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Tre ristoranti, diversi tra loro, con un parterre enoico, nei territori della ristorazione fluviale

OSTERIA DI FORNIO

L’Osteria di Fornio sorge nel piccolo paese di Fornio, in provincia di Parma, per un piccolo locale che vanta un secolo di storia. Appena oltre l’ingresso, la cucina a vista. Al di là del vetro, la chef Cristina e i suoi collaboratori.

Le ricette che fanno da protagoniste ai piatti dell’Osteria sono quelle ormai quasi dimenticate, ricche di quei sapori tipici della tradizione emiliana, con un occhio sempre attento alle stagioni e a quel che offre il territorio: “Crediamo in una cucina che valorizzi gli ingredienti, ma che allo stesso tempo sia innovativa, leggera e soprattutto gustosa. Le nostre specialità? I primi con la pasta all’uovo fresca e i dolci fatti in casa”.  La carta dei vini è quasi interamente legata al territorio italiano con qualche presenza francese; “in totale abbiamo 300 vini , provenienti da tutta Italia e alcuni, dal territorio francese. Tanti anche i vini naturali. La nostra carta dei vini si è costruita nel tempo, e si è ampliata di anno in anno, da sempre attenta alle richieste dei clienti”, racconta la padrona di casa Cristina, che aggiunge “ amiamo le bollicine: circa l’80% dei nostri piatti è accompagnato da vini con bolla sia rossa che bianca”..

L’Osteria di Fornio presenta in carta anche vini al calice e mezze bottiglie, con mescita e con almeno una referenza per stagione.
“La nostra è una osteria storica legata alla tradizione. Portiamo avanti da allora la filosofia del luogo: piatti tipici, cucina tradizionale emiliana, materie prime locali e stagionali e un pizzico di innovazione nel proporre questi valori aggiornati alle abitudini moderne” -racconta ancora Cristina- “Non rivisitiamo la cucina classica, non facciamo piatti gourmet, solo più curati nella presentazione, alleggeriti dove possibile per incontrare i gusti di un pubblico moderno e abbinandoli a vini di tutta Italia”.

ANTICA CORTE PALLAVICINA

Il complesso dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine sorge in uno scorcio di Bassa dominata dal suono del Grande Fiume, “là dove la nebbia è un ingrediente essenziale del gusto”.. Il percorso museale presenta, uno dopo l’altro, i protagonisti del re dei salumi, il culatello. Primo fra tutti, il territorio. Territorio in cui gli chef Massimo e Luciano Spigaroli hanno costruito il successo del loro ristorante. “In un mondo che guarda alla globalizzazione penso sia importante difendere la nostra identità fatta di prodotti speciali, di acqua e di nebbia” racconta Massimo Spigaroli.
All’Antica Corte Pallavicina è presente sia un menu alla carta sia alcuni menu degustazione. I piatti sono legati alla cucina tradizionale: si spazia dalla carne al pesce, dai primi di pasta, ai risotti, ai brodi.

Oltre 650 etichette: “Proponiamo vini al calice, mezze bottiglie, bottiglie intere, magnum. Il cliente lo sceglie attraverso una carta su una piattaforma tablet, in modo tale da offrire più informazioni rispetto alla carta classica. C’è sempre comunque un nostro sommelier che accompagna il cliente nella scelta. Insomma, offriamo una carta e un servizio completo”. Non solo, Corte Pallavicina è anche produttrice di ben 6 vini: “La nostra è una produzione piccola: Fontana del Taro è infatti un vitigno antico, pressoché sconosciuto, ma davvero molto particolare. Vinifichiamo sia in bianco che in rosso, secondo il metodo classico».

HOSTARIA DA IVAN dal 1990

Hostaria da Ivan è un’ antica residenza dei primi del ‘900, a Fontanelle di Roccabianca, in provincia di Parma. Situato nell’affascinante cornice della Bassa Parmense non solo offre cibo di qualità, ma propone anche una terapia creativa, inventata da Ivan Albertelli, proprietario dell’Hostaria, che mette al centro del percorso le fragranze dei salumi: “Abbiamo aperto la prima salumoterapia del mondo, con marchio registrato. Un luogo paradisiaco in cui abbiniamo ai nostri salumi le bollicine più estreme. Qui le persone si perdono tra le bottiglie”, racconta Ivan, “nella nostra casa, la tavola è il luogo privilegiato per la convivialità, l’amicizia, il piacere di stare insieme”.

Culatelli Dop, spalle, crudi e coppe ai quali vengono accompagnati numerosi vini pregiati.
“La nostra cantina ha etichette che provengono da tutto il territorio italiano ma offriamo anche una vasta carta di vini francesi molto pregiati” racconta ancora Ivan.
La carta presenta anche etichette spagnole e alcune provenienti dal Sud Africa, Opus One del ’97 e Cabernet S. Coastal del ’97 americani, e per finire etichette cilene e argentine. “Alle mezze bottiglie preferisco stappare al cliente un’intera bottiglia e considerarla metà. La mezza bottiglia non è conveniente per il commensale e a me comunque non piace. Preferisco aprire una bottiglia a chi mi chiede anche solo un calice, indistintamente dal vino scelto. Qui da noi non c’è presenza di sommelier, mi occupo io personalmente dei vini, approcciando direttamente col cliente”, spiega Ivan.

L’ Hostaria offre una selezione di 130 bottiglie di champagne: «Amo lo champagne. Mi piace vedere anche l’evoluzione in bottiglia. Proponiamo bottiglie invecchiate anche venti, venticinque anni, spaziamo dalle grandi marche a produttori meno conosciuti. Ma ho una grande passione anche per il Lambrusco».  

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