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Dalle Langhe al Trentino alla Pianura Padana: arriva la stagione più ambita dagli enoappassionati e dai gourmet. Ecco le dieci etichette più ambite

Nella sconfinata vastità del panorama enologico e relative etichette ci sono vini che per le loro caratteristiche e per la loro storia sono entrati a far parte del mito. Vini che mettono quasi tutti d’accordo nel dire che siano in assoluto i migliori; rare chimere che i collezionisti più appassionati inseguono alle aste, rilanciando millino su millino.

Sia chiaro, un vino non assurge alla categoria di “vino mitologico” soltanto perché è caro, quanto piuttosto per un insieme di fattori, tra i quali bisogna considerare l’elevato consenso di cui gode, la sua conoscenza diffusa tra gli strati della popolazione, la rarità dello stesso e, ovviamente, il fatto che sia al vertice della piramide qualitativa.

Un esempio perfetto di questo fenomeno è rappresentato dal Sassicaia, il “supertuscan” che chiunque ha sentito nominare in Italia e che qualunque straniero appassionato di vino sogna di degustare in Toscana. Il suo prezzo è molto lontano dalle cifre a quattro o cinque zeri che raggiungono certi vini stranieri, ma non per questo è meno iconico.

Un’ultima premessa, doverosa, prima di svelarvi quelli che secondo noi sono 10 vini mitologici, è che avremmo avuto bisogno di molti più posti in classifica. Riflettendo su quali siano i vini più iconici di sempre, come non pensare all’Amarone di Quintarelli, allo Château Rayas della Valle del Rodano, o ancora ai produttori di Riesling della Mosella? Abbiamo dunque voluto selezionare i vini più diffusamente conosciuti nello scenario collettivo, gli inarrivabili mostri sacri che meglio rappresentano l’idea del mito.

ITALIA

Sassicaia – Tenuta San Guido
Probabilmente il vino italiano più conosciuto al mondo, il Sassicaia di Mario Incisa della Rocchetta e Giacomo Tachis ha dato il via alla produzione di taglio bordolese in Toscana e dal 2013 gode di una Doc a lui soltanto riservata.
Zona: Bolgheri, Toscana;
Uvaggio: 85% Cabernet Sauvignon, 15% Cabernet Franc;
Colore: Rosso rubino;
Gradazione Alcolica: 13,5%;
Al naso: Amarena, mora, lavanda, tabacco, macchia mediterranea;
Al palato: Tannini vellutati, intenso, di grande persistenza.

Ribolla Gialla – Gravner
Josko Gravner è considerato il padre – in Italia – dell’antica tradizione georgiana della vinificazione in anfora. I suoi vini, ottenuti secondo i principi della biodinamica, macerano in anfora con le bucce per circa 6 mesi; quindi, vi riposano per altri 6 mesi prima di sostare 6 anni in botte e 6 mesi in bottiglia.
Zona: Oslavia, Friuli-Venezia Giulia;
Uvaggio: 100% Ribolla gialla;
Colore: Giallo dorato con riflessi ambrati;
Gradazione Alcolica: 14%;
Al naso: Albicocca, erbe aromatiche, agrumi canditi, resina;
Al palato: Voluminoso e avvolgente, fresco, sapido, lunghissimo.

Barolo Riserva ‘Monfortino’ – Giacomo Conterno
In un tempo in cui il vino veniva venduto sfuso in damigiana, Giacomo Conterno inizia a imbottigliare il suo Barolo ‘Extra’, dando il via alla produzione di Barolo come lo conosciamo oggi. Anni dopo il figlio Giovanni acquista alcuni ettari del vigneto Francia, che ancora oggi dà vita a questo vino, consacrandone il successo. Tra le etichette più ricercate.
Zona: Langhe, Piemonte;
Uvaggio: 100% Nebbiolo;
Colore: Rosso granato;
Gradazione Alcolica: 15%;
Al naso: Violetta, rosa canina, cedro, incenso, liquirizia;
Al palato: Profondo e potente, di grande equilibrio e persistenza.

FRANCIA

Champagne – Dom Pérignon
È pressoché nota a tutti la storia di Pierre Pérignon, l’abate francese che si dice abbia creato lo Champagne. Quel che è certo è che ancora oggi a lui si deve la selezione dei vitigni più vocati per dare alla luce questo vino, ma anche l’ideazione di tecniche che permisero di affinarne la produzione, come l’uso del tappo di sughero.
Zona: Champagne, Francia;
Uvaggio: Pinot Nero e Chardonnay in misura variabile;
Colore: Giallo dorato;
Gradazione Alcolica: 12,5%;
Al naso: Burro, agrumi canditi, pane tostato, erbe aromatiche;
Al palato: Cremoso, vivace, con un grande equilibrio tra sapidità e freschezza.

Sauternes Premier Grand Cru – Chateau d’Yquem
Da quando nel 1855 questo Sauternes si è guadagnato la classificazione di Premier Grand Cru, si è tramandata la sua fama di miglior vino botritizzato al mondo. La sua produzione è maniacale, con vendemmie che durano almeno un mese e mezzo, effettuate a mano, acino per acino. Tra le etichette è tra le più ricercate.
Zona: Bordeaux, Francia;
Uvaggio: 80% Sémillon, 20% Sauvignon;
Colore: Giallo dorato intenso;
Gradazione Alcolica: 13,5%;
Al naso: albicocca, zafferano, miele, burro, tè bianco, tabacco;
Al palato: Dolce, morbido e avvolgente, di lunghezza infinita.

Pomerol ‘Petrus’ Grand Vin – Petrus
Nato da un’intuizione di madame Loubat, che nel 1920 iniziò a vinificare le uve coltivate su un terreno che al tempo era considerato di seconda categoria, il Petrus batté sul mercato tutti i vicini e altisonanti ‘chateau’ bordolesi, ben presto configurandosi come la chimera di quel territorio. Tra le etichette è molto richiesto.
Zona: Bordeaux, Francia;
Uvaggio: 95-100% Merlot, 0-5% Cabernet Franc;
Colore: Rosso rubino con riflessi granati;
Gradazione Alcolica: 13,5%;
Al naso: Prugna, amarena, grafite, sottobosco, liquirizia;
Al palato: Muscoloso, potente, con una bella morbidezza in chiusura.

Romanée Conti Grand Cru – Domaine de la Romanée-Conti
I vini di questa cantina sono senza dubbio i più ambiti al mondo e rappresentano un vero e proprio punto di riferimento del panorama enologico. Un ‘domaine’ di origini antiche, a suo tempo conteso addirittura da Louis Francois di Borbone Principe di Conty, il favorito di Luigi XV, e l’amante del Re di Francia, Madame de Pompadour.
Zona: Borgogna, Francia;
Uvaggio: 100% Pinot Noir;
Colore: Rosso rubino;
Gradazione Alcolica: 13%;
Al naso: Mora, arancia sanguinella, grafite, chiodi di garofano, petali di rosa;
Al palato: Sferico, tannini di velluto, grande potenza, intensità ed equilibrio e una nitidezza di sapori unica.

NUOVO MONDO

Grange Bin.95 – Penfolds
Una storia curiosa quella dell’azienda fondata a fine ‘800 dal medico inglese Christopher Rawson Penfold, che iniziò a produrre vino a scopo curativo. Oggi l’azienda appartiene alla Tooth and Co. che, come il suo predecessore, propone vini realizzati secondo i più alti standard qualitativi.
Zona: Barossa Valley, Australia;
Uvaggio: circa 95% Shiraz, 5% Cabernet Sauvignon;
Colore: Rosso rubino intenso;
Gradazione Alcolica: 14,5%;
Al naso: Mora, ribes nero, anice, cacao, note carnacee;
Al palato: Un ottimo bilanciamento delle varie componenti, con una spiccata morbidezza a chiudere il sorso.

Opus One – Opus One Winery
L’intento di creare un grande taglio bordolese negli Stati Uniti è stato concretizzato da due uomini: il barone Philippe de Rothschild di Chateau Mouton Rothschild e il vignaiolo americano Robert Mondavi. Nel 1982 è nato così Opus One, che in etichetta riporta il profilo dei suoi due stimatissimi padri.
Zona: Napa Valley, California;
Uvaggio: 84% Cabernet Sauvignon, 6% Petit Verdot, 5% Merlot, 4% Cabernet Franc, 1% Malbec;
Colore: Rosso rubino;
Gradazione Alcolica: 14%;
Al naso: Ribes, mirtilli, rosa rossa, caffè, cacao;
Al palato: Tannini di velluto, freschezza, grande persistenza.

Screaming Eagle
Si conosce poco del vino più chiacchierato e ambito degli Stati Uniti, la cui prima annata – 1992 – nel formato di 6 litri venne battuta a un’asta per mezzo milione di dollari. La proprietà è passata da Jean Phillips a Stanley Kroenke, che oggi continua a produrre soltanto poche bottiglie ogni anno, continuando così ad alimentare la leggenda che circonda questo rarissimo vino. Tra le etichette più ricercate.
Zona: Napa Valley, California;
Uvaggio: 100% Cabernet Sauvignon;
Colore: Rosso rubino;
Gradazione Alcolica: 13,5%;
Al naso: Prugna, lampone, arancia rossa, cuoio, cioccolato fondente, note fumé;
Al palato: Rotondo, elegante, sottile e intenso, con una grande freschezza.

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