei vini sarà invece speculare a quella di Giulia Restaurant. In aggiunta un wine pairing di tutti i piatti del menù con referenze di vini laziali.

Previsto un aperitivo dalle 18.00 e un dopocena fino alle 2 di notte.

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