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Le lasagne che amava la Principessa Diana: ecco dove andava a mangiarle a Bologna 

Non è un segreto che la bella Diana non fosse indifferente al fascino del cibo italiano; in particolare apprezzava le Lasagne alla bolognese. Le assaggiò per la prima volta al Grand Hotel Majestic di Bologna – all’epoca conosciuto solo come “Baglioni” – dove si era recata nel 1995 in occasione del concerto dell’amico Pavarotti.

Come molte celebrità prima e dopo di lei aveva soggiornato nella Presidential Suite Giambologna: una maestosa camera che raccoglie al suo interno pezzi d’antiquariato dal valore inestimabile, un letto matrimoniale francese a semi baldacchino, pareti foderate di stoffe pregiate, due bagni in marmo bianco di Carrara e, siccome non era abbastanza, due vetrine con porcellane preziose. Ma torniamo al mondo terreno e alle lasagne.

Lasagne per la Principessa

Quel giorno dell’ormai lontano 1995, Lady D, prima di coricarsi, se ne fece portare in camera una generosa porzione straricca di ragù, besciamella e Parmigiano Reggiano come vuole la tradizione.

A incuriosire la nostra Lei fu la fama della ricetta, e ciò non ci stupisce affatto se pensiamo che già nel Medioevo questa veniva decantata da numerosi poeti d’epoca come Jacopone da Todi in Umbria (una quartina del poeta recita: Chi guarda a maggioranza spesse volte si inganna./Granel di pepe vince per virtù la lasagna) , Cecco Angiolieri in Toscana (Chi de laltrui farina fa lasagne, il sucastello non ha ne muro ne fosso) fra’ Salimbene da Parma (riferendosi a un monaco scrive: Non vidi mai nessuno che come lui si abbuffasse tanto volentieri di lasagne con formaggio). 

In quell’occasione, nessuno tra i membri dello staff si azzardò a spiare la Principessa Diana mentre si gustava la succulenta pietanza, ma sappiamo con certezza che Lady D riconsegnò il piatto pulito, con tanto di scarpetta, e si complimentò personalmente con il ristorante per tanta bontà. La cosa interessante è che disse anche di «essersi sentita bolognese per una notte»…

Il Ristorante I Carracci del Majestic

Oggi queste deliziose lasagne sono ancora servite, seguendo la medesima ricetta che si tramanda di generazione in generazione, al ristorante I Carracci del Grand Hotel Majestic di Bologna. Così, sedendoci a uno di quei meravigliosi tavoli, tra gli affreschi cinquecenteschi dei fratelli Carracci che fanno da cornice artistica, possiamo anche noi sentirci “bolognesi per una notte” come Lady Diana tre decenni or sono.

Prima di approfondire, lasciateci condurvi in una breve ma necessaria premessa, perché quella di I Carracci non è una cucina tradizionale qualunque: Guglielmo Araldi, executive chef, e il pasticcere Vincenzo cercano quotidianamente l’unicità, avanzando una proposta gastronomica guidata da una passione autentica, e italiana, per l’arte e per la cucina.

Un contesto dove “non regna un costrutto teorico privo di sostanza, ma una conoscenza spontanea della realtà, senza rigide gabbie, ispirata da percezioni sensibili e felicità intuitiva per il nuovo. La creatività, le emozioni, si respirano in sala e si ritrovano nei piatti; un lavoro di recupero e di ricerca dove la tradizione gastronomica emiliana si evolve e rinnova in un personale gioco associativo” (ndr Anna Gentili, Identità Golose).

Dal lunedì al sabato, a cena, una proposta di fine dining articolata in tre percorsi degustazione apre la cucina a nuovi orizzonti: Intrecci (un menù sempre a spasso coi tempi, dove la creatività dello chef è principio e timoniere dell’esperienza), Passione vegetariana (un viaggio alla scoperta della bellezza e genuinità del mondo vegetale) e La Dotta, la Grassa e la Rossa sono i tre menù della sera. A pranzo invece è disponibile la carta con i piatti storici del territorio (tra cui, ovviamente, la Lasagna “di Lady D”).

Tornando proprio alla Lasagna, la regina della Gastronomia bolognese e emiliana non compare solo nel menù tradizionale del pranzo ma è possibile gustarla anche a cena all’interno del percorso La Dotta, la Grassa e la Rossa (il più tradizionale dei tre, troverete anche la Zuppa imperiale, il Tortellino in crema di Parmigiano 36 mesi, una rivisitazione della Torta di riso per dessert e altre sorprese). 

Le Lasagne di I Carracci

La Lasagna è proposta quindi in due menù, alla carta e degustazione, a cui corrispondo due diverse versioni; quella à la carte (ricordiamo disponibile solo a pranzo) è fedele alla ricetta tradizionale in tutto e per tutto, senza contaminazioni, maestosa nella sua forma più semplice e classica: di dimensioni abbondanti, a base di ingredienti identitari quali la besciamella, il ragù alla bolognese e il Parmigiano Reggiano, rigorosamente abbracciati da una sfoglia verde (perché la vera sfoglia delle lasagne è verde) tirata a mano.

La Lasagnetta alla bolognese della sera (sembra di parlare di una signorina per bene, ed è esattamente così che la ricordo) si presenta in una veste più elegante, raffinata e “gourmet”: di dimensione mignon e forma cilindrica, dressata con un velo di crema di Parmigiano e ultimata con una “corona” di scaglie di formaggio grattugiato. L’aroma ricco di un pizzico di noce moscata impreziosisce l’insieme. 

Volete sapere qual è la più buona? Impossibile esprimere preferenze in un campo così denso di delizia, vanno conosciute e gustate entrambe. Se proprio dovete scegliere, optate per ciò che vi è più affine: coloro che, golosi, traggono piacere dal perpetuarsi di un sapore e dal suo continuo evolversi nel palato scelgano la prima opzione, fonte di un piacere più appagante e durevole.

Chi invece vuol gettare lo sguardo nel futuro e avviare il palato alla scoperta del nuovo si lasci sedurre dal fascino, effimero ma giovevole, della Lasagnetta: procuratrice di un godimento più alto, che non si esaurisce in una sensazione di sazietà corporale ma perdura nel desiderio intellettuale di “volerne di più”. Ahimè non è previsto un bis, ma una nuova e promettente leccornia sarà già all’orizzonte: una Petroniana (la Cotoletta) realizzata ad hoc, succulenta e adorabile dal primo al secondo (e ultimo) morso. 

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